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Giannoni all'assalto di Singapore

E' sicuramente uno degli artisti italiani che può avere più appeal sui mercati esteri. Ed è per questo che la Galleria Mucciaccia (Roma, Cortina d'Ampezzo, Londra e Singapore) ha deciso di portare il pittore di origini toscane che vive e lavora a Firenze, Massimo Giannoni, sull'isola del leone, nel più dinamico mercato d'arte contemporanea del mondo. Singapore, ormai, fa un asse preciso con Hong Kong, Shanghai e Taipei, un sorta di quadrilatero che attualmente decreta il successo non solo commerciale degli artisti. La piazza più importante è comunque Singapore perchè (free tax) è diventata la base di un signore svizzero che anni fa creò nel suo paese Art Basel.

Massimo Giannoni, il "pittore delle biblioteche", ha già varcato i confini nazionali e ha ottenuto un successo particolare negli Stati Uniti con le sue Wall Street e la baia di Manhatta a New York. Dopo "Arte Italiana" nel Palazzo Reale di Milano (2007) e la Biennale di Venezia del 2011, "Four Triptychs" nel Palazzo delle Esposizioni di Roma (2012) e "Linee di Confine" nel Museo Bilotti di Roma (2015), Giannoni approda per la prima volta sui mercati asiatici.

A Singapore, l'artista presenta 25 grandi tele dipinte a olio, appositamente realizzate per l'occasione. Come è nel suo stile, Giannoni realizza opere dai colori pastosi e carichi di spessori, tanto da rendere la figura come un'espressione astratta, irriconoscibile. I soffitti affrescati delle Biblioteche sono tra le sue opere più richieste, oltre alle vedute  della sua memoria da New York a Firenze, a Singapore, che lui ha già visto molti anni fa perchè Massimo è nato in Australia. Il titolo della mostra "Panopticon" rimanda all'osservazione dello spazio che ci circonda, che circonda il proprio corpo, e l'io dell'artista diventa dominatore dello spazio alla sua portata ottica, sia a livello fisico che sentimentale. Non a caso la pittura di Giannoni è una di quelle che fa sognare o meglio rivitalizzare i propri ricordi.. Per la critica, i quadri di Giannoni si rivelano allora delle "camere delle meraviglie" che si trasformano in  metafore di un luogo altro, solo apparentemente deserto,  con scaffali di libri che racchiudono in sè tutta la conoscenza del tempo o di borse valori che sembrano accelerarlo o frammentarlo.


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