Mario Ceroli
Mario Ceroli nasce a Castel Frentano (Chieti) il 17 maggio 1938. A dieci anni si trasferisce a Roma, dove il suo destino artistico prende forma quasi per caso. I genitori lo immaginavano impiegato dello Stato e lo iscrissero alla Scuola Galileo Galilei, che comprendeva Istituto Tecnico, Istituto Tecnico Industriale e Istituto d'Arte. Come lui stesso racconta, la madre, stanca di salire le scale per evitare l'ascensore, si fermò al primo piano e lo iscrisse all'Istituto d'Arte. Un gesto di serendipità che avrebbe segnato la storia dell'arte italiana del secondo Novecento.
All'Istituto d'Arte studia sotto la guida di maestri come Leoncillo Leonardi, Pericle Fazzini ed Ettore Colla, sperimentando inizialmente la ceramica. Nel 1958 tiene la sua prima mostra di ceramiche e nello stesso anno vince il Premio per la Giovane Scultura della Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea sotto la direzione di Palma Bucarelli. Nonostante sia spesso definito "scultore del legno", Ceroli ha sempre rivendicato la molteplicità delle sue esperienze: marmo, bronzo, ghiaccio, acqua, carta, stoffa. La materia, per lui, è linguaggio aperto e mai definitivo.
Un viaggio ad Assisi nel 1957 e la scoperta di Giotto lo conducono verso le prime sagome lignee, segnando l'inizio di una ricerca che lo renderà protagonista della Pop Art e dell'Arte Povera. Negli anni Sessanta il legno grezzo diventa materiale emblematico: figure umane, numeri, lettere, oggetti quotidiani prendono forma in composizioni seriali, talvolta policrome, dove la scultura si intreccia con pittura, design e installazione. Le sue opere non sono semplicemente plasmate: sono costruite. Le forme appaiono come concetti tangibili, stratificazioni di piani consequenziali che mantengono armonia pur evitando l'uniformità plastica.
Il 1965 segna una svolta con Cassa Sistina, ambiente totale e ironico, insieme mistificazione e riflessione sul sistema dell'arte, che gli vale il Premio Gollin e un riconoscimento alla Biennale di Venezia del 1966. Nello stesso anno espone alla Galleria La Tartaruga di Roma opere come L'ultima cena, oggi conservata alla GNAM. Con La Cina (1966) anticipa l'arte immersiva, coinvolgendo lo spettatore in uno spazio totalizzante.
Tra il 1966 e il 1967 si trasferisce negli Stati Uniti e tiene una personale alla Bonino Gallery di New York, presentando Farfalle. L'interesse per lo spazio culmina nel 1969 con Io, piramide di ghiaccio: una struttura di mattoni di ghiaccio sormontata da una sfera d'acciaio contenente carbone ardente, potente allegoria di precarietà e tensione.
Parallelamente, Ceroli sviluppa un'intensa attività teatrale: collabora con il Teatro Stabile di Torino, il Teatro alla Scala e il Teatro La Fenice, fondendo scultura e scenografia in palcoscenici monumentali. Per Ceroli, teatro e arte visiva condividono la stessa vocazione ambientale.
Negli anni Ottanta e Novanta emergono temi ricorrenti come porte, scale e strutture architettoniche. Opere come La Porta (1981), Il Cenacolo (1981), Uomo Vitruviano (1987), Casa di Nettuno (1988), Maestrale (1992) e Applausi (1992) approfondiscono la ricerca sul "tuttotondo" e sulla matericità sferica, in dialogo costante con l'ambiente. In questi decenni sperimenta anche marmo policromo, vetro, polveri e bronzo, reinterpretando suggestioni rinascimentali, da Leonardo ai maestri del passato.
Importante è anche il suo intervento in spazi pubblici e sacri, come la chiesa di San Lorenzo a Porto Rotondo (1968), quella di Santa Maria Madre del Redentore a Tor Bella Monaca (1987) quella di San Carlo Borromeo a Napoli (1990), dove arte e architettura si integrano. Da menzionare anche l'intervento alla Scuola Superiore di Polizia di Roma, dove ha realizzato il sacrario e la cappella.
Negli anni Duemila continua a mescolare legno, cenere e lamine d'oro. Opere come La nuda verità e Guerriero Frentano (2007) presentano figure lignee cosparse di cenere, simbolo della fusione tra uomo e natura. Nel dicembre del 2024 ha inaugurato l'apertura di Palazzo Citterio a Milano con una sua mostra ambientale nello spazio Sterling dal nome 'Mario Ceroli. La forza di sognare ancora', e nell'ottobre del 2025 la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma ha inaugurato la mostra 'Ceroli Totale' che ripercorre i suoi 70 anni di carriera. Artista poliedrico e mercuriale, Ceroli ha superato i confini tradizionali dell'opera d'arte, esplorando l'interazione tra scultura, pittura, architettura e teatro.
Vive e lavora a Roma, dove ha creato un vasto spazio-museo che raccoglie oltre cinquecento opere, concepito come ambiente in continua evoluzione, destinato a dialogare con il pubblico e a ispirare le nuove generazioni.
Ultimo aggiornamento: 28/04/2026
Mostre ed eventi pubblicati su Itinerarinellarte.it
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