Piero Guccione

Piero Guccione nasce il 5 maggio a Scicli, in provincia di Ragusa, terzogenito di una famiglia della piccola borghesia. Suo padre era sarto, di buona scuola, la madre casalinga.

1948-1954
Grazie alla complicità sensibile del padre, abbandona gli studi classici per dedicarsi al disegno e alla pittura. Frequenta per un anno la Scuola d'arte di Comiso, quindi l’Istituto d'arte di Catania, dove si diploma. In questi anni, l'amico Ugo Caruso porta da Milano una grande monografia, dedicata all'opera di Cézanne, che diventerà un fondamentale punto di riferimento.

1954-1955
Nell'autunno del 1954, poco dopo la morte del padre, Guccione si trasferisce a Roma, dove s'iscrive all'Accademia di Belle Arti. Trovandola priva di qualsiasi stimolo e interesse, la frequenta per un mese soltanto. Vive in un pensionato a San Francesco a Ripa, mantenendosi col sussidio di 500 Lire di una scuola parastatale di cartellonistica pubblicitaria, destinato a chi proveniva da fuori città.
Nei primi due anni romani non dipinge quasi mai. Lavora, invece, come grafico in uno studio romano, dove ha la possibilità di cimentarsi in nuove forme espressive quali manifesti pubblicitari, caricature per giornali, disegni di mobili.

1955-1958
All'inizio del 1955 incontra Renato Guttuso nel suo studio a Villa Massimo e gli mostra i propri disegni. Inizia a frequentare i pittori neorealisti della Galleria Il Pincio, a Piazza del Popolo (Astrologo, Attardi, Tornabuoni e Vespignani) e frequenti sono le sue visite alla Galleria Nazionale di Valle Giulia per ammirare, soprattutto, artisti quali Scipione, Mafai e Pirandello.

1958-1959
Spinto dall'entusiasmo giovanile, ma anche da esigenze economiche, Guccione accetta di partecipare alla prima missione paleontologica nel Sahara libico, diretta da Fabrizio Mori, esperienza che ripete nei successivi otto anni sino al 1969. Scopo di queste missioni era il rilevamento in grandezza naturale di pitture e graffiti rupestri delle civiltà sahariane preistoriche.

1960
Tiene la sua prima mostra personale alla Galleria Elmo di Roma, presentata dal critico d'arte Duilio Morosini. La sua pittura, in evidente formazione, mostra interesse verso l'espressionismo di Levine e, soprattutto, di Soutine.

1961
Si reca negli Stati Uniti dove, su richiesta dell'American Federation of Art, espone in una mostra alla Columbia University di New York le riproduzioni delle pitture e dei graffiti sulle civiltà preistoriche sahariane, poi itinerante nelle maggiori università americane.
1961-1964
Inizia a frequentare il gruppo neofigurativo "Il pro e il contro" formato dai pittori Attardi, Calabria, Farulli, Gianquinto, Vespignani e dai critici Del Guercio, Micacchi e Morosini, dai quali si allontanerà nel 1964. In quello stesso periodo, Guccione realizza alcune opere che rimandano alla pittura di Francis Bacon, scoperto nel 1962 assieme ad Attardi, in occasione della mostra dedicata al grande pittore irlandese a Torino.

1962
Firma un contratto con la Galleria La Nuova Pesa, dove organizza la sua seconda personale: dopo quasi dieci anni di attività, Guccione riesce finalmente a vivere di sola pittura.

1963
Illustra Il rosso e il nero di Stendhal per l'editore Parenti.

1965
Con il ciclo dei Giardini, esposto alla Galleria La Nuova Pesa, raggiunge una totale autonomia artistica: il racconto della realtà lascia spazio alle cose, tutte, degne di essere dipinte.

1966-1969
Nel 1966 partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia, dove verrà invitato anche nel 1972, 1978, 1982, 1988, e 2011. Dal 1966 fino al 1969 è assistente di Renato Guttuso all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove sarà anche titolare di cattedra.

1967
Dipinge Sulla spiaggia di Sampieri, la sua prima veduta di mare, dove forte è l'influenza di Edvard Munch, pittore molto amato, al quale dedicherà un viaggio a Oslo nel 1973.

1968
Prima personale alla Galleria Il Gabbiano di Roma, dove presenta opere del ciclo Città riflessa: paesaggi riflessi sulle carrozzerie delle automobili. Inizia un lungo sodalizio, sia professionale sia umano, con Sandro Manzo e Laura Mazza, proprietari della galleria.

1969
Costruisce una casa estiva tra Punta Corvo e la Baia di Sampieri, lembo estremo della Sicilia Orientale. Da questo momento la sua permanenza in Sicilia si fa sempre più assidua.

1969-1970
Dipinge il ciclo Attese di partire, composto da una decina di tele poi esposte alla Galleria Forni di Bologna, dove tocca «un secondo momento di notevole compiutezza con una forma bloccata, talora al limite del virtuosismo» (cit. G. Giuffré).

1970
Il piccolo dipinto intitolato Le linee del mare e della terra dà l'avvio all’omonimo ciclo, tra i più caratterizzanti della sua pittura.

1971
La città di Ferrara gli dedica la prima antologica a Palazzo dei Diamanti con l'esposizione di 80 opere dal 1962 al 1970, presentata da Enzo Siciliano.

1976
Espone per la prima volta a Parigi, con una personale alla Galerie Claude Bernard (dove sarà invitato nuovamente nel 1983, 1988 e 1998) presentato in catalogo da Dominique Fernandez.

1977
Nella capitale francese visita una mostra sulla pittura del Romanticismo e viene “folgorato” dalla sala dedicata a Caspar David Friedrich, «dal suo occhio freddo ed incandescente, insieme», che tanto influenzerà la produzione degli anni successivi.

1979-1980
Piero Guccione decide di lasciare Roma e di rientrare definitivamente in Sicilia. Il suo nuovo e permanente punto di osservazione sarà nell’altopiano modicano, a Quartarella, dove trascorrerà il resto della vita.
La Galleria Il Gabbiano lo presenta per la prima volta alla FIAC di Parigi con una personale.

1980
Espone per la prima volta a New York, presso la Odyssia Gallery, presentato in catalogo da un testo di Alberto Moravia.

1981
La grande tela L'ultimo mare, terminata nel 1983, segna significativamente il cambiamento di rotta dell'artista, e l'inizio di una nuova fase, che coincide con l’abbandono (momentaneo) della pittura a olio e del tema del mare, che riprenderà nel 1985. In questo periodo Guccione si dedica prevalentemente a disegni e pastelli, che porteranno alla nascita di due importanti cicli: Viaggio attorno a Caspar David Friedrich e la prima serie di pastelli dedicati al Carrubo: immagini e riflessioni intorno ad un albero che muore.
Diviene punto di riferimento, assieme al pittore e amico fraterno Franco Sarnari, del "Gruppo di Scicli" che tiene la prima collettiva alla Galleria La Tavolozza di Palermo dal titolo Ombre e Luci del Sud. Renato Guttuso, che visita la mostra, conia per primo la definizione di "Gruppo di Scicli".

1984
Ritorna in America invitato dall'Hirshorn Museum di Washington alla mostra internazionale Drawings 1974-84. La Galleria Il Gabbiano, inoltre, lo espone per la prima volta alla Chicago International Art Exposition con una mostra personale presentata da Susan Sontag.

1985
Si consolida l'interesse del suo lavoro a livello internazionale. Espone un’antologica di grafica al Metropolitan Museum/The Mezzanine Gallery of Art di New York, dove due sue opere grafiche figurano nella collezione permanente del Museo. La Galleria Il Gabbiano presenta il ciclo di pastelli Geometria e malinconia delle pietre alla Kunstmesse (ArtBasel) di Basilea.
Dopo qualche anno di sospensione, riprende il dialogo interrotto con la pittura a olio, soprattutto con il tema del mare. Parallelamente, lavora ai pastelli per il racconto Senso di Camillo Boito, che uscirà nel 1986 per le Edizioni Franca May, con un’introduzione di Alberto Moravia.

1986
Espone, prima a Milano e poi a Roma, il ciclo di pastelli su tema del carrubo Dopo il vento d'occidente, presentato in catalogo da Gesualdo Bufalino e Susan Sontag.

1987
Inizia a dedicarsi ai d'après come riaffermazione del valore salvifico dell’arte e omaggio nei confronti dei classici quali Caravaggio, Giorgione, Correggio, Leonardo, Masaccio, Michelangelo, Pontormo.

1988
La Biennale di Venezia, nel Padiglione italiano, gli rende omaggio con una sala personale dove viene esposto il grande dipinto L'ultimo mare.
È finalista (con Burri, Schifano e Perez) al premio Artista dell’anno a Napoli, promosso da 120 critici italiani.

1989
La James Goodman Gallery di New York gli dedica un’importante personale.
A Palazzo Sarcinelli di Conegliano s'inaugura una sua grande antologica (130 opere, tra dipinti e pastelli, dal 1957 al 1989) curata da Marco Goldin.

1991
Espone alla Galleria Il Gabbiano i bozzetti per le scenografie di Norma, di Vincenzo Bellini, andata in scena nel maggio del 1990 al teatro Bellini di Catania con la regia di Mauro Bolognini.

1993
In occasione della manifestazione per il 64° Premio Letterario Viareggio, espone la serie Il mare a Palazzo Paolina di Viareggio.
Declina l’invito di Bonito Oliva a partecipare alla Biennale di Venezia.

1995
Guccione è nominato Accademico di San Luca.
Declina l’invito di Jean Clair a partecipare alla Biennale di Venezia, edizione del centenario.

1997
Si svolge presso la Villa Foscarini-Rossi di Stra (Venezia) la prima mostra antologica dedicata unicamente ai pastelli, con 80 carte che vanno dal 1974 al 1996, a cura di Marco Goldin.

1998
L’opera Verso Oriente invisibile e leggero esposta alla personale di Palazzo Reale a Milano.

1999
Riceve dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri il Premio Speciale per la Cultura unitamente a Riccardo Muti e Rita Levi Montalcini.

1999-2000
Per il teatro Garibaldi di Modica realizza (con Franco Sarnari, Piero Roccasalva e Giuseppe Colombo) una tela del diametro di 440 cm, per la volta della sala.

2000
I due dipinti Sul far della luna e Il grido della luna aprono l'ultimo ciclo dedicato al mare, non più superficie ma profondità assoluta e armonia dell'invisibile.

2001
Viene pubblicata da Il Cigno GG Edizioni di Roma, la riedizione dell’opera originale di Galileo Galilei Discorsi intorno a due Nuove Scienze, con la prefazione di Sua Santità Giovanni Paolo II e illustrato da dieci incisioni di Piero Guccione.

2004
Il 14 dicembre 2004 riceve da Carlo Azeglio Ciampi la Medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica Italiana come benemerito dell’arte e della cultura.

2005
La Regione Siciliana onora i 70 anni dell’artista con una mostra curata da Enzo Siciliano e itinerante a San Pietroburgo, Monza, Barcellona e Modica.

2006
Nel mese di luglio la grande tela Il nero e l'azzurro è esposta sulla parete della Sala Italia di Palazzo Madama a Roma, sede del Senato della Repubblica Italiana.

2008
Milano e Roma celebrano Piero Guccione dedicandogli mostre importanti, rispettivamente a Palazzo Reale e alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna (GNAM), curate da Vittorio Sgarbi e Maurizio Calvesi.

2010
Si inaugurano Le pale della Maddalena per il Battistero della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma.

2011
Al Festival Internazionale del film di Roma e alla Biennale di Venezia viene presentato il film documentario Piero Guccione, verso l’infinito, del regista Nunzio Massimo Nifosì.

2015
La città di Modica onora gli 80 anni di Guccione con una mostra antologica, curata da Paolo Nifosì e Tonino Cannata.

2017
Nel mese di luglio riceve il Premio Pio Alferano 2017 presso il Castello dell'Abate (Castellabate, Salerno), dove è allestita l'ultima mostra a lui dedicata, L’armonia dell’invisibile, a cura di Giuseppe Iannaccone.

2018
Piero Guccione si spegne il 6 ottobre, all'età di ottantatré anni, nella sua amata casa di Quartarella (Modica).

Fonte: mostra Piero Guccione. La pittura come il mare - Museo d’arte Mendrisio

Ultimo aggiornamento: 01/07/2019