250° anniversario di Giambattista Brocchi, le celebrazioni a Bassano del Grappa

  • 30/04/2022
  • evento concluso

Incontri

250° anniversario di Giambattista Brocchi, le celebrazioni a Bassano del Grappa
Conchiglie fossili Collezione Brocchi (Copyright Museo St. Nat. Milano, foto G.A.Rossi)

A 250 anni dalla nascita di Giambattista Brocchi, avvenuta a Bassano del Grappa il 17 febbraio 1772, la Città di Bassano del Grappa celebra il suo figlio illustre per l’eredità culturale affidata ai suoi scritti e alle collezioni naturalistiche e per aver fondato coi suoi lasciti il museo e la biblioteca civica cittadini.

Il primo appuntamento è un importante convegno in programma sabato 30 aprile al Museo Civico di Bassano del Grappa, che inaugura il calendario di iniziative rivolte a far riscoprire ed apprezzare al pubblico moderno i tanti campi d’interesse di uno studioso innovativo, figura fondamentale nella storia della geopaleontologia italiana ed europea, da taluni considerato “forse la nostra massima gloria”.

“Primo donatore del nostro Museo e della nostra Biblioteca, a Giambattista Brocchi dobbiamo la fondazione di quella straordinaria istituzione che ancora oggi è un punto di riferimento per la città di Bassano del Grappa - afferma Barbara Guidi, direttrice del Museo civico - Celebrare questo poliedrico personaggio di scienza e cultura, a duecentocinquant’anni dalla sua nascita, è non solo un atto dovuto, ma un gesto che rinnova e rinsalda il legame tra l’Istituzione, custode di storia e memoria con lo sguardo rivolto al futuro, e la sua comunità”.

“L’anniversario è una straordinaria occasione per scoprire la figura di colui che non fu solo un sommo paleontologo ma uno studioso poliedrico e un grande innovatore - spiega il botanico Giuseppe Busnardo, curatore del progetto - Giambattista Brocchi eccelse in molte discipline e per questo il programma delle celebrazioni, oltre al convegno, contemplerà una serie di iniziative volte ad approfondire i diversi aspetti della sua figura, come studioso dell’antichità, alpinista-ante litteram, addirittura giardiniere…”

Il convegno ospita la Lectio Magistralis di Stefano Dominici (curatore Museo di Storia Naturale di Firenze, professore a contratto di Paleontologia dell’Università di Firenze) dal titolo "Dal Brenta al Beagle. Giambattista Brocchi e il dibattito sulla storia delle specie dal 1796 al 1836". Dopo i saluti delle autorità e del direttore dei Musei Civici Barbara Guidi, sono previsti gli interventi di Francesco Berti in merito alla riedizione critica de “Giornale delle osservazioni fatte ne’ viaggi in Egitto, nella Siria e nella Nubia da G.B. Brocchi”; di Stefano Pagliantini su Giambattista Brocchi e la nascita della Biblioteca Civica di Bassano; di Giuseppe Busnardo sul progetto di restauro dell’erbario egiziano di Brocchi; di Martina Polo sull’intitolazione del Liceo cittadino al naturalista bassanese. Il convegno sarà moderato da Paolo Mietto, studioso senior, già professore associato di Geologia Stratigrafica dell’Università di Padova.

Forse la critica inglese non ha mai parlato con tanto favore di un’opera non inglese e ovunque ho sentito parlare di voi in Germania, in Inghilterra, in Francia”. Con queste parole nel 1817 il botanico Alberto Parolini raccontò all’amico Giambattista Brocchi l’accoglienza riservata in Europa alla sua “Conchiologia fossile subappennina”, pubblicata a Milano nel 1814. L’opera catalizzava conoscenze accumulate in decenni di studio della fauna adriatica per mano di Giuseppe Olivi e Stefano Renier e nasceva dal confronto tra questa e le conchiglie fossili raccolte da Brocchi in tutta Italia.

Erede degli insegnamenti geologici di Giovanni Arduino, Alberto Fortis e Antonio Gaidon, acuto conoscitore della letteratura naturalistica, Brocchi presentò al mondo intero una sua originale idea sulla storia delle specie. Per la risonanza internazionale che ebbe la teoria, basata su solidi dati scientifici e sopravvissuta alla sua morte nel 1826, è considerato uno dei fondatori della paleontologia moderna, un precursore della biologia evoluzionistica e una delle massime glorie della geologia italiana.

Il progetto dedicato al 250° anniversario di Giambattista Brocchi è a cura di Giuseppe Busnardo ed è promosso dal Comune di Bassano del Grappa e organizzato da Musei Biblioteca Archivio di Bassano del Grappa; il progetto si fregia inoltre degli importanti patrocini di Società Botanica Italiana, Accademia Olimpica di Vicenza, Associazione Nazionale dei Musei Scientifici, Società Geologica Italiana, Società Paleontologica Italiana e della Società Italiana di Malacologia.

Il convegno si terrà sabato 30 aprile, dalle ore 16.00 alle ore 19.00, in Sala Chilesotti, al Museo Civico di Bassano. L’accesso è gratuito su prenotazione, con esibizione di green pass rafforzato e utilizzo di mascherina FFP2.

Giambattista Brocchi

Cenni biografici

Giambattista Brocchi nacque a Bassano del Grappa (VI) il 18 febbraio 1772 da Cornelio e Lucrezia Verci.
La sua formazione avvenne a Padova, soprattutto nel triennio 1789-1791, frequentando l’Orto botanico (fino al 1794 fu prefetto Marsili, poi sostituito da Bonato) e studiando le collezioni Vallisneri nel Gabinetto patavino di storia naturale. Una forte propensione al collezionismo scientifico lo portò ad occuparsi del riordino delle raccolte del nobile bassanese Francesco Zanussi e del patrizio veneziano Girolamo Ascanio Molin.

Già all’età di vent’anni convivevano perciò in lui sia l’interesse per le scienze naturali che per l’antiquaria e le antichità classiche. Dopo un viaggio di studio a Roma, pubblicò nel 1792 le “Ricerche sopra la scultura presso gli Egiziani” e l’anno successivo consegnò alle stampe una minuziosa lettera all’amico bassanese Antonio Gaidon (1783-1829) nella quale descriveva il territorio circostante Bassano del Grappa (Massiccio del Grappa, Altopiano dei Sette Comuni, colline antistanti, alta pianura e fiume Brenta) con tale dovizia di note botaniche da rivelare di possedere già una sorprendente padronanza sia della flora che dei luoghi e, come pure, della letteratura.
Trascorse gli anni di fine secolo soprattutto tra Venezia e Bassano ma nel dicembre 1801 si allontanò dalla sua città natale per accettare un incarico di professore di storia naturale al Liceo di Brescia. Tornerà nel bassanese solo nel luglio del 1808. Provvisoriamente però, perché ormai aveva iniziato una vita errante e infaticabile che condurrà fino alla sua morte.

Negli anni tra lo stesso 1808 ed il 1810 compì quei viaggi in Fiemme e Fassa che stanno alla base dell’importante lavoro geo-mineralogico, pubblicato nel 1811, che descrisse, tra i primi, quei monti divenuti famosissimi per le controverse interpretazioni dei fenomeni geologici e vero laboratorio per decine di illustri studiosi che lì accorrevano.

Tra il 1811 ed il 1812 percorse a piedi tutto l’Appennino, da Modena al meridione d’Italia, assieme al naturalista bassanese Alberto Parolini (1788-1867), compiendo quell’infinità di osservazioni e quella meticolosa raccolta di campioni che gli permetteranno di licenziare un paio d’anno dopo la sua “Conchiologia fossile subappennina” il lavoro che, più di tutti, gli diede consenso e fama anche fuori dai confini d’Italia.
“Forse la critica inglese non ha mai parlato con tanto favore di un’opera non inglese – gli scrisse l’amico Parolini il 13 luglio 1817 da Londra – ovunque ho sentito parlare di voi in Germania, in Inghilterra, in Francia...”

Fu poi a Roma e in Lazio nel 1815, a Milano e Firenze nel 1816, a Bologna e Firenze e poi ancora in Appennino nel 1818 con pionieristiche salite al Velino e al Gran Sasso, nel 1819 a Napoli, ancora a Roma e in Lazio con le indagini che portarono al fondamentale lavoro sul suolo di Roma (pubblicato nel 1821), in Calabria e poi in Sicilia dove il 1° luglio fu sull’Etna, nel 1820 ancora a Roma e nell’autunno del 1821 in Friuli e Carinzia.

Il 23 settembre 1822 si imbarcò a Trieste per l’Egitto che raggiunse, dopo una sosta in Dalmazia, il 3 novembre sbarcando ad Alessandria. Lo scopo di questo viaggio era la ricerca di miniere e di materiali di “pubblica utilità”. Del viaggio in Egitto (ma anche in paesi limitrofi come Libano e Palestina - fu anche a Gerusalemme) tenne un minuzioso Giornale di viaggio dove giornalmente registrava ogni cosa incontrata, dalle miniere alle visite ai templi ed alle piramidi, agli incontri con persone e dignitari del luogo, alle osservazioni su tradizioni popolari e colture agricole e tanto altro. In pratica, fu uno dei primi narratori ed esploratori dell’Egitto e di quella parte dell’Oriente dopo le campagne napoleoniche. In Egitto si ammalò nell’estate del 1826 e morì a Karthum, nell’attuale Sudan, il 23 settembre dello stesso anno.

Del viaggio in Egitto rimangono, oltre al preziosissimo Giornale di viaggio, una raccolta geomineralogica ed un erbario importantissimo, una biblioteca e un ricco epistolario relativi al viaggio. Tutto questo patrimonio è conservato al Museo e Biblioteca di Bassano del Grappa. Va anche ricordato che prima di partire fece testamento lasciando collezioni, biblioteca e le famose 10.000 lire dell’epoca alla sua città. Questo lascito si considera l’embrione su cui nacquero Biblioteca e Museo civico. Assieme alle collezioni egiziane, il Museo di Bassano conserva, inglobato nella raccolta detta Brocchi-Parolini, un immenso patrimonio geopalentologico-mineralogico tra i più completi e rilevanti d’Italia. Altre sue collezioni, smembrate a causa della sua vita errante, sono presso il Museo di Storia naturale di Milano e in altre sedi italiane ed europee. La Biblioteca civica bassanese invece conserva, oltre alla ricca e preziosa sua raccolta di libri, un fondo enorme di lettere, carteggi e manoscritti inediti.
Brocchi è figura fondamentale nella storia della geopaleontologia italiana ed europea, da taluni considerato “forse la nostra massima gloria”. Di lui si sono occupati molti autori sia del passato che contemporanei.

Brocchi visse in un periodo di grandi dispute geologiche. La “geologia” nettunista sosteneva una stratigrafia globale che spiegava la litogenesi col chimismo delle acque; quella dei vulcanisti considerava l’attività vulcanica il principale fattore dell’origine delle montagne. Brocchi fu nettunista, ma un nettunista critico. Frutto delle sue ricerche fu un metodo di datazione delle rocce sedimentarie basato “sul rilevamento del numero delle specie viventi o estinte conservate in ogni strato”. Un metodo fondamentale per la nascente biostratigrafia che superava i limiti della litostratigrafia nettunista. Pochi anni prima, le sue osservazioni in Val di Fassa, sulle vulcaniti del Molignon, misero in crisi l’impianto teorico del vulcanismo italiano e francese. Le sue ricerche rappresentarono perciò un importante momento nell’evoluzione del pensiero geologico che portò a superare il dualismo del primo ottocento. Giustamente Ferdinand von Richthofen lo definì “durch und durch Geolog” non ingabbiato in schemi teorici, ma libero nelle sue osservazioni.

Titolo: 250° anniversario di Giambattista Brocchi, le celebrazioni a Bassano del Grappa

Apertura: 30/04/2022

Conclusione: 30/04/2022

Organizzazione: Musei Biblioteca Archivio di Bassano del Grappa

Curatore: Giuseppe Busnardo

Luogo: Museo Civico di Bassano del Grappa (VI)

Indirizzo: Bassano del Grappa (VI)

Richiesta informazioni: info@mabicomunicazione.com

Prenotazioni convegno: https://giambattistabrocchi250.eventbrite.it

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