M.C. Escher - Tutti i capolavori

  • Quando:   18/02/2026 - 19/07/2026

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M.C. Escher - Tutti i capolavori
M.C. Escher Mano con sfera riflettente, 1935 Litografia, 318x213 mm Collezione M.C. Escher Heritage, Paesi Bassi All M.C. Escher works © 2026 The M.C. Escher Company, The Netherlands. All rights reserved (taglio parziale)

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Dal 18 febbraio al 19 luglio 2026, il Centro Culturale Altinate | San Gaetano di Padova ospiterà la più grande e completa esposizione dedicata a M.C. Escher (Maurits Cornelis Escher), l'artista olandese che ha saputo creare opere uniche al mondo, fondendo arte matematica e illusione ottica in un universo visionario e immaginifico.

M.C. Escher (1898–1972), artista olandese dal carattere introverso e dalla genialità fuori dal comune, ha saputo, attraverso le sue incisioni, creare universi visionari e paradossali in grado di accompagnare lo spettatore in dimensioni impossibili, in cui arte e logica si intrecciano con matematica, scienza, fisica e design, dando forma a un immaginario senza tempo.

Dopo una formazione iniziale nei Paesi Bassi, trovò in Italia una decisiva fonte d'ispirazione, dove visse stabilmente dal 1922 al 1935, soprattutto a Roma.
Durante questi anni viaggiò a lungo nel Sud e nel Centro Italia, realizzando numerosi disegni di paesaggi, borghi arroccati e architetture medievali.

La mostra di Padova, attraverso l'esposizione di oltre 150 opere tra cui tutti i suoi più celebri capolavori – tra cui Mano con sfera riflettente (1935), Giorno e Notte (1938), Metamorfosi II (1939-1940), Relatività (1953) e Belvedere (1958) e molti altri – ripercorre tutta la vita e la creazione artistica di M.C. Escher, cominciando dai primi lavori (come la Serie Flor de Pascua del 1921), fino alle sue ultime opere.
Il concept, unico e inimitabile, fa di questa mostra un grande successo in tutto il mondo.
Dalle tassellazioni alle metamorfosi, dalle superfici riflettenti ai paradossi geometrici, nella mostra sono esposte tutte le opere realizzate da M.C. Escher, dagli esordi ai viaggi in Italia e nel Mediterraneo, attraverso le molteplici tecniche da lui esplorate nel corso della vita, che lo hanno reso una figura assolutamente unica nel panorama artistico internazionale.
L'esposizione è arricchita da un allestimento coinvolgente e scenografico e propone numerosi momenti didattici ed esperienziali.
Accanto alle opere originali, il percorso espositivo propone un ricco apparato didattico con video, approfondimenti e installazioni interattive che permettono a grandi e piccoli di comprendere meglio il percorso creativo di M.C. Escher, la sua progressiva astrazione, le prospettive impossibili e la costruzione di mondi apparentemente plausibili ma incompatibili con la realtà.

Tra le installazioni più spettacolari e coinvolgenti la Relativity Room che altera le percezioni di scala e orientamento; la Mirror Room dove i riflessi si moltiplicano all'infinito; la postazione interattiva "Mano con sfera riflettente" che, ispirandosi all'iconica opera, permette ai visitatori di diventare M.C. Escher; e ancora la postazione interattiva che riproduce un particolare di un altro capolavoro, "Galleria di stampe", consentendo al pubblico di sperimentare l'"effetto droste", la ripetizione dell'immagine dentro l'immagine.

Inoltre, a completare la straordinaria offerta padovana, presso i Musei Civici Eremitani, per la prima volta al mondo viene presentata una straordinaria installazione in realtà virtuale.
I visitatori saranno invitati a vivere un'esperienza immersiva sorprendente: un viaggio all'interno delle sue opere più celebri, tra architetture impossibili, scale che sembrano non avere fine e spazi che ribaltano ogni certezza.
Un'esperienza spettacolare e coinvolgente, unica nel suo genere, che permette di sperimentare i paradossi delle costruzioni escheriane, entrandoci dentro non in maniera statica ma muovendosi per attraversare porte, prendere ascensori e cambiare punti di osservazione in una stessa scena. Il pubblico non è più semplice spettatore ma protagonista di una dimensione onirica in cui, per un tempo limitato ma percepito come dilatato, la realtà diventa quella dei mondi di M.C. Escher.... leggi il resto dell'articolo»

Una mostra-evento che conferma Padova come importante capitale culturale e che restituisce al pubblico l'opera di M.C. Escher nella sua forma più autentica e completa.

La mostra "M.C. ESCHER. Tutti i capolavori", curata da Federico Giudiceandrea, Presidente della M.C. Escher Foundation, con il patrocinio dell'Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi, è promossa dal Comune di Padova ed è prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione la M.C. Escher Foundation, la M.C. Escher Heritage e Maurits.

La mostra vede come sponsor Generali Valore Cultura e AcegasApsAmga, special partner Ricola e mobility partner Frecciarossa Treno Ufficiale.
Catalogo edito da Moebius.

LA MOSTRA

La mostra dedicata a M.C. Escher (1898-1972) presenta alcuni dei più importanti, enigmatici e paradossali lavori dell'artista olandese, uno degli incisori più conosciuti al mondo.
Il percorso espositivo si apre con le stampe e i disegni realistici ispirati alla natura e ai paesaggi italiani e prosegue analizzando il lavoro dedicato alla tassellazione e alle strutture impossibili, passando attraverso il tema della metamorfosi - una caratteristica fondamentale della sua arte, tra fantasia e geometria - fin ad alcune delle sue opere più celebri dedicate alla rappresentazione dell'infinito attraverso immagini incredibilmente dettagliate. Ancora oggi la comunità scientifica internazionale considera l'opera di M.C. Escher un esempio emblematico del rapporto tra arte e scienza: benché le sue conoscenze matematiche fossero prevalentemente visive e intuitive, egli ha giocato con regole e prospettiva per dare forma a universi infiniti e coinvolgenti.
Il suo lavoro continua ad affascinare milioni di persone in tutto il mondo e a ispirare artisti, architetti, musicisti e designers, ammaliati dal suo approccio originale, dalla sua fantasia e dalle sue accattivanti costruzioni.

Prima sezione – Gli inizi
Dopo alcuni insuccessi scolastici M.C: Escher si iscrive alla Scuola di Architettura e Arti Decorative di Haarlem, dove studia sotto la guida di Samuel Jesserun de Mesquita. In questo ambiente stimolante apprende con passione le principali tecniche dell'arte grafica: xilografia, linoleografia, mezzatinta, prediligendo la xilografia, nella quale eccelle. Negli anni si dedicherà con interesse, tuttavia, anche alla litografia e, in misura minore, ad altre tecniche incisorie.
Dal maestro egli acquisirà il gusto per la rappresentazione di soggetti naturalistici, l'eleganza delle linee, semplici ma decise, e l'essenza delle forme.
Le sue prime opere rivelano l'influenza dell'Art Nouveau e del Simbolismo, correnti artistiche con cui era venuto in contatto con ogni probabilità durante il periodo di formazione. In questi lavori giovanili si intravedono già i temi che svilupperà nella sua carriera: l'osservazione attenta della natura, le composizioni geometriche e i primi accenni alle tassellazioni, come nella xilografia Bellezza della serie dei Flor de Pascua.

Seconda sezione – Il periodo italiano e i viaggi
M.C. Escher visitò l'Italia per la prima volta nel 1921. Dopo aver completato gli studi, vi fece ritorno l'anno successivo, stabilendosi a Roma dal 1923 al 1935. Furono anni sereni e fecondi: qui mise sù famiglia, iniziò ad esporre le sue opere ed ottenne i primi riconoscimenti. L'esperienza romana lo arricchì profondamente, consentendogli di ampliare i propri orizzonti ed intrecciare collaborazioni con artisti residenti nella capitale. Durante questo periodo egli intraprese numerosi viaggi in Italia e nel Mediterraneo, realizzando schizzi e fotografie di paesaggi e monumenti che in seguito tradusse in litografie e xilografie.
Nel 1926 a Palazzo Venezia a Roma presentò una mostra personale con la serie di sei xilografie dedicate ai Giorni della Creazione, che gli valse un primo importante successo. In questa sezione figura anche la serie dei XXIV Emblemata dat zijn zinne-beelden (XXIV Emblemi, ovvero massime in versi illustrate), realizzata nei primi anni Trenta come lavoro d'illustrazione, sulla scia della precedente serie Flor de Pascua (1921).
In queste opere, alcune delle quali già caratterizzate da prospettive insolite, l'osservazione minuziosa della natura si intreccia con vedute di orizzonti lontani, anticipando i celebri paradossi prospettici e le illusioni ottiche che diventeranno tratti distintivi della sua maturità artistica.

Terza sezione – Tassellazioni
Nel 1936, M.C. Escher soggiorna a Granada, in Spagna, dove visita nuovamente l'Alhambra, un complesso palaziale fortificato, costruito dagli emiri nasridi fra il XIII e il XIV secolo sul colle che domina la città e famoso per l'elaborata decorazione degli edifici. Questa visita è destinata a segnare un punto di svolta nella sua carriera; le elaborate decorazioni geometriche in stile moresco lo affascinano e lo spingono a interessarsi alle tassellazioni. In geometria si definiscono tassellazioni i modi di riempire il piano con una o più figure geometriche ripetute all'infinito senza sovrapposizioni e senza lasciare spazi vuoti. Tali figure geometriche, dette "tasselli", sono spesso poligoni, regolari o meno, ma possono avere
anche lati curvilinei. Sono stati identificati diciassette diversi tipi di simmetrie regolari che permettono di suddividere il piano. Di queste simmetrie, l'artista costituì un catalogo di centotrentasette acquarelli, numerati e archiviati secondo un suo proprio schema logico, da usare come motivi per realizzare tassellazioni e metamorfosi. Come vedremo, l'uso delle tassellazioni diventerà un tratto distintivo della sua arte, in cui fantasia, geometria e soggetti figurativi sono sapientemente combinati. Lo studio delle
tassellazioni porterà M.C. Escher fino alla rappresentazione dell'infinito attraverso la suddivisione infinita del piano, cosa che realizzerà in opere come Limite del cerchio I, II, III e IV a seguito dei suoi scambi con l'esperto di geometria H.S.M. Coxeter. A partire da questo momento, M.C. Escher si dedicherà, a parte qualche sporadico caso, alla rappresentazione di scene astratte di ispirazione geometricomatematica, paradossali o illusorie.

Quarta sezione – Metamorfosi
Le tassellazioni sono alla base dei cicli e delle metamorfosi, tema affrontato da M.C. Escher a partire dal 1937. Per lui una metamorfosi, parola che deriva dal greco ed indica una "trasformazione", nello specifico la trasformazione di un essere o di un oggetto in un altro di natura diversa, prende infatti le mosse dalla modificazione e successiva concatenazione di diverse tassellazioni. Egli crea così un mondo in cui diverse figure danno vita a vortici di trasformazioni da forme astratte a forme animate e
viceversa. A questo tema M.C. Escher dedicò tre opere, il cui titolo riprende esplicitamente la parola: Metamorfosi I (1937), Metamorfosi II (1939-1940) e Metamorfosi III (1967-1968). Metamorfosi II e Metamorfosi III sono universi circolari in cui una lucertola può progressivamente diventare la cella di un alveare o un pesce tramutarsi in uccello, che a sua volta si trasforma in un cubo e poi in un tetto, ecc. Il
soggetto delle metamorfosi nelle sue opere si articola intorno a temi della ciclicità, dell'eternità e della continuità, concetti che egli riesce a concretizzare grazie all'intuizione di utilizzare le tassellazioni.
A volte nelle metamorfosi interagiscono elementi antitetici ma complementari, come il giorno e la notte o il bene e il male, intrecciando gli opposti all'interno di una stessa composizione.

Quinta sezione – Struttura dello spazio
Fin dalle sue prime opere, M.C. Escher dimostra un'attenzione peculiare non tanto per l'aspetto pittorico in sé, quanto per l'organizzazione dello spazio compositivo. A partire dalla metà degli anni Trenta, egli si distacca progressivamente dalla concezione tradizionale dello spazio lineare e prospettico, esplorando soluzioni visive sempre più complesse e concettualmente articolate. Il suo crescente interesse per la matematica e la geometria si traduce nello studio di forme che lo affascinano profondamente: sfere,
superfici riflettenti, solidi regolari e superfici topologiche, come il nastro di Möbius, che appare come una superficie a due facce, ma che, ad una più attenta osservazione, ne rivela una soltanto. L'indagine di queste strutture contribuisce ad accentuare il gusto dell'artista olandese per il paradosso visivo, dando forma a distorsioni prospettiche e illusioni ottiche che diventeranno elementi distintivi del suo linguaggio artistico.

Sesta sezione – Lavori su commissione
Come tutti gli artisti che vivono della propria opera, M.C. Escher, in qualità di grafico, riceve nel corso degli anni commissioni di vario genere: ex libris (contrassegni per libri atti ad attestarne la proprietà), biglietti d'auguri o ancora disegni per loghi, articoli pubblicitari ecc. In essi M.C. Escher fa spesso un sapiente uso delle tassellazioni, che non sono solo un suo tratto caratteristico, ma rispondono perfettamente alla bisogna: sono infatti ideali per ottimizzare i tempi del processo creativo attraverso l'uso ripetuto di uno stesso elemento figurativo. Egli eseguì anche commesse pubbliche come, per
esempio, la progettazione di francobolli o la decorazione per l'ufficio postale dell'Aia, nei Paesi Bassi, con un dipinto murale per l'ufficio postale dell'Aia, tratto da Metamorfosi III e lungo 48 metri.

Settima sezione – Paradossi geometrici
Le conoscenze matematiche di M.C. Escher erano principalmente visive e intuitive. Le sue architetture e composizioni geometriche si contraddistinguevano grazie a distorsioni prospettiche, che a prima vista si presentavano come perfettamente plausibili ma, dopo una più attenta ispezione, si rivelavano impossibili. Una svolta importante avviene nel 1954, anno in cui vengono esposte alcune stampe di
Escher durante il Congresso Internazionale dei Matematici ad Amsterdam. Da quel momento il suo lavoro è sempre più apprezzato dalla comunità scientifica e l'artista inizia un dialogo serrato con matematici e cristallografi, che si rivela una vasta fonte di ispirazione per la sua ricerca sulle strutture impossibili, le illusioni ottiche e la rappresentazione dell'infinito. Questa sezione analizza come M.C. Escher abbia cercato di forzare oltre ogni limite la rappresentazione di situazioni impossibili,
all'apparenza coerenti, attraverso una selezione di alcune delle sue opere più famose: Relatività, Galleria di stampe, Belvedere, Salire e Scendere o ancora Cascata. Questi capolavori riflettono aspetti essenziali dell'arte del grafico olandese: il suo complesso rapporto con la matematica e la geometria, il tema della rappresentazione dell'infinito, o ancora la resa illusoria su carta di una realtà tridimensionale.

Ottava sezione – Eschermania
A partire dagli anni Cinquanta, la popolarità di M.C. Escher cresce progressivamente. Grazie anche ai suoi contatti con il mondo scientifico e accademico, diverse riviste iniziano a dedicargli articoli e recensioni, contribuendo a consolidare la sua reputazione internazionale. A partire dalla metà degli anni Sessanta, e in parte contro la sua volontà, le sue opere ottengono un'ulteriore e inaspettata visibilità grazie al movimento hippie, soprattutto negli Stati Uniti: le sue immagini vengono reinterpretate in chiave
psichedelica e riprodotte su poster, magliette e copertine, trasformandosi in simboli di una cultura alternativa. Questa sezione conclusiva testimonia quanto M.C. Escher sia stato, a suo modo, un artista profondamente radicato nel suo tempo, e come, attraverso un linguaggio innovativo e una visione profondamente personale, abbia influenzato l'immaginario visivo e il processo creativo di generazioni di artisti. La sua passione per le tassellazioni, i mondi impossibili e i paradossi visivi è ancora oggi una
fonte d'ispirazione per ulteriori sviluppi e rielaborazioni nei settori più diversi.

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Mostra: M.C. Escher - Tutti i capolavori

Padova - Centro Culturale Altinate San Gaetano

Apertura: 18/02/2026

Conclusione: 19/07/2026

Organizzazione: Arthemisia

Curatore: Federico Giudiceandrea

Indirizzo: Via Altinate, 71 - 35121 Padova (PD)

Orari apertura
Dal martedì alla domenica dalle ore 9.00 alle ore 19.30
Il lunedì dalle ore 14.30 alle 19.30
(la biglietteria chiude un'ora prima)

Aperture straordinarie
Domenica 5 aprile 9.00-19.30
Lunedì 6 aprile 9.00-19.30
Sabato 25 aprile 9.00-19.30
Venerdì 1° maggio 9.00-19.30
Lunedì 1° giugno 9.00-19.30
Martedì 2 giugno 9.00-19.30
Sabato 13 giugno 9.00-19.30
(la biglietteria chiude un'ora prima)

Biglietti
Intero € 16,00
Ridotto € 15,00
Open € 18,00

Informazioni e prenotazioni
T. +39 049 748521



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