TOURIST!
Il fascino del viaggio sul Garda tra Romanticismo e Belle Époque

  • Quando:   26/04/2026 - 04/10/2026

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TOURIST! | Il fascino del viaggio sul Garda tra Romanticismo e Belle Époque
Gaetano Gariboldi (Milano 1815 - 1857) disegnatore Giuseppe Giudici (1794 -?) incisore Veduta del lago di Garda dal parco di villa degli Albertini a Garda 1850 circa Incisione all’acquatinta con coloritura d’epoca ad acquerello e gouache su carta 245 x 890 mm Courtesy Libreria antiquaria Perini, Verona

Stendhal lo descrisse come «probabilmente il più bel paesaggio del mondo», Paul Valéry ricorderà una colazione mattutina con i pescatori - sardine arrostite sulle braci e condite con l'olio di Sirmione, consumate all'aria aperta - come «uno dei ricordi più belli», mentre nel 1786, appena giunto a Torbole, Johann Wolfgang Goethe spostò il tavolo della locanda sotto la finestra per disegnarne il paesaggio e annotare la direzione dei venti.

È un lago di Garda sospeso tra i luoghi pittoreschi immortalati da artisti e fotografi dell'Ottocento e l'eleganza cosmopolita degli alberghi di primo Novecento, quello raccontato dalla mostra TOURIST! Il fascino del viaggio sul Garda tra Romanticismo e Belle Époque che al MuSa, il Museo di Salò, ripercorre la nascita e l'evoluzione del turismo sul Garda tra XIX e XX secolo, come non era mai stato raccontato finora in un progetto espositivo.

Dalle prime esplorazioni romantiche fino all'affermarsi della villeggiatura aristocratica e borghese, attraverso oltre cento opere tra disegni, acquerelli, manifesti, guide illustrate, abiti e oggetti da viaggio e un ampio repertorio fotografico la mostra documenta un secolo di trasformazioni del paesaggio, dell'ospitalità e dell'immagine incantata del più grande tra i laghi italiani.

Nel primo Ottocento, dopo le guerre napoleoniche, anche il Benaco entra negli itinerari dei viaggiatori stranieri impegnati nella scoperta dell'Italia, eredi della tradizione del "Grand Tour". Sono individui colti e curiosi mossi da interessi artistici, naturalistici e scientifici. In questa fase accanto alle prime guide da viaggio dotate di mappe pieghevoli si diffondono eleganti volumi "souvenir", corredati da illustrazioni dei luoghi più pittoreschi. Come il Voyage pittoresque au lac de Garda arricchito da una serie di quindici vedute a stampa acquerellate a mano, realizzate nel 1824 dallo svizzero Jakob Wetzel. Una serie raramente conservata completa ed esposta dunque nella sua interezza, in questa mostra, per la prima volta in Italia.

La accompagnano una selezione di disegni e acquerelli, anche inediti, di artisti come Luigi Basiletti, Girolamo Joli, Basilio Armani o Wilhelm Hollstein che documentarono il Garda tra il 1830 e il 1850.

Si tratta in gran parte di studi dal vero, destinati a fissare rapidamente scorci, atmosfere e dettagli del paesaggio osservato. Il disegno e l'acquerello, per la loro immediatezza e rapidità esecutiva, restituiscono così uno sguardo diretto e quasi sentimentale, come un appunto visivo preso sul posto.... leggi il resto dell'articolo»

Proprio per questa capacità di testimoniare l'esperienza concreta del viaggio, privilegia le opere grafiche, spesso molto meno note dei dipinti. Come le romantiche trasposizioni a matita e inchiostro bruno delle Grotte di Catullo a Sirmione del bresciano Basiletti (dai Civici Musei di Brescia e da una collezione privata) e la serie di ampie vedute panoramiche del Garda, disegnate con sorprendente precisione verso il 1850 dal trentino Basilio Armani (Trento, collezione privata).

Una particolare attenzione è stata posta dai curatori all'intento evocativo della mostra, che si esprime nei diversi oggetti da viaggio disseminati lungo il percorso di visita, grazie alla collaborazione di collezioni private, note per la qualità delle raccolte e per la cura e l'attenzione con cui nel tempo sono state costruite. Come l'Astuccio di manifattura austriaca con posate in argento smontabili, indispensabile per i viaggiatori di primo Ottocento (dalla Collezione Pietro Richiedei). O la deliziosa Cassetta da viaggio di un artista (Francia 1890 circa, collezione privata) che ancora conserva intatti gli acquerelli in pastiglia d'epoca. Mentre del tutto sorprendenti sono il Servizio da toilette da viaggio, composto da 14 elementi in argento e cristallo contrassegnati dal monogramma di una nobile casata austriaca di fine Ottocento (dalla Collezione Mara Bertoli), così come il Ventaglio con vedute souvenir dipinte di Salò, Gargnano e Desenzano (1850 circa) proveniente dalla Collezione Magda Spada.

Sempre dalla Collezione Bertoli proviene inoltre la selezione di abiti per la villeggiatura e per il Garden Party. Accanto a questi, sono esposti anche accessori e capi legati alla diffusione dell'abbigliamento pratico e funzionale, testimonianza di come la moda continuasse ad accompagnare e trasformare l'esperienza del viaggio nel primo Novecento.

Sul lago di Garda a partire dall'ultimo quarto dell'Ottocento, grazie alla vicinanza con il mondo mitteleuropeo, il turismo cresce rapidamente: Arco e Riva si affermano come stazioni di cura, Gardone Riviera come città giardino, Salò come meta della villeggiatura elegante, Sirmione come centro termale. Il paesaggio gardesano viene rimodellato da alberghi, ville, passeggiate e infrastrutture, segnando il passaggio da un'economia agricola a una fondata sull'ospitalità.

A cavallo tra i due secoli lo sviluppo della fotografia immortala il lago di Garda in tutto il suo fascino ancora intatto, documenta l'espansione delle vie di comunicazione e il trionfo del turismo moderno celebrato da manifesti pubblicitari e cartoline. Tra le numerose fotografie esposte, scattate tra il 1880 e il 1913, si distinguono nomi noti come i fratelli Alinari, Giovanni Negri, Alois Beer e Moritz Lotze, tedesco, che a Verona fondò uno degli studi fotografici più accreditati del Nord Italia. Immagini che restituiscono lo scenario ammaliante del più grande tra i laghi italiani.

La mostra è corredata da un catalogo di 200 pagine con un importante e documentato saggio di Attilio Brilli, il più reputato esperto italiano di Grand Tour. Brilli ricostruisce l'ingresso del lago di Garda nell'immaginario del viaggio europeo a partire dal settembre 1786, quando Johann Wolfgang Goethe giunge a Torbole durante il suo viaggio in Italia. Il poeta tedesco, appena arrivato, sposta il tavolo della locanda sotto la finestra per disegnare il paesaggio e annotare la direzione dei venti: un gesto che riassume emblematicamente la duplice natura dello sguardo sul Garda, sospeso tra osservazione scientifica e abbandono immaginativo. Per Goethe, come per molti viaggiatori della fine del Settecento, l'ingresso in Italia coincide con una diversa percezione del tempo: sul lago, la vita degli abitanti e l'apparente immobilità delle consuetudini quotidiane producono l'impressione di una sospensione del fluire temporale, destinata a diventare una costante dell'esperienza gardesana.

Con Stendhal, di cui è noto l'amore per l'Italia, il lago diventa pienamente rivelazione estetica. Nei suoi scritti il Garda appare come una sintesi ideale di contrasti armonici, tanto da spingerlo ad affermare che le sue rive formano «probabilmente il più bel paesaggio del mondo».

Accanto a questi sguardi intensi, emergono voci capaci di stemperare il pathos romantico. Anna Jameson, storica dell'arte e saggista irlandese naturalizzata britannica, giunta a Desenzano nel 1821, descrive il Garda come un luogo sereno e gioviale, capace di dissipare la malinconia. La sua ironia esplode a Sirmione, quando una guida le indica una grotta colma di detriti come il luogo in cui Catullo avrebbe composto i suoi versi, episodio che rivela quanto il mito classico venga talvolta piegato alle aspettative del viaggiatore.

Tra le testimonianze più vive ricordate da Brilli vi è quella di Paul Valéry, poeta, filosofo e figura centrale del Simbolismo, che racconta una colazione mattutina con i pescatori: sardine arrostite sulle braci e condite con l'olio di Sirmione, consumate all'aria aperta. Un'esperienza semplice e intensa, destinata a sopravvivere come «uno dei ricordi più belli» della vita del viaggiatore, perché capace di restituire l'illusione di un tempo arcaico e immobile.

Con il passare dell'Ottocento, la sensibilità cromatica e quella sensuale si accentuano. Hippolyte Taine insiste sulla qualità della luce e sull'azzurro delle acque, mentre, alla fine del secolo, il Garda viene sempre più percepito come spazio di evasione e distacco dal quotidiano.

Maurice Barrès definisce i laghi italiani «la patria di tutti quegli esseri appassionati che s'abbandonano con voluttà ai loro languori», mentre Henry James osserva con ironia la propensione alle avventure galanti favorita dall'atmosfera lacustre. Una voce dissonante è quella di D.H. Lawrence che, soggiornando a Riva del Garda nel 1912, registra i segni della decadenza economica e naturale, descrivendo le limonaie abbandonate come «gli ultimi esemplari di una razza in estinzione». Con lo scoppio della Grande Guerra, il lago perde definitivamente l'aura di spazio fuori dal tempo e assume un ruolo strategico per gli eventi bellici, segnando la fine di un'epoca.

MuSa - Museo di Salò

Aperto al pubblico dal 2015, il MuSa - Museo di Salò sorge negli spazi del monastero di Santa Giustina, edificato a partire dal XVI secolo per ospitare l'Ordine dei Padri Somaschi. Locali, corridoi, chiostri e soppalchi vista lago sospesi sull'aula dell'originaria chiesa, sono stati oggetto di un attento restauro architettonico al fine di ospitare le collezioni attualmente esposte, dedicate alla storia, alla storia dell'arte e all'archeologia, alla scienza e alla tecnica. Situato nel centro storico di Salò, in posizione dominante e a pochi passi dal lago, oggi il MuSa racconta la storia della città di Salò e del suo territorio dall'età romana, con la sezione archeologica, all'epoca contemporanea della Civica Raccolta del Disegno di Salò, passando per i secoli della dominazione veneziana e per sezioni scientifiche come quella dedicata all'Osservatorio Meteo Sismico e alla Collezione anatomica del dottor Giovan Battista Rini. Dal 2023 ospita la sezione dedicata ai seicento giorni della Repubblica Sociale Italiana, intitolata L'Ultimo Fascismo (1943 - 1945).

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Mostra: TOURIST!
Il fascino del viaggio sul Garda tra Romanticismo e Belle Époque

Salò - MuSa Museo di Salò

Apertura: 26/04/2026

Conclusione: 04/10/2026

Organizzazione: MuSa - Museo di Salò

Curatore: Paolo Boifava e Maria Paola Pasini

Indirizzo: Via Brunati 9 - 25087 Salò (BS)

Orari: 10 marzo - 4 ottobre 2026: da martedì a domenica, ore 10 – 18 (lunedì chiuso)

Biglietti: Intero 9 € - Ridotto 7 € - Ridotto ragazzi 5 € - Gruppo 15-35 persone 7 € - Scuole 5 €

Prenotazioni: 0365 20553 | info@museodisalo.it

Sito web per approfondire: https://www.museodisalo.it



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