0.2 Massimo De Angelis / Luigi Riccioni

  • Quando:   29/08/2025 - 20/09/2025
  • evento concluso

Arte contemporaneaMostre a ViterboVitorchiano


0.2 Massimo De Angelis / Luigi Riccioni

0.2 Massimo De Angelis/Luigi Riccioni, a cura di Salvatore Enrico Anselmi, è stata concepita come la sommatoria di due personali. Due contesti espressivi si incontrano in forma dialettica allo scopo di qualificare un luogo storico, per il quale le opere sono state concepite. Dopo il chiostro longobardo della chiesa di Santa Maria Nuova a Viterbo, ora è la volta dell'ex convento di Sant'Agnese a Vitorchiano.

A un sito specifico sono state destinate, dunque, le tracce polimateriche e plastiche, le volumetrie scultoree sulle quali si è deposta la pigmentazione o la cui superficie è qualificata da concrezioni e assemblaggi.

L'interazione tra preesistente e contemporaneità non comporta un esiziale cortocircuito di non comunicazione, ma piuttosto si innerva in 0.2 del potenziale colloquio tra due componenti, tra due sistemi linguistici non del tutto definibili come lessematici, allo scopo di operare un rafforzamento reciproco.

Biunivocità nella rappresentazione del pensiero complesso.

Il confronto è con lo spazio architettonico sedimentato e, per rendere più segnante tale raffronto, si è scelto di prediligere le forme tridimensionali, il linguaggio scultoreo, gli esiti del plasmare o dell'assommare, gli esiti dell'ablazione e quelli dell'affermazione.

Perentoria la scena conquistata dal costruito antico.... leggi il resto dell'articolo»

Perentorio è lo spazio installativo dell'oggetto artistico contemporaneo.

Da tale contemperazione la mostra 0.2 è stata concepita.

In un contesto decoeso come quello attuale dell'arte contemporanea la non assolutezza diventa permeabilità, la dichiarazione non apodittica assume riverberi assommati e altri. Il «chi», il «dove» e il «come» - ovvero le categorie che pertengono al soggetto attante, al luogo e alle modalità d'esecuzione - conquistano postazioni relative, ma non per questo rinunciano alla perentorietà del segno, dell'incavo, della sovrammissione, dell'affermazione distinguibile per intensità e accenti, lanciata contro l'aria che sbalza nell'eco delle murature perimetrali lungo un peribolo conchiuso. Nel circuito concluso, inteso come alveo eletto, come luogo privilegiato dell'espressione, si colloca una selezione, non arbitraria o casuale, ma condotta in eligendo per situare un punto preciso dell'esperienza di appropriazione esperita dall'artista in uno spazio già definito dalla storicizzazione. Sulla storia si innerva il gesto contemporaneo.

Massimo De Angelis colloca frammenti, sedimentazioni, sovrammissioni cromatiche su supporti la cui sommatoria e i cui assemblaggi si fanno scultura, scultura pigmentata che conserva tracce storiche commiste ad abrasioni, affermazioni e sottrazioni ablatorie, lacerti figurativi atemporali quali àgalma pittorici. «Pagine dittiche o polittiche» potrebbero essere definite queste opere che conservano una struttura architettonica, qualifiche pittografiche del sentore costruttivista innervato dalla categorizzazione di materia, azione cromatica trascendente il supporto, esempi di figurazione astrattizzata e condotta a ravvisare prototipi, entia vitae, objets trouvés, cascami riposizionati sull'ara fumigante, fughe e nòstoi popolati e comunitari.

Luigi Riccioni scruta l'essere vivente e lo disseziona nei risvolti e nelle increspature dicotomiche della frammentazione, della scomposizione riconducente a unità forse praticabili. Brutalismo levigato, sovradimensionata superfetazione anatomica, lacerti indagati, frazioni di martirio, volumetrie antropomorfe, eroi traslucidi e materici, non fendibili se contemplati nella loro apparente consistenza materica e tuttavia fessurati. Attanti residuali le sue sculture pesano per il pondus che è loro proprio, nel contempo risplendenti per la diafana irrorazione del riflesso, straniante, fendente, temno-fobica eppure tranciata. Idoli agnostici, scorie scultoree che campeggiano nello spazio architettonico come frammenti significanti tratti dai fregi, dai basamenti, stationes e sentinelle di un percorso rituale nel riconoscere l'uomo l'atavico nemico di sé stesso.

Salvatore Enrico Anselmi

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Mostra: 0.2 Massimo De Angelis / Luigi Riccioni

Vitorchiano - ex Convento di Sant'Agnese

Apertura: 29/08/2025

Conclusione: 20/09/2025

Curatore: Salvatore Enrico Anselmi

Indirizzo: Piazza Sant'Agnese - 01030 Vitorchiano (VT)

Inaugurazione: venerdì 29 agosto, ore 17.30


  • Nota: i contenuti testuali e le immagini di questo articolo sono tratti dai comunicati e dai materiali stampa forniti all'Editore dai soggetti promotori dell'iniziativa. Itinerarinellarte.it non risponde di eventuali inesattezze o omissioni presenti nei materiali ricevuti. Eventuali segnalazioni possono essere comunicate alla Redazione per le opportune verifiche e rettifiche.



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