AIM Inundated. Imagining Life After Land
Padiglione di Nauru alla Biennale di Venezia

  • Quando:   09/05/2026 - 22/11/2026

Arte contemporaneaMostre a VeneziaVenezia


AIM Inundated. Imagining Life After Land | Padiglione di Nauru alla Biennale di Venezia
Khaled Hafez Cottonopolis, 2025, video work, AI Computer-generated imagery and sound, 5.29 min.

La Repubblica di Nauru presenta il progetto AIM Inundated, Imagining Life After Land alla 61. Esposizione Internazionale d'Arte – La Biennale di Venezia, a cura di Khaled Ramadan con la collaborazione di Camilla Boemio e Stefano Cagol, e con le opere degli artisti Kauw Tsitsi, CPS (Khaled Ramadan, Alfredo Cramerotti), Patricia Jacomella Bonola, Tedo Rekhviashvili, Sylvia Grace Borda, Ron Laboray, Dorian Batycka, Khaled Hafez, Iv Toshain, Stefano Cagol. Situata in Spazio Castello 3683, la mostra collettiva presenta Nauru, la più piccola nazione isola al mondo, come un esempio precoce e universale di perdita, adattamento e resilienza, un monito e una guida per un futuro condiviso.

AIM Inundated, Imagining Life After Land segna la prima partecipazione della Repubblica di Nauru, un microstato nell'Oceano Pacifico meridionale, alla 61. Esposizione Internazionale d'Arte – La Biennale di Venezia. Il Padiglione riconosce Nauru come un luogo in cui le conseguenze a lungo termine delle decisioni economiche e politiche globali sono state materialmente vissute e le soglie sono già state superate, riposizionandolo da territorio remoto e marginale a monito universale e guida cruciale per un futuro condiviso.

Situato alla convergenza tra innalzamento del livello del mare, declino ambientale e duratura eredità dell'estrattivismo coloniale, Nauru è uno dei siti più colpiti dal nostro impatto. Il momento attuale di Nauru non può essere disgiunto dalla sua storia estrattiva: decenni di intensa estrazione di fosfati hanno trasformato il paesaggio e l'economia dell'isola, lasciando dietro di sé un territorio segnato da impoverimento ecologico, erosione, sovranità compromessa ed emarginazione geopolitica. Un secolo di attività estrattiva a Nauru dimostra come la domanda di risorse possa smantellare i sistemi sia ecologici sia socio-culturali, portando a un'instabilità a lungo termine, e come la perdita ambientale sia sistematicamente prodotta da sistemi globali di estrazione, governance e responsabilità diseguali.

Il Padiglione considera Nauru sia come territorio specifico sia come emblema di un processo planetario. È uno studio concettuale sulla scomparsa, che esula dalla spettacolarizzazione e dall'immaginario catastrofico, per ragionare non solo in termini di perdita fisica di territorio, ma anche di erosione della continuità culturale, della conoscenza ecologica, dei sistemi di significato e dell'azione politica. Attraverso questa lente, l'inondazione diventa una chiave di lettura per esaminare come il cambiamento ambientale travolga identità, memoria, nazionalità e sovranità, coinvolgendo anche i parametri attraverso cui configuriamo il futuro. Inoltre, il contesto di Venezia, una città storicamente plasmata dall'acqua e sempre più definita dalla vulnerabilità ambientale, stabilisce un dialogo tra diverse geografie del rischio, mettendo in primo piano l'esposizione condivisa al rischio.

Strutturato attraverso un pensiero arcipelagico, il Padiglione assembla una costellazione di visioni. I dieci artisti invitati appartengono ad altrettante nazioni e generazioni diverse, e le loro opere spaziano tra installazione, video, pittura, fotografia, suono, testo, documentario, ricerca e utilizzo dell'intelligenza artificiale. La mostra prende spunto dal testo, duro e sincero, di una canzone di Kauw Tsitsi (Nauru, 1995), che recita: "Intrappolato dal peso della ricchezza di qualcun altro... il suolo ricorda ogni taglio... eravamo più di una risorsa, più di un accordo... Quest'isola respirava prima delle trivelle, prima che il progresso ci insegnasse a uccidere".

Nell'epico video We Are All Nauru, Stefano Cagol (Italia, 1969) si muove tra Groenlandia, Kirghizistan e Texas, inscenando, come esorcismi, atti simbolici di violenza ambientale, fame di risorse e supremazia. L'artista presenterà inoltre una rivisitazione critica di The Ice Monolith in spazi pubblici durante i giorni di apertura della Biennale. L'installazione Sea that Remembers di Tedo Rekhviashvili (Georgia, 1990) attraversa il confine tra pittura, scultura e suono, utilizzando la conchiglia come simbolo di casa, tra traumi collettivi e mitologie individuali. Patricia Jacomella Bonola (Svizzera, 1952) espone I Used to Go to the Beach, una vela monumentale composta da una somma di frammenti, simbolo di resistenza alle forze avverse e sinergia. Cottonopolis di Khaled Hafez (Egitto, 1963) affronta il concetto di colonialismo attraverso l'esperienza dell'influenza inglese sull'Egitto. CPS Chamber of Public Secrets (Khaled Ramadan, Alfredo Cramerotti) presenta un archivio multimediale della ricerca di questo collettivo sul disagio ecologico dal 2004 a oggi. Sylvia Grace Borda (Canada, 1973) traccia un parallelo con un'isola sulla sponda opposta del Pacifico, che affronta sfide ambientali simili. Dorian Batycka (Polonia, 1985) affronta il tema della manipolazione e del controllo in un progetto online. Iv Toshain (Sofia, 1980) presenta una cascata di catene, che riecheggiano colori di bandiere e concetti di gerarchia e potere. La mostra si chiude con Ron Laboray (USA, 1970), che innesca sovrapposizioni e collisioni visive tra sistemi di significato occidentali, come classificazione scientifica, miti e cultura pop, e identità indigena.... leggi il resto dell'articolo»

Estendendosi oltre al formato espositivo, il Padiglione è accompagnato da programmi pubblici, performance, seminari, eventi satellite internazionali e una pubblicazione, che contribuiscono a rafforzare il ruolo del Padiglione come atto culturale e politico nel contesto artistico internazionale e posizionano Nauru come un protagonista attivo nel discorso culturale ed ecologico globale.

La mostra è realizzata grazie al supporto di partner istituzionali e sponsor, tra cui The Danish Art Foundation, Pro Helvetia, Forum Austriaco di Cultura a Milano, Provincia autonoma di Trento, David R. Belcher College of Fine and Performing Arts, Western Carolina University, Università Iuav di Venezia, Castel Belasi – Contemporary Art Center for Eco Thought, Muse Science Museum, Art Engine Ottawa, Adsero Ragy Soliman & Partners, Laterna Magica Museum e Doculogia Critical Media Production.

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Mostra: AIM Inundated. Imagining Life After Land
Padiglione di Nauru alla Biennale di Venezia

Venezia - Spazio Castello 3683

Apertura: 09/05/2026

Conclusione: 22/11/2026

Organizzazione: Ministero del patrimonio nazionale, della cultura e del turismo, Repubblica di Nauru

Curatore: Khaled Ramadan (capo curatore); Camilla Boemio, Stefano Cagol (curatori associati)

Indirizzo: Calle Bosello 3683 - 30122 Venezia (VE)

Orari: Maggio-settembre: 11:00–19:00 | Ottobre-novembre: 10:00–18:00 (mar–dom, ingresso libero)

Vaporetto: San Zaccaria

Sito web per approfondire: https://nauru-biennalevenezia.com

Instagram: nauru_biennale_venezia



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