ABC-ARTE è lieta di presentare Correspondances, prima mostra personale di Alan Bee nella sede milanese della galleria, a cura di Cesare Biasini Selvaggi.
Nel panorama dell'arte contemporanea, l'anonimato è spesso diventato una strategia di marketing, un brand a sua volta. Se ormai la cortina fumogena sull'identità di Banksy sembra essersi diradata sotto i colpi del sistema mediatico, il caso di Alan Bee (1940-2018) appartiene a una categoria differente. Qui il silenzio non è stato un espediente per accrescere il valore di mercato, ma un atto di protezione della propria libertà creativa. Per decenni, Bee ha operato nel cono d'ombra di una doppia vita: uomo di finanza di giorno, «eroe della pittura» nel segreto di uno studio bavarese. Se Banksy si è svelato nella sua azione pubblica, Bee ha scelto di svelarsi solo attraverso un testamento, lasciando che le opere parlassero per lui solo dopo il suo passaggio «oltre il mondo». Il suo mistero rimane intatto perché non è biografico, ma estetico: è il mistero di un uomo che ha barattato il proprio nome con quello di un insetto per ritrovare l'essenza della pittura.
La mostra Correspondances presenta una selezione di 20 dipinti rivelatori di quanto la pittura di Alan Bee sia una risposta rigorosa e organica alla frammentazione individualistica della società contemporanea. In un'epoca che esaspera l'individualismo atomizzato, Bee elegge l'ape non come semplice soggetto bucolico, ma come modello operativo e politico. Il favo, riprodotto come nel caso della grande tela Freedom del 1997, attraverso l'uso di reti metalliche esagonali sommerse in impasti di cera e miele, diventa la matrice del mondo. L'esagono di Bee non è una geometria fredda o imposta, ma una forma naturale che organizza lo spazio dall'interno. In queste superfici «grasse» e cerose, è il caso del suggestivo The night has memory (1991), l'opera d'arte si configura come un organismo collettivo: ogni cellula è un atto individuale, ma la sua esistenza ha senso solo in relazione al sistema globale del quadro. Bee ci suggerisce che la bellezza risiede nella cooperazione, nella sedimentazione di gesti che, come il lavoro incessante in un alveare, costruiscono una cattedrale di senso superiore alla somma delle singole parti.
Il titolo dell'esposizione milanese, richiamando le Corrispondenze di Baudelaire, documenta come Bee abbia trasformato la tela in un sistema di relazioni invisibili. Non c'è contrapposizione tra natura e cultura; esse coincidono nel processo pittorico. Se Joseph Beuys caricava il miele di un valore sciamanico e concettuale, Bee ne interiorizza la logica evolutiva. Egli non «dipinge» la natura, ma ne assume il principio generativo. Il colore, fluido e vibrante — è quanto documenta, tra le altre, la tela dal titolo Saint Tropez (1998) — si espande per moduli e variazioni, ricordando la lezione dell'Informale tedesco di Schumacher e Schulze, ma virando verso una dimensione biologica. Le sue opere sono superfici che «trasudano» vita, dove il miele e la cera non sono solo materiali, ma testimoni di un tempo di trasformazione lenta.
«Oggi, parlare di api significa parlare di sopravvivenza. L'estinzione di questo insetto rappresenterebbe il collasso del nostro ecosistema, e la pittura di Alan Bee assume oggi un valore di urgenza non solo ecologica quasi profetica. L'alveare, per l'artista, è il luogo della solidarietà vitale. La sua arte ci invita a lottare contro l'estinzione, non solo biologica, ma anche etica alla base di qualsiasi patto sociale democratico. Il "nutrimento" che l'ape produce per la comunità è lo stesso che l'arte dovrebbe fornire alla società: un collante simbolico capace di far crescere la comunità umana in modo solidale. Alan Bee, attraverso il suo pseudonimo e la sua pittura celata agli occhi del mondo per anni, ci consegna un'eredità che è un monito: per sopravvivere alla deriva del presente, occorre imparar la "lezione del favo", riscoprendo nell'altro la cellula necessaria per costruire un futuro possibile», dichiara il curatore della mostra, Cesare Biasini Selvaggi.
Note biografiche
Alan Bee (Karlsfeld 1940) è lo pseudonimo di una figura artistica di spicco che negli anni ha costruito con passione e arguzia il proprio personaggio a tutto tondo, dandogli non solo un nome ma fornendolo di una serie di suggestioni biografiche plausibili e del tutto compatibili con il corpus fisico delle sue opere: dalla fascinazione per l'arte tedesca, Beuys e Schumacher in testa, alla specifica passione per il mondo naturale, di cui le api sono uno dei simboli universali.... leggi il resto dell'articolo»
Il complesso delle sue opere, cospicuo e di alto livello, rende Alan Bee una figura di grande rilievo nel panorama dell'arte europea degli ultimi decenni. Le notizie biografiche che lo riguardano non sono di prima mano, ma provengono tutte da quanto si desume dalla vicenda del suo lavoro: Bee ha forgiato la propria figura quasi narrativamente, il che gli ha consentito di stendere un solido velo di mistero sulla sua reale personalità.
Il vero dato certo, certissimo, è il mondo delle sue opere, e basandosi su quello è indubitabile che si sta parlando di un autore europeo primario, in grado di collocarsi nella cerchia di coloro che, della stagione post-informale, si sono inoltrati lungo una via primaria della pittura contemporanea.
Alla passione per la pittura Bee ha sempre affiancato anche quella per le api e il loro mondo: amante della natura della Baviera, influenzato in giovane età dalle esperienze di Joseph Beuys con il miele, le ha mediate con il senso profondo dei materiali e delle inserzioni oggettuali così come Carl Buchheister, fondamentale Emil Schumacher, con il quale Bee ebbe ad approfondire a Karlsruhe, e Bernard Schulze, che hanno predicato in pittura, traendone risultati del tutto sorprendenti.
Mostra: Alan Bee. Correspondances
Milano - ABC-ARTE ONE OF
Apertura: 09/04/2026
Conclusione: 09/05/2026
Organizzazione: ABC-ARTE
Curatore: Cesare Biasini Selvaggi
Indirizzo: Via Santa Croce 21 - 20122 Milano (MI)
Vernissage: giovedì 9 aprile 2026, ore 18:30
Orari: Mar-Sab 15:00–19:00
Sito web per approfondire: https://www.abc-arte.com
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