Album. Omaggio a Giorgio Soavi

  • Quando:   22/11/2023 - 21/01/2024
  • evento concluso

Arte contemporaneaMostre a Milano


Album. Omaggio a Giorgio Soavi

La mostra dal titolo "Album. Omaggio a Giorgio Soavi" è promossa dallo Studio Bolzani di Milano. L'esposizione curata dal Prof. Carlo Franza, storico dell'arte moderna e contemporanea, critico de "Il Giornale" fondato da I. Montanelli, che firma anche il testo, dal titolo "Album. Omaggio a Giorgio Soavi".  Aperta la pubblico dal 22 novembre al 21 gennaio 2024.

L'esposizione riunisce opere di venti artisti che rendono omaggio all'operato di Giorgio Soavi (Broni, 26 novembre 1923 – Milano, 1o dicembre 2008), intellettuale, giornalista, scrittore, collezzionita, poeta.

Artisti in mostra
Andrea Boyer, Maurizio Bottoni, Gianni Bucher Schenker, Carlo Cecchi, Flavio Costantini, Alessandro Di Vicino Gaudio, Gianfranco Ferroni, Federica Galli, Franco Gentilini, Giuliano Grittini, Hisako Mori, Mino Maccari, Bruno Mangiaterra, Carlo Mattiola, Ennio Morlotti, Stefano Pizzi, Marisi Settembrini, Graham Sutherland, Ivan Theimer, Agostino Zaliani

Scrive Carlo Franza: "Conviene subito chiarire che questa mostra "Omaggio a Giorgio Soavi" nasce in occasione dei cento anni della nascita di un intellettuale fuor dal comune, qual' è stato Giorgio, mio collega sulle pagine culturali de Il Giornale e amico di lunga data; mostra questa, sviluppata e ordinata presso lo Studio Bolzani di Milano in Galleria Strasburgo, visto che il nostro letterato-critico e giornalista era di casa anche qui. Con l'arte Giorgio aveva gran dimestichezza, la sua collezione d'arte cominciò a prendere vita nel 1958, a Zurigo, dove lui, responsabile dell'Ufficio Progettazioni Speciali della Olivetti, s'era recato per seguire la stampa di un volume che celebrava i primi cinquant'anni di vita dell'azienda di Ivrea; una scelta obbligata, il meglio del meglio, avere svizzeri Conzett & Huber come stampatori. "Tutti gli elementi che fanno di un libro un bel libro erano lì: la bella carta, i caratteri perfetti, la qualità delle foto incisioni, la legatura", ricorderà Giorgio Soavi, letterato, romanziere, saggista, poeta, critico, giornalista, fotografo, collezionista, lui stesso un artista, del quale quest'anno ricorre il centenario della nascita (1923-2008), in uno dei settantasette racconti che fanno parte di "Il quadro che mi manca", oggi riproposto dall'editore Johan & Levi, con prefazione di Andrea Pinotti, in cui l'autore narra con il suo stile inconfondibile, prezioso, umanissimo, incontri, impressioni, consuetudini, e vezzi dei numerosi amati amici artisti che ebbe modo di incontrare nella sua vita, Giacometti, Balthus, de Chirico, Sutherland, Folon, Steinberg, Guttuso, e altri. La vita di Soavi ha incrociato quella dei maggiori artisti del Novecento, lui scopritore di talenti, inventore delle celebri agende Olivetti, ideatore di raffinati libri d'arte proprio nell'azienda di Adriano Olivetti dove Soavi era sbarcato alla fine degli anni Cinquanta del Novecento. Basti pensare a quanto scritto da Milton Glaser (1929-2020) punto di riferimento per generazioni di giovani grafici: "Con Giorgio era impossibile fare lavori mediocri. Aveva il tocco magico di affidare il compito su misura a ognuno dei designer con i quali lavorava, inventando progetti di cui era l'ispiratore. È stato in assoluto il miglior art director con cui abbia mai interagito, anche se lui si è sempre schernito. Il mio lavoro con Olivetti, ma per essere più precisi , è stato, letteralmente, un periodo d'oro che ha riverberato sulla mia vita influenzandola in mille modi, sia professionali che personali. Giorgio era uno che credeva profondamente nel motto di Diaghilev: "stupiscimi", che era il fondamento
con Giorgio Soavi del suo lavoro. Soavi vedeva l'arte e i suoi prodotti allo stesso modo in cui un animale vede e divora il cibo necessario per vivere". Ricordo bene la casa di Giorgio Soavi, un attico al civico 5 di Via Santa Cecilia; sulla porta d'ingresso la dicitura Giorgio Soavi, un ingresso alto e stretto con scaffali pieni di libri fino al soffitto. Poi una serie di stanzette che si aprivano in parallelo lungo una veranda coperta. Poi dappertutto opere d'arte, tra pareti di libri, cornici, cartoline, bambole Kachina, tele, acquerelli, fotografie, fiori finti, divani, mobiletti, franchi svizzeri raffiguranti Alberto Giacometti, tavoli, sculture di arte africana, ritagli di articoli, grucce per abiti, altarini, un presepe rivestito da conchiglie con pastorelli e sacra famiglia in gesso policromo, orsacchiotti, un micro maglione di Ottavio Missoni incorniciato con dedica: "Golf per scrivere un romanzo" e molto altro. La sua casa-museo-in-divenire, con quella collezione d'arte nata con l'investimento di 30 franchi per le due acqueforti di Giacometti. Alla sua morte tutto è stato dispeso in una vendita all'asta. Tra inestimabili opere d'arte, tanto per fare nomi, Adami, Alechinsky, Balthus, Bacon, Baj, Capogrossi, Dalì, Maccari, Mirò, Morlotti, Picasso, Serafini, Sottsass, Steinberg, la lista completa sarebbe troppo lunga. Lo sguardo andava subito alla mirabile statua lignea africana, alla tela di Francis Bacon, alla maschera messicana e i feticci Dogon, fino al misterioso dipinto di Graham Sutherland che ritraeva Soavi in posa classica, seduto, lo sguardo rivolto allo spettatore, il corpo di profilo e le mani legate dietro la schiena. Senza dimenticare la Gioconda di Carlo Guarienti. Opere su tela, disegni su carta, oli, tempere, cartoncini o quant'altro, per Soavi non faceva differenza. Osservava Soavi: "Guarda, la differenza sta tutta nel committente. Le persone intelligenti dovrebbero fare i mecenati. Io so che un grande artista può veramente fare quello che gli chiedi. Prendi un Milton Glaser, oppure un Doré, un Tenniel che ha illustrato o i due, Mazzanti e Chiostri, che hanno interpretato , come ha fatto lo stesso Topor. Quando c'è il talento, la mano, e una persona che sa come "usarti", guidarti, puoi fare tutto, non c'è limite". Quella casa per Soavi è stata una tana, carica di affetto, memorie, ricordi, oggetti; da lì si muoveva per andare dai Bolzani in San Babila, o da Montanelli a Il Giornale, o anche da Pellegrini in Via Brera. Raccontava una di quelle storie che aveva vissuto solo lui, e che erano spunti infiniti per gli elzeviri che pubblicava prima sul Corriere della Sera, poi su Il Giornale del suo amico e sodale Indro Montanelli. «Ricordo un giorno, all'Hotel Continental di Milano, un mercante d'arte insisteva nel voler fare un regalo a de Chirico, e lui: senta, tutti vogliono fare regali complicati e soprattutto inutili, dice. Spendono dei soldi per niente. A me piace tanto il

e nessuno me lo manda mai. Mandi pure, lo berrò subito...». Una sana nevrosi inverstiva il suo vivere, che Giorgio, non mischiandosi con colleghi scrittori, scaricava nella sua collezione d'arte e nella scrittura. E per finire ecco cosa diceva di sé: "Scrivo senza essere influenzato dalla moda o dalle polemiche, o dal successo. Scrivo per salvarmi, perché sono convinto di essere meglio nei libri che negli atti quotidiani".... leggi il resto dell'articolo»

Biografia del curatore
Carlo Franza è uno Storico dell'Arte Moderna e Contemporanea, italiano. Nato ad Alessano (Lecce) nel 1949, è vissuto dal 1959 al 1980 a Roma dove ha studiato e conseguito tre lauree all'Università Statale La Sapienza (Lettere, Sociologia e Filosofia); dal 1980 è a Milano dove tuttora risiede. Allievo e Assistente di Giulio Carlo Argan. Professore Straordinario di Storia dell'Arte Moderna e Contemporanea, già Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana. Visiting Professor nell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e in altre numerose Università Estere (Università della Slesia, Università di New York). Docente nell' Executive Master "Diplomatic, Economic and Strategic Perspectives in Global Scenarios" alla School of Management dell'Università LUM nella Villa Clerici sede del Campus di Milano, Docente nel Master di Fotografia (ARD&NT Institute di Milano - Accademia di Belle Arti di Brera e Politecnico di Milano) dell'Accademia di Brera e Politecnico di Milano e nel Master Universitario in Management dei Beni Culturali allo Ied di Milano. E' Consulente Tecnico del Tribunale di Milano per l'Arte Moderna e Contemporanea. E' stato indicato dal "Times" fra i dieci Critici d'Arte più importanti d'Europa. Giornalista, Critico d'Arte dal 1974 a "Il Giornale" di Indro Montanelli, poi a "Libero" fondato da Vittorio Feltri e diretto da Maurizio Belpietro. Nel 2012 riprende sul quotidiano "Il Giornale" la collaborazione giornalistica come opinionista, unitamente alla sua Rubrica "Scenari dell'arte", divenendo una delle Firme più lette. Ha al suo attivo decine di libri fondamentali e migliaia di pubblicazioni e cataloghi con presentazioni di mostre. Si è interessato dei più importanti artisti del mondo dei quali ne ha curato prestigiosissime mostre. Dal 2001 al 2007 è stato Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. E' fondatore e direttore del Mimac della Fondazione Don Tonino Bello. Fa parte del Comitato Scientifico di importanti Archivi per l'Arte (Archivio Arturo Vermi- Milano). Dal 2022 è nel Comitato di indirizzo della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi presso l'Università degli Studi di Milano. E' Giudice aggregato (dal 2022 al 2025) in Corte d'Assise d'Appello di Milano. Ha vinto per il Giornalismo e la Critica d'Arte il Premio Cortina nel 1994, il Premio Saint Vincent nel 1995, il Premio Bormio nel 1996, il Premio Milano nel 1998, il Premio delle Arti-Premio della Cultura nel 2000 (del quale è oggi Presidente di Giuria) e il Premio Salento Arte - Città di Tricase nel 2008 (del quale è oggi Presidente di Giuria), il Premium International Florence Seven Stars per la docenza universitaria e il giornalismo nel 2017 (del quale è oggi Presidente di Giuria). Nel 2013 ha vinto il Premio "Berlino" per il Giornalismo e la Critica d'Arte. Nel 2016 ha vinto a Roma-Sala Vanvitelliana il Premio ARTECOM- onlus per il Giornalismo, la Docenza Universitaria e la Critica d'Arte. Nell'ottobre 2020 gli viene assegnato a Roma nella Biblioteca Vallicelliana il Premio Artecom-onlus come Protagonista della Cultura 2020.

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Mostra: Album. Omaggio a Giorgio Soavi

Milano - Studio Bolzani

Apertura: 22/11/2023

Conclusione: 21/01/2024

Organizzazione: Studio Bolzani

Curatore: Carlo Franza

Indirizzo: Galleria Strasburgo 3 – 20122 Milano

Inaugurazione: mercoledì 22 novembre 2023, ore 18.00

Orario: da martedì a sabato ore 9.30-13.00 e 14.30-19.00 | domenica e lunedì chiuso

Per info: +39 02 76001335 | studiobolzani@libero.it 

Sito web per approfondire: https://www.studiobolzani.com/



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