Alphonse Mucha a Lione

  • Quando:  04/09/2026 - 24/01/2027

Arte moderna


Alphonse Mucha a Lione
Alphonse Mucha, Beers from the Meuse Region, 1897. Litografia, 58 x 38 cm. Portu Gallery Investments s.r.o., Praga. © Portu Gallery Investments s.r.o.

Una grande mostra monografica dedicata ad Alphonse Mucha, uno dei principali protagonisti della cultura figurativa europea tra il XIX e il XX secolo. Con oltre 90 capolavori, l'esposizione propone una rilettura dell'artista che va oltre la definizione, ormai consolidata, di padre dell'Art Nouveau. Mucha non ha semplicemente inventato uno stile riconoscibile in tutto il mondo: ha plasmato una nuova immagine della donna e, attraverso di essa, ha dato forma a un linguaggio capace di raccontare la modernità, anticipando molti meccanismi della comunicazione visiva contemporanea.

Le sue figure femminili, che figurano oggi tra le immagini più celebri della Belle Époque, non sono semplici simboli di eleganza o bellezza. Attraverso di esse, Mucha evoca il teatro, la pubblicità, la nascita del brand moderno, la fotografia, la natura, la spiritualità, l'identità nazionale e il rapporto tra arte e società. La donna diventa così il filo conduttore di un nuovo universo visivo in cui estetica e comunicazione, simbolo e mercato, memoria e innovazione si intrecciano in una sintesi di straordinaria attualità.

Nato nel 1860 a Ivančice, in Moravia, in un'epoca in cui le terre ceche appartenevano ancora all'Impero austro-ungarico, Mucha cresce in un'Europa attraversata dalle aspirazioni nazionali dei popoli slavi. Dopo anni di formazione tra Vienna, Monaco e l'Italia, nel 1887 si stabilisce a Parigi, capitale della Belle Époque e laboratorio della modernità europea. Qui scopre un mondo nuovo fatto di teatri, boulevard, riviste illustrate, fotografia, pubblicità e grandi esposizioni universali: un contesto destinato a trasformare profondamente il suo linguaggio artistico.

La svolta fondamentale avviene grazie all'incontro con la donna che cambierà per sempre il suo destino: Sarah Bernhardt, l'attrice più celebre e affascinante del suo tempo. La "divina Sarah" affida a Mucha la cura della propria immagine, avviando una collaborazione che lo renderà immensamente popolare in brevissimo tempo. Oltre a Sarah Bernhardt (immortalata in capolavori teatrali come Medea), le protagoniste delle sue opere diventano grandi icone della scena come Ethel Barrymore, Leslie Carter, Maude Adams e Halide Edib Adıvar.

È attraverso queste muse che nasce il mito delle "donne di Mucha". Con un tratto leggero, l'artista dà vita a una forma di comunicazione visiva del tutto nuova, capace di trasformare la nascente pubblicità in un'arte alla portata di tutti, visibile ogni giorno sulle pareti delle strade.

Nasce così il celebre "Stile Mucha": linee sinuose, motivi floreali, decorazioni eleganti e figure femminili monumentali conquistano rapidamente Parigi e il resto d'Europa. Ma dietro la straordinaria forza decorativa delle sue opere si cela un progetto ben più complesso. Nei suoi manifesti, il prodotto non è mai l'unico vero protagonista: profumi, champagne, biscotti, riviste o biciclette diventano l'occasione per costruire universi visivi coerenti, nei quali la figura femminile trasforma il marchio in esperienza, desiderio e identità. In questo senso, Mucha anticipa alcuni dei principi fondamentali della moderna visual identity....leggi il resto dell'articolo»

Dopo il successo internazionale e i soggiorni negli Stati Uniti, l'artista torna progressivamente verso la propria terra d'origine. Da questo bisogno nasce il progetto più ambizioso della sua carriera: L'Epopea slava, un ciclo pittorico monumentale dedicato alla storia e alla memoria dei popoli slavi. La donna, fino ad allora protagonista del teatro, della pubblicità e dell'allegoria della natura, assume un nuovo significato, diventando il volto della patria, della memoria collettiva e della libertà. È qui che si concluderà il suo percorso di vita, nel 1939.

Il percorso espositivo restituisce tutta la complessità dell'opera di Mucha attraverso una chiave di lettura originale: la figura femminile come filo conduttore della sua ricerca artistica. Tra teatro, pubblicità, fotografia, natura, spiritualità e identità slava, la donna diventa il punto d'incontro tra arte e comunicazione, memoria e desiderio, simbolo e modernità.

La mostra traccia così il ritratto di un artista che non si è limitato a definire l'estetica dell'Art Nouveau, ma che ha contribuito a plasmare uno dei linguaggi visivi più influenti della cultura contemporanea.

La mostra, curata dallo storico dell'arte Giulia Silvia Ghia, è prodotta da Arthemisia, azienda italiana leader internazionale nell'organizzazione e produzione di grandi mostre d'arte, e Fever, piattaforma per la scoperta di esperienze culturali e ricreative, in collaborazione con Art Nouveau Production s.r.o. Collection e in cooperazione con BRIDGECONSULTINGPRO, grazie al prestito eccezionale della Portu Gallery Investments s.r.o., Praga. La mostra ha come media partner Lyon Secret. Il catalogo è edito da Moebius.

La tua iscrizione non può essere convalidata.
La tua iscrizione è avvenuta correttamente.

Utilizziamo Sendinblue come nostra piattaforma di marketing. Cliccando qui sotto per inviare questo modulo, sei consapevole e accetti che le informazioni che hai fornito verranno trasferite a Sendinblue per il trattamento conformemente alle loro condizioni d'uso

facebook Condividi su Facebook

Mostra: Alphonse Mucha a Lione

Lione

Apertura:04/09/2026

Conclusione:24/01/2027

Organizzazione:Arthemisia e Fever

Curatore:Giulia Silvia Ghia

Indirizzo:Grand Hôtel-Dieu, 13 rue de la Barre - 69002 Lione (Francia)

Ingresso della mostra: Cour du Midi (livello -1)

Biglietti: Intero adulti a partire da 15 €; bambini (4–12 anni) a partire da 9 € (gratuito sotto i 4 anni); ridotto a partire da 13 €; famiglia a partire da 11 €; gruppi (6–14 persone) a partire da 13 €

Prevendita: www.feverup.com

Sito web per approfondire:https://alphonsemuchaexpo.com


  • Nota: i contenuti testuali e le immagini di questo articolo sono tratti dai comunicati e dai materiali stampa forniti all'Editore dai soggetti promotori dell'iniziativa. Itinerarinellarte.it non risponde di eventuali inesattezze o omissioni presenti nei materiali ricevuti. Eventuali segnalazioni possono essere comunicate alla Redazione per le opportune verifiche e rettifiche.