Anna Park | Lorenzo Vitturi

  • Quando:   dal  03/10/2020  al  13/11/2020

Arte contemporanea‎

Anna Park | Lorenzo Vitturi

Per la sua prima mostra personale in Europa Anna Park (Corea del Sud, 1996) presenta una nuova serie di disegni a carboncino in cui il linguaggio figurativo si mescola con l’astratto. Contemporaneamente T293 è lieta di presentare Jugalbandi, una mostra di nuovi lavori scultorei di Lorenzo Vitturi (Venezia, 1980), organizzata in collaborazione con la Fondazione Jaipur Rugs in India.

T293, 3 ottobre –13 novembre, 2020

Anna Park

On Tilt

Anna Park - come lei stessa si descrive - è un'osservatrice naturale delle persone. Nella sua infanzia, spostandosi costantemente da una città all'altra, ha sviluppato un approccio voyeuristico alla vita che è in seguito divenuto evidente nella sua pratica artistica. L'attenta osservazione di ambienti ricchi di contrasti vissuti in prima persona diventa una vera e propria indagine sul comportamento umano che in un secondo momento l'artista traduce in maniera personale attraverso il suo caratteristico stile. Il processo creativo di Park inizia con la selezione di una fotografia dal proprio archivio, solitamente di un luogo affollato. Le linee nette e le forme taglienti della folla vengono utilizzate come elementi guida da cui partire per impostare l'architettura della composizione. Dopo aver visualizzato l'immagine in bianco e nero, Park avvia un secondo approccio più istintivo. La forza creativa fluisce quindi spontaneamente dal carboncino attraverso la carta, riempiendo lo spazio con un ritmo seducente. Il risultato è una composizione sempre suggestiva orchestrata da un uso raffinato di luci e ombre. Il titolo della mostra On Tilt suggerisce l’essere sull'orlo di un crollo emotivo. Le scene altamente elaborate raffigurate sui disegni sono composizioni claustrofobiche costruite a partire da un numero indefinito di elementi. Le immagini sono congelate nei loro momenti di maggior impatto e il tempo sembra essersi fermato nel suo istante più drammatico. Creando questi fotogrammi effimeri di estasi l'artista offre l'opportunità di svelare lentamente le potenti immagini che si trovano al di sotto, istigando una coinvolgente esperienza di scoperta. L’espressività del chiaroscuro trova molteplici riferimenti che derivano da fonti diverse come le produzioni hollywoodiane degli anni Venti, attraversando poi il linguaggio dei fumetti e culminando in interessanti menzioni futuristiche. La deformità che caratterizza le opere di Anna Park, sebbene pervase da distinti riferimenti old school, sono un riflesso del nostro tempo. I suoi dipinti finiscono per essere precise osservazioni del senso di estasi e ansia che l'ultima generazione fronteggia in un flusso crescente, rappresentando una visione spesso inquietante ma sempre impeccabile della contemporaneità.

Lorenzo Vitturi

Jugalbandi

Vitturi, noto principalmente come fotografo, presenta per la seconda personale in galleria un progetto unico all'interno della sua pratica artistica: arazzi fatti a mano realizzati con telai tradizionali da artigiani indiani. L’artista indaga per la prima volta in profondità il concetto di pratica collaborativa nella creazione di un'opera d'arte. Jugalbandi (“gemelli intrecciati” in indiano) è il nome attribuito nella tradizione indiana a una performance musicale di due solisti che suonano in contemporanea, alludendo al procedimento scelto per la realizzazione delle opere, frutto di un affascinante lavoro collaborativo tra Lorenzo Vitturi e gli artigiani indiani. Durante un viaggio di ricerca attraverso le comunità rurali del Rajasthan per incontrare artigiani locali, l’artista è rimasto affascinato dagli assemblaggi scultorei che si formano spontaneamente nel villaggio, come ad esempio una balla di fieno in precario equilibrio su un pilastro di un cancello, una pila di ciotole di terracotta o anche un telaio coperto da un telo. Questi arrangiamenti, fotografati da Vitturi durante il suo viaggio in India nel novembre 2019, rappresentano la genesi del progetto. Le fotografie delle sculture urbane, astratte in una serie di grafici che portano nei loro contorni reminescenze della loro forma originale, prendono forma d’imponenti tappeti realizzati dalle mani di artigiani indiani. Ogni arazzo incarna, con la sua presenza strutturata, la ricchezza e la bellezza della vita del villaggio e il suo gentile spirito in divenire. Come in una mappa, le linee e le forme raccontano una storia in cui ogni contorno ha lo stesso valore. Superando la loro apparente astrattezza, la storia narrata attraverso le linee di ogni lavoro è fatta di autenticità e materialità. Per la prima volta nella sua carriera Vitturi delega la fase finale del processo a una figura esterna. Le opere, oltre ad essere una visione puramente personale dell’artista, portano con sé anche la testimonianza degli artigiani. Su ogni composizione Vitturi ha lasciato aree in cui i tessitori potevano intervenire non solo con la loro tecnica ma anche con la loro visione personale. Come ultimo passaggio di questo intenso processo l'artista interviene sui tappeti aggiungendo frammenti di vetro e legno provenienti da Venezia, sua città natale. Il risultato è un Jugalbandi, una performance digitale tra artista e artigiani, in cui le impressioni grafiche di Lorenzo Vitturi coesistono e dialogano con il mondo costruito dai tessitori, divenendo mappe mentali di un viaggio che è ancora in corso.

INFO:

T293 srl - 06 89825614 - info@t293.it

Organizzazione: T293

Luogo: T293 - Roma

Indirizzo: via Ripense 6 - 00153 Roma

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