Un tributo monumentale alle alchimiste dimenticate: a Palazzo Reale arriva la nuova opera site-specific di Anselm Kiefer, uno dei più influenti artisti contemporanei a livello internazionale. Questa mostra, appositamente concepita per la Sala delle Cariatidi, inviterà i visitatori a interagire con opere che riflettono su storia, pittura e memoria femminile.
Promossa da Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte, con il contributo di Gagosian e Galleria Lia Rumma e con il sostegno dei Main Sponsor Unipol e Banca Ifis, l'esposizione rientra nel programma culturale dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026.
Curata dalla storica dell'arte Gabriella Belli, sarà allestita nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano dal 7 febbraio fino a settembre 2026.
Un'opera site-specific per la Sala delle Cariatidi
Le Alchimiste presenta un ciclo di trentotto grandi teleri, concepiti appositamente per dialogare con la drammatica bellezza della Sala delle Cariatidi: un ambiente maestoso segnato dalle ferite del bombardamento del 1943, capace ancora oggi di evocare un passato di splendore e rovina. Dopo aver eccezionalmente accolto nel 1953 il capolavoro di Picasso Guernica, la Sala delle Cariatidi ha ospitato nel corso degli anni mostre e progetti di artisti eccezionali.
Donne e alchimia... leggi il resto dell'articolo»
Speciale il legame del progetto con la città di Milano, dove visse durante la sua giovinezza Caterina Sforza, figlia di Galeazzo Maria Sforza duca di Milano, scienziata, condottiera e autrice di un raro manoscritto contenente più di 400 ricette per medicamenti, cosmetici e formule alchemiche. Kiefer dà voce a lei e a molte altre donne alchimiste, per lo più dimenticate dalla storia ufficiale. Se alcune di queste figure femminili – come Caterina Sforza, Isabella Cortese, Maria la Giudea – sono note al grande pubblico, altri nomi, come quello di Marie Meudrac, Rebecca Vaughan, Mary Anne Atwood, Anne Marie Ziegler, sono piuttosto sconosciuti. Attraverso la sua pittura materica e fortemente simbolica, l'artista tedesco rende visibile ciò che è stato sepolto: volti e corpi che emergono dalle sue tele come apparizioni, rivelando un mondo di intelligenze femminili perseguitate, occultate, ma fondamentali per la nascita del pensiero scientifico moderno. Fin dagli esordi della carriera di Anselm Kiefer, nei primi anni Settanta, un tema ricorrente nella sua opera è la raffigurazione dei poteri creativi e redentivi delle donne nella storia.
Alchimia, arte e femminile: un nuovo pantheon
La mostra non si limita a un'operazione di recupero storico, ma costruisce un vero e proprio pantheon al femminile, dove le alchimiste, grazie all'artista, riemergono dal passato con fattezze e attributi riconducibili sia alle scarne notizie biografiche giunte fino a noi, sia grazie all'intuizione visionaria del pittore. Figure fantasmatiche, in bilico tra mito, scienza, magia e filosofia: le loro storie parlano di scoperte ed esperimenti, rimedi medicali, cure di bellezza. Scienziate ante litteram, capaci di manipolare con sapienza alambicchi e forni per dare vita a ingegnosi processi di distillazione, a salutari ricette per il corpo e la mente. Le loro storie parlano anche di esclusione, travestimenti, condanne e abiure. Donne dotate di una formidabile intelligenza intuitiva e di rigore, che hanno cercato risposte nella natura, votandosi a una conoscenza concreta, sperimentale prima della scienza moderna.
Queste donne si sono dedicate più alla cura del corpo e dello spirito, che alla ricerca astratta della "pietra filosofale".
Un progetto artistico e simbolico unico
I teleri che compongono Le Alchimiste possono essere considerati inscindibili e formano un'opera unica profondamente simbolica. In essa si intrecciano temi centrali nel lavoro dell'artista: mito, storia, memoria collettiva, identità, distruzione e rigenerazione. La pittura diventa linguaggio alchemico, i cui processi, come l'elettrolisi e il fuoco, diventano strumenti narrativi.
Ogni quadro si offre come atto di resurrezione: un volto che emerge, un racconto, una materia che si trasfigura. Kiefer, interpretando il motto alchemico Obscurum per obscurius, ignotum per ignotius ("l'oscuro attraverso il più oscuro, l'ignoto attraverso l'ancor più ignoto"), invita il visitatore a immergersi in un percorso emotivamente coinvolgente, quasi iniziatico.
Una mostra-evento per Milano
Concepita per la Sala delle Cariatidi — uno spazio già ricco di significato storico — Le Alchimiste rappresenta un evento espositivo di grande rilievo per Milano e per la scena artistica internazionale, confermando la volontà di Palazzo Reale di dialogare con l'arte contemporanea. La mostra rende inoltre omaggio a Milano, città di Leonardo e della tradizione scientifica e culturale, attraverso la figura di Caterina Sforza, erede e testimone dell'epoca sforzesca. L'inaugurazione coinciderà con l'apertura dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, e la mostra proseguirà fino a settembre 2026, intrecciandosi con i principali eventi cittadini.
Il catalogo, edito da MarsilioArte, è a cura di Gabriella Belli e contiene saggi e contributi di Natacha Fabbri, Gabriele Guercio, Lawrence Principe.
Mostra: Anselm Kiefer. Le Alchimiste
Milano - Palazzo Reale Milano
Apertura: 07/02/2026
Conclusione: 27/09/2026
Organizzazione: Palazzo Reale Milano
Curatore: Gabriella Bell
Indirizzo: Piazza del Duomo, 12 - Milano
I biglietti di ingresso alla mostra sono acquistabili esclusivamente online, sia per singoli visitatori sia per gruppi.
Se durante la giornata saranno ancora disponibili biglietti non acquistati, sarà possibile procedere all'acquisto presso il punto vendita fisico dedicato alla mostra all'interno del Museo del Novecento di Milano, fino a esaurimento della capienza.
I biglietti gratuiti possono invece essere ritirati direttamente in loco, previa verifica dei requisiti di idoneità.
Sito web per approfondire: https://www.palazzorealemilano.it/
Facebook: palazzorealemilano
Altre mostre a Milano e provincia
Astrazioni
Mostra collettiva curata da Alessandro Riva alla Galleria Vik Milano con cinque artisti italiani che declinano l'astrazione contemporanea.
Jason Martin. Vertex
Seconda personale di Jason Martin alla Galleria Christian Stein con sei grandi opere a olio su alluminio appositamente realizzate.
Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio
A Palazzo Reale apre Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio: oltre 200 opere tra le più potenti, iconiche e anticonformiste del fotografo statunitense.
Davide Sartori. The Shape of Our Eyes, Other Things I Wouldn’t Know
In Triennale Milano la mostra di Davide Sartori vincitore del Premio Luigi Ghirri esplora il legame padre-figlio tra fotografia e memoria.
Barbara Rubino. Anima in piedi – corpi, passi, mondi
A Milano la personale di Barbara Rubino Anima in piedi – corpi, passi, mondi esplora identità e cammino attraverso venti fotografie.
Theodorico Napolitano. Marble Does Not Melt
Opera scultorea di Theodorico Napolitano al Museo ADI di Milano: un ghiacciolo in marmo che riflette sul cambiamento climatico.
Paulina Emilia Aumayr / Lorenzo Conforti
Tempesta Gallery presenta le pratiche pittoriche di Paulina Emilia Aumayr e Lorenzo Conforti in dialogo tra resistenza e complessità.
Astrattismo internazionale
A Milano alla Fondazione Pasquinelli la mostra Astrattismo internazionale presenta capolavori del Novecento tra futurismo, informale e gesto.
Jonathan Lyndon Chase. Keep thinking nobody does it like you here comes the sunset
La Galleria Gió Marconi è lieta di annunciare la prima mostra personale in Italia dell’artista americano Jonathan Lyndon Chase.









itinerarinellarte.it è un sito che parla di arte in Italia coinvolgendo utenti, musei, gallerie, artisti e luoghi d'arte.