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Antonio Del Donno "La pittura parla al mondo"

  • Quando:   dal  04/07/2020  al  31/01/2021

Arte contemporanea‎

Antonio Del Donno La pittura parla al mondo

"La pittura parla al mondo - Rappresentazione e segno", è la mostra di Antonio Del Donno, allestita al Museo Diocesano "Monsignor Vittorio Fusco”, nel centro storico di Gallipoli in provincia di Lecce.

Il nostro artista, apprezzato a livello nazionale e internazionale, ha una capacità unica di far dialogare l'arte con l'essenza della vita, di rendere pulsante i suoi segni colorati.
Ha un dono Antonio Del Donno, schivo e poco incline alle luci della ribalta, di raccontare il viaggio delle armonie, dipinto con le cromie del cuore, di narrare la fede degli incontri invisibili, quelli che segnano l’intimità degli uomini e li sottraggono alle brutture, alla mediocrità e all’arroganza del quotidiano.
La pittura parla al mondo è il cammino di un ri-trovamento meravigliato, di un'esperienza sensoriale che fa vibrare gli animi di chi ammira le opere di Del Donno.
Il nostro artista assorbe le spinte delle avanguardie degli anni '60-'70, contrassegnate da radicali cambi di rotta, si lascia sedurre dalla frequentazione assidua della galleria del mitico Lucio Amelio di Napoli, dalla partecipazione a grandi eventi e mostre, oltre alla sincera amicizia con il grande Maestro della Transavanguardia Mimmo Paladino.
Un brulichio di sollecitazioni che rendono Antonio Del Donno un sognatore dirompente, desideroso di scardinare gli schemi prefissati, pronto a esplorare il mare magnum dell'indefinito.
Si lascia trasportare dalle onde artistiche per arrivare a una produzione espositiva di una così grande intensità che ancor oggi sorprende e incanta.

Antonio Del Donno vive i suoi tempi in prospettica e continua evoluzione, perché sente il desiderio d'indagare l'insondabile e la metafisica magnificenza del cielo.
Proprio attraverso la sua fantasia, l’estro, l'immaginazione che il nostro artista trova una via per raggiungere l'infinito e la trascendenza, alla ricerca del più profondo significato dell'atto creativo.
I suoi segni rappresentano una conversazione continua con Dio, nelle fratture del sapere e della conoscenza.
I colori sono la lunga preghiera laica della Vita, abbracciano il tempo e l'immagine, la natura e la storia. Si srotolano dentro gli spazi della mente e della coscienza che guardano al futuro.

Le architetture fragili dei tempi si scompongono in frammenti di amore, porgono l'afflato congiungente dell'oltre da noi, dell'inesplorato senziente, che abbraccia, che affascina, che raggiunge i cieli con un sorriso.
La lettura della Bibbia, il libro della nascita, dell'esistenza, della resurrezione, si srotola narrando parole e segni da interpretare, da ricordare, da vivere.

L'istante artistico che irradia bellezza, come gioia di vivere, come prodotto prezioso che resiste al logoramento degli anni, come ponte generazionale di innamoramenti.
Scriveva il poeta Paul Valéry nei "Cattivi pensieri" che "il pittore non deve dipingere quello che vede, ma quello che si vedrà", quindi creare e credere per svelare il mistero che è in noi, per innalzarsi dalla terra e raggiungere il cielo, con la felicità di un bambino che estasiato coglie l’istante e va avanti, proprio come fa Antonio Del Donno.

Di segni in sogni, di dipinti in sorrisi la mostra di Antonio Del Donno, che resterà aperta a Gallipoli, sino al 31 gennaio prossimo (informazioni al numero 0833/264110, e-mail: info@museodiocesanogallipoli.it; sito www.museodiocesanogallipoli.it.), ammalia e fa pensare perché nella narrazione artistica c’è sempre una spaccatura che lascia intravedere l'Universale.

Organizzazione: SIA Servizi Museali srl, Solver Sud Salento srl, Container71 srl, Giovanni Altamura - Arte Moderna e Contemporanea

Luogo: Museo Diocesano di Gallipoli (LE)

Indirizzo: Via Antonietta de Pace, 51 - Gallipoli (LE)

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