
Dal 21 settembre 2024, Palazzo Albergati ospita la prima grande mostra antologica a Bologna dedicata a uno degli artisti più straordinari e commoventi del Novecento: Antonio Ligabue. La mostra è prorogata fino al 15 giugno 2025.
Un rapporto speciale quello tra Arthemisia e Antonio Ligabue, nato nel 2017 con una grande mostra al Complesso del Vittoriano di Roma e seguita dalle esposizioni di Conversano e Trieste che hanno riscosso un grandissimo successo di pubblico e critica contribuendo alla divulgazione e conoscenza dell'opera di un artista che oggi è tra i più richiesti nel panorama nazionale.
Paesaggi, fiere, scene di vita quotidiana e numerosi e intensi autoritratti: oltre 100 opere – tra oli, disegni e sculture – saranno protagoniste di un percorso espositivo unico dove, attraverso la fortissima carica emotiva delle tele, sarà possibile conoscere la vita di un artista visionario e sfortunato ma che, da autodidatta, fu ed è tutt'oggi capace di parlare a tutti con immediatezza e genuinità.
Antonio Ligabue, con la sua vita così travagliata, escluso dal resto della sua gente, legato visceralmente al mondo naturale e animale e lontano dal giudizio altrui, riuscì a imprimere sulla tela il suo genio creativo; un uomo, talmente folle e unico, che con la sua asprezza espressionista riesce ancora oggi a penetrare nelle anime di chi ammira le sue opere.
Una storia umana e artistica straordinaria e unica, che negli anni ha appassionato migliaia di persone, tanto da essere diventato addirittura protagonista di film e sceneggiati televisivi, sin dagli anni '70.
Apprezzato e compreso da importanti critici e studiosi negli ultimi anni della sua esistenza, cadde poi nell'oblio dopo la sua scomparsa. Bollato semplicisticamente come un pittore naif – una definizione che finì per sminuirne il reale valore artistico, portando a non considerarlo adeguatamente – per lungo tempo, Ligabue rimase nell'ombra, una figura di nicchia conosciuta solo da pochi appassionati, ingiustamente trascurato dai grandi circuiti dell'arte. Solo negli ultimi decenni, grazie a un rinnovato interesse da parte di critici e istituzioni, si è compreso appieno il suo valore di artista autentico e originale, pur nella sua eccentricità. Un talento spesso frainteso, che celava una poetica unica e stratificata, in grado di restituire sulla tela tutta la sublime semplicità e drammaticità del mondo naturale.
Tuttavia, nel tentativo di rivalutarne l'opera artistica, spesso si è finito per trascurare l'aspetto umano e personale dell'uomo Ligabue. Eppure, per comprenderne appieno la grandezza, è fondamentale considerare entrambi questi aspetti, inscindibilmente legati.
Le sue tele, caratterizzate da uno stile unico e originalissimo nel rappresentare soprattutto soggetti animali con un realismo quasi sconcertante, furono accantonate e relegate nell'ambito del mero folklore popolare. Si perse così di vista la profondità della sua ricerca pittorica, la capacità di cogliere l'essenza più intima delle creature ritratte, trasmettendone con potenza l'istinto primordiale....leggi il resto dell'articolo»
La mostra a Palazzo Albergati di Bologna racconta l'uomo e l'artista valorizzandone sia l'eccezionale talento artistico quanto la sua ricca interiorità e la sua personalità fuori dal comune.
Seguendo una ripartizione cronologica, sono narrate le diverse tappe dell'opera dell'artista a partire dal primo periodo (1927-1939), quando i colori sono ancora molto tenui e diluiti, i temi sono legati alla vita agreste e le scene con animali feroci in atteggiamenti non eccessivamente aggressivi; pochissimi gli autoritratti.
Il secondo periodo (1939-1952) è segnato dalla scoperta della materia grassa e corposa e da una rifinitura analitica di tutta la rappresentazione.
Il terzo periodo (1952-1962) è la fase più prolifica in cui il segno diventa vigoroso e continuo, al punto da stagliare nettamente l'immagine rispetto al resto della scena. È densa in quest'ultimo periodo la produzione di autoritratti, diversificati a seconda degli stati d'animo.
Una straordinaria e unica storia umana e artistica, tanto da aver appassionato negli anni migliaia di persone, diventando addirittura protagonista di film e sceneggiati televisivi, sin dagli anni '70.
Infatti, accanto agli oltre 100 capolavori – molti dei quali inediti assoluti quali Lince nella foresta(1957-1958), venti disegni a matita su carta da disegno (1961-1962) e diverse opere di grande qualità non esposte da tantissimi anni come Circo all'aperto (1955-1956), Castelli svizzeri (1958-1959), Crocifissione (1955-1956) e un rarissimo pastello a cera, matita e china su carta Leopardo e antilope e indigeno (1953-1954) – a definire la figura di Ligabue anche uno stralcio del film "Volevo nascondermi" di Giorgio Diritti con la magistrale interpretazione di Elio Germano, uscito nel 2020 dopo il memorabile sceneggiato RAI di Salvatore Nocita del 1977 con Flavio Bucci.
Per la prima volta verranno anche esposti un album completo di disegni che Ligabue ha realizzato mentre soggiornava nell'ultimo periodo della sua vita alla locanda "La Croce Bianca" (gestita dalla famiglia della famosa "Cesarina", l'amore platonico della sua vita), perduto per anni e da poco ritrovato, e alcune delle fiere custodite al Museo Lazzaro Spallanzani dei Musei Civici di Reggio Emilia, le stesse che proprio Ligabue osservò per ore all'interno del Museo, accompagnato dall'amico Sergio Negri. Fiere che Ligabue non ebbe modo di vedere e conoscere di persona se non in queste sue visite, che studiò accuratamente per poi ritrarle nelle sue tele, oggi per la prima volta messi a confronto.
In mostra anche un album di figurine Liebig del 1954, di recente scoperta, che Ligabue fu solito consultare e da cui prese spunto per la rappresentazione di vari animali nei suoi lavori.
Col patrocinio del Comune di Bologna, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con Comune di Gualtieri e Fondazione Museo Antonio Ligabue, è curata da Francesco Negri e Francesca Villanti e racconta la vita e l'opera di un uomo che ha fatto della sua arte il riscatto della sua stessa esistenza.
La mostra vede come special partner Ricola e mobility partner Frecciarossa Treno Ufficiale.
Il catalogo è edito da Moebius ed è arricchito da due contributi originali: un saggio del regista Giorgio Diritti, che offre una prospettiva cinematografica, e un'analisi di Francesca Romana Morelli sul rapporto tra Ligabue e Renato Marino Mazzacurati. Due testi che propongono per la prima volta una lettura completa del duplice successo del pittore, come uomo e come artista.
Mostra: Antonio Ligabue. La grande mostra
Bologna - Palazzo Albergati
Apertura:21/09/2024
Conclusione:15/06/2025
Organizzazione:Arthemisia
Curatore:Francesco Negri e Francesca Villanti
Indirizzo:Via Saragozza, 28 - Bologna
Orario apertura
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00
(la biglietteria chiude un'ora prima)
Aperture straordinarie
Venerdì 1 novembre 10.00 – 20.00
Domenica 8 dicembre 10.00 – 20.00
Martedì 24 dicembre 10.00 – 17.00
Mercoledì 25 dicembre 16.00 – 20.00
Giovedì 26 dicembre 10.00 – 20.00
Martedì 31 dicembre 10.00 – 17.00
Mercoledì 1 gennaio 10.00 – 20.00
Lunedì 6 gennaio 10.00 – 20.00
La biglietteria chiude un'ora prima
Biglietti
Intero € 16,00
Ridotto € 14,00
Informazioni e prenotazioni
T +39 051 030141
Sito web per approfondire:https://www.palazzoalbergati.com/
Altre mostre a Bologna e provincia
Sofía Durrieu. Race Days (On a Pressure Sensitive Starting Blocks)
A Palazzo Vizzani, Bologna, Sofia Durrieu apre lo studio con Race Days, secondo appuntamento di Alchemilla Residency Program.
Roberto Cafarotti. Before Dawn
Al San Giovanni Boutique Hotel, Roberto Cafarotti presenta Before Dawn, figure sospese tra Manierismo Contemporaneo e attesa.
Michiel Wautiers. Quattro paesaggi con cani da caccia (1665-1670)
Al garage BENTIVOGLIO di Bologna, in mostra quattro arazzi di Michiel Wautiers del Seicento, trasformati in scenografia.
QUEEN The Last Tour | Le foto di Torleif Svensson dal Magic Tour del 1986
Al Museo della Musica di Bologna, le foto di Torleif Svensson raccontano l'ultimo tour dei Queen con Freddie Mercury nel 1986.
Louis Cane. Decostruire e reinterpretare la pittura
Dalla Galleria d'Arte Maggiore g.a.m. di Bologna: opere storiche di Louis Cane tra Supports/Surfaces e sculture in ceramica degli anni Novanta.
Luigi Ghirri e Gianni Celati. Verso la foce
81 fotografie di Luigi Ghirri sul set di Strada provinciale delle anime di Gianni Celati e tre film del cineasta nella Project Room del MAMbo: l'ultimo lavoro fotografico di Ghirri prima della scomparsa.
Marco Gualdoni. Under the Flemish Light
Marco Gualdoni alla Galleria Leòn di Bologna: figure umane e luce fiamminga in un progetto fotografico tra classicismo, armonia e mistero della condizione umana.
Contemporary Art from an Ancient Land. Young Palestinian Artists
Quattro giovani artiste palestinesi selezionate dal Visual Arts Forum di Ramallah espongono all'Accademia di Belle Arti di Bologna l'esito della loro residenza.
3X3 – Nine Works on Canvas
Tre opere per ciascuno alla LABS Contemporary Art di Bologna: Elvira Amor, Marco Emmanuele e Claudio Verna a confronto sul linguaggio della pittura.









itinerarinellarte.it è un sito che parla di arte in Italia coinvolgendo utenti, musei, gallerie, artisti e luoghi d'arte.