(…) Ho toccato così tante vite
che le ho dimenticate tutte.
Custodisco però intimi solchi
appena fuori dalla linfa:
Il segno della sgorbia
la ferita umida dell’ascia.
Le schegge del possibile
avranno per dimora il vuoto.
Ancora vita a restare.
Ancora restante vita.
Teresa Murgida
Blue Gallery presenta Restante, mostra personale di Antonio Tropiano, a cura di Alberto Dambruoso e Silvio Pasqualini, con testo poetico di Teresa Murgida.
Tra gli scultori che negli ultimi anni si sono maggiormente distinti in Italia, Antonio Tropiano occupa una posizione singolare. La sua ricerca nasce dall’incontro tra una rigorosa formazione umanistica e una pratica scultorea fondata sulla tradizione della lavorazione del legno, portata a un livello di estrema precisione tecnica e densità concettuale.
Come scrive il curatore Alberto Dambruoso, Tropiano ha impresso «un nuovo impulso alla scultura contemporanea attraverso una visione capace di coniugare con sapienza ed equilibrio pensiero e forma». Una ricerca nella quale la tradizione della scultura lignea raggiunge «gradi di elevatissimo rigore compositivo».
La mostra presenta a Venezia quattro opere realizzate negli ultimi anni: sculture che riescono a «esprimere concetti alti attraverso forme semplici», come un appendiabiti, una foglia di fico o un sacchetto di carta per il pane.
Il titolo Restante rimanda al frammento che sopravvive all’usura del tempo, ma anche a ciò che emerge dalla sottrazione. Per Tropiano la scultura è un «campo di possibilità infinite», nel quale persino gli scarti, le schegge di legno cadute a terra dopo i colpi di scalpello, diventano ciò che ha reso possibile la presenza di ciò che resta. Il vuoto è quindi parte integrante dell’opera. «Il vuoto per uno scultore è quel luogo delle cose in cui tutto esiste per compiere la libertà del suo gesto.»... leggi il resto dell'articolo»
Le quattro opere
Edenismi (2024): una gigantesca foglia di fico rinsecchita ricavata dal noce, riflette sulla difficoltà contemporanea di distinguere vero e falso nell’epoca dell’informazione globale e dell’intelligenza artificiale.
Appendihabitat (2019): nasce durante la pandemia e presenta un alveare appeso a un appendiabiti, metafora di una comunità che, terminata l’emergenza, torna a disgregarsi. «Si è smesso di cantare e di abbracciarsi, e il nostro senso di comunione ha fatto la fine di un impermeabile che, appena spiovuto è finito nell’appendiabiti.»
Metà Morfosi (2021): porta all’estremo la mutazione dell’uomo contemporaneo, immerso in una società tecnocratica e iperconnessa, attraverso la trasformazione grottesca della mano in un’enorme chela di granchio.
Cenoscopio (2025): un sacchetto di carta stropicciato al cui interno una lente invita lo spettatore a guardare nel vuoto - che «non è assenza, ma essenza del contenere».
«Oggi l’artista deve essere un intellettuale: deve entrare nei significati e fare della propria opera uno strumento capace di significare. Tropiano, in questo senso, è una rarith: filologo di arte medievale e rinascimentale, saggista nel campo della storia dell’arte e delle lettere umanistiche, porta la propria formazione direttamente nella materia. Scolpisce il linguaggio, il tempo e la memoria.»
Silvio Pasqualini
La mostra è dedicata alla memoria di Marco Schanzer, recentemente scomparso, amico fraterno di Silvio Pasqualini e per molti anni sostenitore della Blue Gallery.
Note biografiche
Antonio Tropiano nasce a Santa Caterina dello Ionio nel 1976. Vive e lavora tra Roma e la Calabria. Compie studi di filologia medievale e rinascimentale a Bologna e Firenze. Ha avviato un’accorta attività espositiva con mostre personali in diverse sedi italiane: Castello Estense di Ferrara, Spazio Mondadori a Venezia, Milano Art Gallery Pavilion a Venezia, Palazzo San Bernardino a Rossano (CS). Nel 2015 partecipa alla Pro Biennale di Venezia su invito di Vittorio Sgarbi.
Mostra: Antonio Tropiano. Restante
Venezia - Blue Gallery Venice
Apertura: 26/09/2026
Conclusione: 26/10/2026
Organizzazione: Blue Gallery Venice
Curatore: Alberto Dambruoso, Silvio Pasqualini
Indirizzo: Sestiere Dorsoduro, 3061 - 30123 Venezia (VE)
Inaugurazione: sabato 26 settembre 2026, ore 18:00
Orari: mart-sab 11:00-13:00 | 16:00-19:00
Ingresso: libero
Info: tel. 347 703 0568 | silviopasqualini08@gmail.com
Instagram: https://www.instagram.com/bluegalleryvenice/
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