Asteriti Bedeschi Bellomi Chiariello Tancredi

  • Quando:   07/10/2023 - 15/10/2023
  • evento concluso

Arte contemporaneaMostre a VeneziaXIX Giornata del Contemporaneo


Asteriti Bedeschi Bellomi Chiariello Tancredi

Mazzacana Gallery, in occasione della XIX Giornata del Contemporaneo di Amaci e in concomitanza con la Fiera dell'Arte di Verona, è lieta di collaborare con Spazio Bedeschi e di presentare la mostra collettiva degli artisti Vittorio Asteriti, Manuela Bedeschi, Tiziano Bellomi, Piero Chiariello, Meri Tancredi, a cura di Simone Azzoni.

Vittorio Asteriti (Crotone, 1984)
Vive e lavora a Roma. Diplomato presso l'Istituto professionale per la Grafica e la Pubblicità di Crotone, successivamente ha frequentato il Dipartimento Arti, Musica e Spettacolo dell'Università della Calabria. L'artista ha partecipato a diverse mostre collettive in Italia e all'estero, inoltre ha presentato una mostra personale al MACK (Museo d'Arte Contemporanea di Crotone) nel 2016. Dal 2019, cinquanta sue opere fanno parte della collezione privata del Four Seasons Hotel di Londra.

Manuela Bedeschi vive e lavora tra Verona e Bagnolo di Lonigo (Vicenza). Ha conseguito il diploma in Scultura e Pittura all'Accademia di Belle Arti "G.B. Cignaroli" di Verona. In seguito, ha frequentato il corso di Arte Concettuale all'Accademia Estiva di Salisburgo – con Roman Opalka e Gunter Ueker – e quello di Grafica Sperimentale presso il Centro Internazionale della Grafica di Venezia. Bedeschi da tempo predilige l'uso della luce e del neon e le installazioni site specific.

Tiziano Bellomi (Verona, 1960) vive e lavora a Verona. Ha conseguito il diploma al Liceo Artistico Statale di Verona, alla Scuola Internazionale di Grafica di Venezia e, in Discipline Pittoriche, all'Accademia di Belle Arti "G. B. Cignaroli" di Verona. Bellomi utilizza pittura, disegno, fotografia, video, incisione, scultura e installazioni per la sua ricerca artistica. Ha preso parte a esposizioni personali e collettive in musei e gallerie in Italia e all'estero.

Piero Chiariello nasce nel 1972 a Torre del Greco (NA) dove tuttora vive e lavora. Dopo aver studiato Architettura alla "Federico II", la sua ricerca artistica si è articolata tra pittura, fotografia, musica, video, scultura e installazioni. Ha esposto i suoi lavori in diverse occasioni nazionali e internazionali tra cui mostre al MAXXI e al MACRO di Roma, alla 54° Biennale di Venezia, al progetto internazionale di arte digitale SPAMM e a tre edizioni della Biennale delle arti digitali, in Brasile.... leggi il resto dell'articolo»

Meri Tancredi (L'Aquila, 1976)
Il suo linguaggio si sviluppa attraverso pittura, scultura, installazioni e video-audio installazioni. Nel 2023 è presente a Drawing as concept #3 presso il Centro per l'Arte Contemporanea Trebisonda; nel 2022 a Debacle- Play it Again, presso il Fourteen ArTellaro; nello stesso anno è invitata per il Sister City Light Festival Kulturnacht di Tübingen, realizzando una videoinstallazione nella Shedhalle Forum per le Arti Contemporanee, dove già era stata chiamata nel 2018 con un intervento site specific audio/video. Nel 2020 tra i vincitori della selezione Italiana del New Media Art and Censorship in the Information Era, del Miami New Media Festival.

Dal testo curatoriale di Simone Azzoni
Cinque cognomi, parole metonimiche. Parole prive di corpo, tutto e niente. Diverse realtà possibili convivono: il progetto, l'intenzione modulare, la forma inespressa del pensiero, il solo colore, il colore solo. Stephen Kaltenbach negava lo statuto dell'opera affermandone solo l'involucro. Art Work erano le sue indicazioni per disfarsi del contenuto all'apertura del contenitore. E poi Hanne Darboven che indicizzava tempo ed esperienze traducendoli in numeri, cifre, formule. E ancora On Kawara che trasformava i luoghi in segni comunicativi, cartoline di una narrazione temporale ossessiva. Ma la stagione del concettuale ci ha anche raccontato la tautologia della parola in Boetti e in Kosuth che illuminava le definizioni per farne sentenze tautologiche. Le strisce cromatiche di Daniel Buren ricavando il ritmo dal contesto, riportavano lo sguardo sull'ambiente in cui le opere stavano con geometrico rigore. La natura dell'immagine come archetipo di Zbigniew Rybczyński faceva eco all'atomismo iconografico di Chuck Close che scomponeva e ricomponeva come oggi Joan Foncuberta.
Vittorio Asteriti, Manuela Bedeschi, Tiziano Bellomi, Piero Chiariello e Meri Tancredi sembrano essere i pendoli di quell'esperienza che oscilla tra la nostalgia del dire e la sua impossibilità.
Le tracce dell'assenza di un Mel Bochner sono le vestigia materiali e virtuali di Meri Tancredi che metabolizza il tempo vissuto in un tempo dai residui performativi.
Non tutte le idee hanno bisogno di concretarsi fisicamente. Il discorso, il testo, sostituisce l'oggetto, l'opera. La parola luminosa e illuminata di Manuela Bedeschi è solo una variante formale delle possibilità che l'idea può assumere quando si fa retorica ed enunciato puro.
L'opera non può stare nella convenzione, entro un ingombro, una dimensione, una misura, un peso. Ne sente la sofferenza anche quando il colore di Tiziano Bellomi ci rimanda alla pittura come atto, gesto, materia. Le strisce di colore sono ritmo, massa, verticalità o orizzontalità, vibrano per gli accostamenti di Vittorio Asteriti che con l'apparente oggettività delle cromie, genera spazi comunicanti tra anima e mondo.
Solo le idee possono occupare uno spazio, generare valori formali, fisici della materia. L'opera si costruisce in assenza di certezza formale. Si pone prima della sua origine o nel suo disfacimento per eccessiva prossimità. I pixel di Piero Chiariello ricompongono l'unità perduta tra grafico e iconografico, riportandoci alla struttura geometrica a cui Jan Dibbets riportò il caos del morbido, del difforme naturale.
Così questa esperienza del "cognome" per non nominare le cose, mostra la vastità irriconducibile di ogni discorso sull'arte. L' immagine abituale è pellicola sottile, uno strato di pensiero che riveste la realtà. La bellezza è potenza in-espressa dell'idea. Un'idea si può visualizzare, ma solo in noi.

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Mostra: Asteriti Bedeschi Bellomi Chiariello Tancredi

Verona - Spazio Bedeschi

Apertura: 07/10/2023

Conclusione: 15/10/2023

Organizzazione: Mazzacana Gallery e Spazio Bedeschi

Curatore: Simone Azzoni

Indirizzo: via del Bersagliere 8/E - 37123 Verona

Inaugurazione: sabato 7 ottobre 2023 alle ore 17:00 presso Spazio Bedeschi

Orari: dalle ore 15:00 alle ore 19:00.

Informazioni: mazzacanagallery@gmail.com 

Sito web per approfondire: https://www.mazzacana.it/mostre/



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