Avanguardie al Femminile
Accardi - Apollonio - Dadamaino

  • Quando:  19/09/2024 - 15/11/2024
  • evento concluso

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Avanguardie al Femminile | Accardi - Apollonio - Dadamaino
Avanguardie al Femminile. Accardi - Apollonio - Dadamaino, Tornabuoni Arte Firenze, 2024

Tornabuoni Arte da giovedì 19 settembre 2024, nella sua sede di Firenze, propone "Avanguardie al Femminile", una mostra unica che riunisce tre delle più importanti protagoniste dell'arte italiana del dopoguerra: Carla Accardi (1924-2014), Marina Apollonio (1940) e Dadamaino (1934-2004). Con oltre 40 opere, che abbracciano la seconda metà del XX secolo, la galleria vuole rendere omaggio al fondamentale e personale contributo che ognuna di loro ha dato all'evoluzione dell'arte astratta.

Il percorso espositivo inizia al piano terra dove troviamo i lavori di Carla Accardi, di cui per altro quest'anno si celebra il centenario della nascita, e Dadamaino. Si apre con Assedio Rosso n.3 (1956) dell'Accardi, una tela di oltre un metro e mezzo di lunghezza, in cui è racchiuso tutto il suo linguaggio fatto di segni, simboli e colore, esposta anche al Palazzo delle Esposizioni a Roma per la retrospettiva a lei dedicata proprio per il centenario. Realizzato pochi anni dopo lo scioglimento di Forma 1 - un movimento artistico da lei fondato a Roma nel 1947 insieme, tra gli altri, a Giulio Turcato, Pietro Consagra, Piero Dorazio e Achille Perilli - il dipinto richiama alcuni degli ideali del gruppo che enfatizzava l'importanza dell'astrazione e rifiutava ogni forma di realismo e rappresentazione figurativa. A testimoniare la sua ricerca del periodo successivo, è presente anche un monumentale quadro del 1967, lungo quasi quattro metri, su sicofoil, un materiale plastico trasparente, che sostituisce il tradizionale supporto della tela e caratterizza il quadro stesso come un diaframma luminoso, un esempio iconico di una delle serie più note dell'Accardi. È dedicato alla critica d'arte Carla Lonzi, alla quale la pittrice fu legata da uno straordinario sodalizio durato circa un decennio, e con cui fondò Rivolta Femminile, all'inizio degli anni Settanta, uno dei primi movimenti femministi in Italia. Con Assedio Rosso n.3 è stato esposto alla LIX Biennale di Venezia del 2022, dove tutte e tre le nostre artiste sono state scelte, tra le altre, dalla curatrice Cecilia Alemani con dei lavori storici (alcuni prestati dalla Tornabuoni Arte) a indicare la significativa e fondamentale eredità che hanno lasciato.

Dell'Accardi, qui in mostra, troviamo anche Arancio verde del 1972-76, dove c'è un ritorno ad una pittura più tradizionale, una pittura su stoffa, di grandi dimensioni, di forte impatto cromatico. Sempre su tela sono le opere che dagli anni Ottanta arrivano al Duemila, scelte per questa occasione, dove la sua sperimentazione è sempre più indirizzata verso il colore, fatta eccezione per Bianco nero, del 2004, memoria di un'astrazione ridotta nei segni e nella tavolozza più vicino all'Informale degli anni '50.

Dadamaino, pseudonimo di Edoarda Emilia Maino, più giovane di un decennio, mentre l'Accardi operava a Roma tra la fine degli anni Cinquanta e gli inizi dei Sessanta, si trovava, invece, a Milano. Autodidatta, affascinata dalla pittura, casualmente, scopre in una vetrina un quadro di Fontana, e, influenzata dalla corrente dello Spazialismo, elabora una sua personale versione delle opere con i buchi dell'artista che intitola Volumi, di cui vediamo alcuni esempi qui esposti. Grandi ovali ritagliati nella tela monocroma, che ne rivelano il bianco retrostante: il buco diventa il negativo, il vuoto, e la tela è percepita non più come superficie ma come spazio tridimensionale. Sono anche gli anni in cui Dadamaino frequenta il bar Giamaica a Milano, dove, nel 1957, conosce Piero Manzoni, con cui nasce una profonda amicizia. Manzoni la invita ad esporre i suoi Volumi nella galleria Azimut, spazio autogestito dal gruppo di cui faceva parte insieme a Agostino Bonalumi ed Enrico Castellani. Agli inizi degli anni Sessanta, in questa sua veloce parabola creativa, l'artista intraprende la sperimentazione optical, una nuova percezione, un nuovo modo di vedere, che coinvolge anche la partecipazione dello spettatore. Il delicato Oggetto ottico-dinamico (1963-65), precedentemente esposto al Centre Pompidou a Parigi e successivamente al Guggenheim di Bilbao, è la chiara dimostrazione della sua capacità di spingersi nella ricerca e testimonia anche la sua partecipazione al movimento internazionale "Nove Tendencija" di Zagabria, una delle maggiori espressioni dell'arte cinetica, alla quale prese parte anche Marina Apollonio, più o meno negli stessi anni.

Dadamaino, come Carla Accardi, abbandona la tela come supporto in favore delle potenzialità della plastica, lasciando solo i segni, il movimento, il gesto. In mostra anche le delicate Passo dopo passo, 1988, e Sein und Zeit, 1999, dove interviene minuziosamente su fogli trasparenti di poliestere con numerosi trattini di inchiostro di china, per lo più nero. Trattini che si susseguono a distanze regolari, cambiando inclinazione, secondo concentrazioni e diramazioni, creando un movimento dinamico delle superfici, quasi fossero delle maree. Nella serie raffinatissima degli Interludi, di cui abbiamo tre esempi del 1981, realizzati sempre con la stessa tecnica a mano libera, leggera, ma definita da rigore e metodo, il poliestere viene sostituito dalla carta.

A Marina Apollonio è riservato il primo piano della galleria. L'artista è di sicuro una delle rappresentanti più significative del movimento ottico-cinetico internazionale. Già nei primi anni Sessanta, hanno inizio le sue ricerche sulla percezione visiva, sulla creazione di stimoli percettivi attraverso una combinazione di forme pure. Con gli esponenti dell'Arte Optical condivide una visione di un'arte depersonalizzata in opposizione al concetto di astrazione espressiva. Nei lavori della serie Dinamica Circolare, qui esposti, Apollonio ha ideato dei congegni meccanici che mettono in movimento le sue sinuose spirali bicolori, inserendo una dimensione cinetica al dinamismo ottico delle sue opere. Si aggiunge a questa serie Blu su rosso fluorescenti 6A, 1966-68, che si distingue dalle altre per l'uso del colore, fluorescente appunto, su masonite. Marina Apollonio è un artista meticolosa, rigorosa che ha sempre continuato nella sua ricerca visiva - dalla pittura alla scultura e al disegno, dalle opere statiche a quelle in movimento - a inventare, a sperimentare nuovi materiali, abbracciando le innovazioni tecnologiche del suo tempo, pur mantenendo una programmazione geometrica, matematica, non lasciando mai niente al caso....leggi il resto dell'articolo»

Avanguardie al Femminile è un tributo a tre artiste come Carla Accardi, Marina Apollonio e Dadamaino, convinte dell'importanza dell'arte e dell'impegno politico e sociale, che hanno partecipato ai diversi movimenti della seconda metà del XX secolo e che, attraverso le loro ricerche, hanno lasciato un segno duraturo nella storia dell'arte. La mostra rimarrà aperta fino al 15 novembre 2024.

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Mostra: Avanguardie al Femminile
Accardi - Apollonio - Dadamaino

Firenze - Tornabuoni Arte

Apertura:19/09/2024

Conclusione:15/11/2024

Organizzazione:Tornabuoni Arte

Indirizzo:Lungarno Benvenuto Cellini, 3 - Firenze (FI)

Orari apertura mostra: dal lunedì al venerdì, 9.00-13.00 / 15.00-19.00; ingresso libero

Per info: Tel. +39 055 6812697 | info@tornabuoniarte.it 


Inaugurazione: giovedì 19 settembre 2024, ore 17.00



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