B.L.I.S.S. - Edoardo Caimi

  • Quando:   dal  08/06/2019  al  03/08/2019

Arte contemporanea‎

B.L.I.S.S. - Edoardo Caimi

T293 presenta per la prima volta il lavoro di Edoardo Caimi, il quale focalizza la sua pratica sul contrasto tra moderno e primitivo, tecnologico e tribale, società consumista e natura, creando un immaginario basato sul cortocircuito tra questi due mondi.

Opening: 7 giugno, ore 19

Immagine: T293, Edoardo Caimi - Nuovo Fuoco 2017. Courtesy the artist & T293, Rome.

La mostra espone alcune installazioni formate da pneumatici contrassegnati da tag colorati. Queste isole di oggetti trovati e recuperati assumono le vesti di una barricata.
Lo spazio della galleria si trasforma in un habitat sicuro in cui gli elementi vengono trasformati in nuovi “graffiti”, tracce del passaggio di una presenza umana. Queste sculture vengono sottoposte a un processo di deterritorializzazione e di riterritorializzazione, trasformandosi in “monumenti dell'altrove”, i quali portano con sé le caratteristiche del luogo e il suo cambiamento legato al tempo e al clima.

Caimi inizia la sua ricerca esplorando la natura che lo circonda - la quale diviene il mezzo attraverso cui confrontarsi con la vita - facendo tesoro di quegli oggetti trovati e raccolti durante le esplorazioni. Questo aspetto è tuttora centrale nella sua pratica. Contemporaneamente alla scoperta dei graffiti, l'ambiente naturale lascia gradualmente spazio agli edifici industriali abbandonati, come vecchie fabbriche o casolari di campagna. L’approccio ai graffiti supera però le regole classiche: i primi tag si trasformano in forme astratte, evidenziando le macchie sui muri lasciate dal tentativo di cancellare altri segni precedenti. In seguito, questi outline vengono trasferiti su oggetti trovati in loco, così da virare l'attenzione sull’elemento stesso. Nell'era post-moderna l'iconografia della rovina porta con sé i segni del suo passato, definendo una stratificazione del tempo e facendosi espressione della tensione tra natura e struttura.

Abbracciando le teorie 'survivaliste', Caimi trasforma l’ambiente in cui opera in un eventuale rifugio per scenari distopici e post-apocalittici, mentre gli elementi del luogo, aggregati tra loro, si tramutano in barriere estemporanee e ripari da possibili pericoli futuri.

T293 will exhibit for the first time works by Edoardo Caimi, introducing his practice focused on the contrast between the modern and the primitive, the technological and the tribal, the consumerist society and nature, that creates an imaginary based on the short circuit between these two worlds.
The exhibition presents some installations consisting of tires which are marked with colored tags. These islands of found objects take the form of a barricade.

The gallery space turns into a safe habitat where the elements are transformed into new "graffiti", traces of the passage of a human presence. These sculptures undergo a process of deterritorialization and reterritorialization, they become “monuments of the elsewhere”, and they bring along with them the characteristics of the place and its variation along with time and climate.

Caimi started his research when he was young. Exploring the nature around him became the mean through which he was confronting with life. He treasured the found objects by collecting them, and this aspect never left his practice. Simultaneously with the discovery of graffiti, the natural environment he was used to explore gradually left space to industrial spaces such as abandoned factories, or abandoned farmhouse in the countryside. His approach has always gone beyond the classic rules: at the beginning he was used to highlight stains on walls left by the attempt to erase other previous graffiti. By doing this his tags turned into abstract shapes. Later on, these outlines were transferred to found objects found in the place, so that the attention towards them became much more significant. The iconography of ruin, in the postmodern era, brings with it the signs of its past, by defining a stratification of time. It is an expression of the tensions between nature and structure.

Embracing the ‘survivalist’ theories, the buildings thus become a refuge from dystopian and post-apocalyptic scenarios, while the elements of the place are composed together to become barricades, improvised walls, and a shelter from these possible dangers.

Organizzazione: T293

Luogo: T293 - Roma

Indirizzo: Via Ripense 6 - Roma


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