La prima volta che si entra in contatto con le opere di Barbara Bonfilio la sensazione è quella di entrare in punta di piedi in un universo raffinato e allo stesso tempo accattivante, in cui le forme affiorano con delicatezza ed eleganza da un fondo indistinto, come ricordi che emergono da memorie lontane, e quasi senza accorgersene, ci si scopre ammaliati da una dimensione intima e profonda, da una visione che è sì quella dell'artista, ma finisce per appartenerci, dove riconosciamo un mondo fatto di segni, colori e corpi che ci invitano senza remore a riflettere sulla complessità dell'esistenza e dell'interiorità umana e sul nostro rapporto con la natura.
Barbara Bonfilio cresce nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, dove protagonista è la natura: boschi, montagne, il mare all'orizzonte, una ricca biodiversità composta da animali, fiori e piante che hanno nutrito la sua immaginazione e la sua memoria e poi hanno plasmato e affinato la sua sensibilità artistica. In questo terreno fertile, il disegno e la pittura diventano una forma di espressione e comunicazione, una parte intrinseca del suo essere, un modo di esistere e di percepire la realtà, il linguaggio attraverso cui impara a conoscere sé stessa, una pratica necessaria, un organismo vivo che respira, cresce e muta.
La ricerca artistica, nel corso degli anni, si arricchisce di ispirazioni intellettuali, un variegato paradigma emotivo che spazia dalla musica alla letteratura, passando per la psicologia e la filosofia, e che è una costante del lavoro di approfondimento sulla complessità dell'inconscio e del suo connettersi con il mondo esterno, sull'identità e sull'animo umano.
Nelle opere in mostra, tra tele e disegni possiamo individuare la connessione indissolubile tra l'essere umano e il suo ambiente, sia fisico che emotivo che si manifesta in tutta la sua forza attraverso la rappresentazione del corpo e della natura come riflesso dell'anima. La pelle, con le sue imperfezioni, diventa una metafora visiva delle esperienze vissute, una sorta di mappa che racconta storie ed emozioni, una porta tra interno ed esterno, tra visibile e invisibile.
Il corpo non è mai solo corpo: è paesaggio personale, territorio psichico, luogo di metamorfosi. E poi c'è la natura, con la sua forza e fragilità, un luogo dove possiamo trovare guarigione e trasformazione, come l'idea del giardino - metafora della vita di Hillman, che ha ispirato l'artista, e che necessita di cure e attenzioni costanti, una panacea per la psiche individuale, ma che può contribuire e condurre al benessere collettivo della società. Il giardino non solo come locus amoenus di bellezza, ma un ecosistema complesso dove ogni elemento ha un ruolo e un contributo specifico. E l'arte per Barbara Bonfilio ha proprio questa finalità: trovare un modo per dare un senso al mondo, per trovare un posto al quale appartenere, per condividere la propria umanità con gli altri.
La pittura, in particolare, porta con sé il fascino dell'immediatezza, la possibilità di tradurre, anche d'impeto, le immagini che le parole, a volte, non riescono ad esprimere, di creare mondi paralleli, di giocare con la realtà e con l'immaginazione, di evocare atmosfere sospese tra il sogno e la veglia. Il contatto fisico con i colori, la matericità della pennellata sulla tela è un'esperienza tattile e visiva che coinvolge completamente l'artista. La tela è un invito a esplorare, a sperimentare, a creare altri mondi, un dialogo intimo tra noi e il mondo.... leggi il resto dell'articolo»
Barbara Bonfilio dà vita alle sue opere, inizialmente, con gesti rapidi e decisi, affidandosi all'istinto, non preoccupandosi troppo dei dettagli o della precisione. Man mano l'opera si trasforma. Il risultato finale è un'espressione autentica della sua persona. Questo atto creativo ci riporta al titolo della mostra, a quell'equinozio dell'anima che avviene, in occasione dell'opening del 21 marzo in galleria, nel momento in cui luce e ombra si equivalgono, una terra di mezzo che per l'artista diventa metafora della psiche.
Un viaggio in uno spazio di transizione dove la luce non annulla l'ombra, ma la accoglie e la trasforma; un territorio in cui la rinascita non si manifesta come un trionfo, ma come un ascolto profondo. Per usare le parole dell'artista "L'equinozio diventa così...un principio ordinatore: un invito a sostare nel momento in cui tutto è possibile, in cui la trasformazione non è ancora compiuta ma già̀ in atto...a chi guarda a sostare con me...a percepire la delicatezza del cambiamento, a riconoscere la bellezza che nasce dall'incontro tra vulnerabilità e forza. È un invito a rinascere, a lasciarsi toccare da una luce nuova, a ritrovare un ritmo più profondo e autentico".
Ed è proprio quello che succede, siamo chiamati da ogni segno, da ogni pennellata, che racconta una storia unica e universale al tempo stesso, che ci mette in connessione gli uni con gli altri e con ciò che è intorno a noi. Attraverso la pittura, Barbara Bonfilio cerca di dare voce a storie silenziose, che sono anche le nostre. Ci accompagna come una guida attraverso la sua poetica che non è solo una rappresentazione estetica, ma un viaggio emozionale e intellettuale che sfida chi osserva a guardare oltre le apparenze, alla ricerca dell'essenza più profonda delle cose.
Mostra: Barbara Bonfilio. Equinozio dell'anima
Roma - Galleria Emmeotto Arte
Apertura: 21/03/2026
Conclusione: 31/05/2026
Organizzazione: Emmeotto Arte con Ellebi Galleria d’arte
Curatore: Valentina Luzi
Indirizzo: Via di San Pantaleo 66 - 00186 Roma
Inaugurazione: Sabato 21 marzo 2026 ore 17.00-20.00
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