Giunta alla sua quinta edizione, la Biennale Internazionale Donna consolida il proprio percorso come piattaforma culturale capace di interrogare criticamente il presente e i suoi dispositivi di nominazione, rappresentazione e potere. Con la co-organizzazione del Comune di Trieste e il patrocinio di Io Sono FVG, la Biennale si struttura come uno spazio di confronto attento alle urgenze del tempo storico. A cura di Riccardo Rizzetto.
In un'epoca che chiede incessantemente di essere nominata, la Biennale assume la parola donna non come identità naturale o categoria descrittiva, ma come campo critico; una superficie sensibile su cui si inscrivono proiezioni culturali, aspettative politiche, economie del desiderio e forme di esclusione. Lontana da ogni definizione essenzialista o binaria, la Biennale osserva come questa parola ritorna, su quali corpi insiste e quali possibilità apre o chiude.
La Boemia sta sul mare - Esercitare discontinuità, immaginare altrimenti
In un presente segnato dall'incertezza, il rapporto con il tempo appare profondamente instabile: il futuro è percepito come una promessa mancata, mentre il passato ritorna come spazio di rifugio e proiezione nostalgica. La quinta edizione della Biennale Internazionale Donna si colloca criticamente all'interno di questa impasse, interrogando la nostalgia non come desiderio di ritorno, ma come gesto da contro-appropriare: uno sguardo rivolto al passato capace di restituire visibilità a ciò che è stato marginalizzato, interrotto o escluso dalle narrazioni dominanti.
È da questa soglia che prende forma il titolo dell'edizione, La Boemia sta sul mare, inteso non come utopia risolutiva, ma come figura critica e instabile. Richiamando una tradizione letteraria che attraversa Shakespeare, Fühmann e Ingeborg Bachmann, la Boemia emerge come un altrove fragile e immaginabile, capace di incrinare ciò che nel presente appare inevitabile e di riattivare l'idea stessa di alternativa.
Attraverso pratiche artistiche che lavorano su archivi mancanti, genealogie spezzate e possibilità incompiute, la Biennale diventa uno spazio in cui la memoria si traduce in azione e il presente si apre come campo di tensioni operative. Lontana da promesse di progresso lineare, la Biennale propone politiche del presente fondate sulla cura, sulla vulnerabilità e sulla capacità di sostare nell'incertezza.
Le artiste invitate: Francesca Centonze, Luisa Elia, Arianna Giorgi, Silvia Giordani, Francesca Pionati, Marta Ravasi, Laura Russell, Vittoria Serena (Claudia Zaggia), Andrea Solaja, Sarah Staton, Vivianne van Singer, Sarah Kate Wilson, Alba Zari.... leggi il resto dell'articolo»
Le artiste selezionate attraverso bando pubblico: Gaia Adducchio, Karina Akopyan, Aliteia (Alice Babolin), Anastasiia Artiukhina, Beatrice Bartolozzi, Franca Bertani, Letizia Carattini, Chiara Anna Colombo, Marina Comerio, Tiziana Contu, Martina Dalla Stella, Marie-José D'Aprile, Marija Delić, Donatella Donatelli, Elisabetta Eleutieri Serpieri, Fabiola Faidiga, Marica Fasoli, Kikki Ghezzi, Monica Gorini, Valentina Grilli, Barbara Grossato, Jane Kerry Lowery, Paulina Jazvić, Sofia MacGregor Oettler, Micol Magni, Eliana Marinari, Pamela Martinez Rod, Maria Cristina Marzola, Viviana Rasulo, Giorgia Razzetta, Ann Russell, Claudia Villani, Ana Vivoda.
All'interno dell'esposizione prende forma A Library for the Time Being, una biblioteca effimera concepita come organismo vivo e commons contemporaneo. Attiva esclusivamente per la durata della Biennale, è uno spazio temporaneo di circolazione del sapere che esiste attraverso l'uso, l'incontro e lo scambio.
La Biennale Internazionale Donna presenta il catalogo La Boemia sta sul mare. Esercitare discontinuità, immaginare altrimenti, a cura di Riccardo Rizzetto, con cura editoriale di Antonella Trotta.
Mostra: Biennale Internazionale Donna V
La Boemia sta sul mare
Trieste - Magazzino 26 - Porto Vecchio
Apertura: 28/03/2026
Conclusione: 03/05/2026
Organizzazione: Biennale Internazionale Donna
Curatore: Riccardo Rizzetto
Indirizzo: Magazzino 26, Porto Vecchio - 34123 Trieste (TS)
Opening: 27 marzo 2026
Direzione artistica: Šeherzada Ahmetović, Francesca Carmellino, Antonella Trotta
Biblioteca effimera: A Library for the Time Being, ideata da Riccardo Rizzetto
Sito web per approfondire: http://www.bidartbiennale.com
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