Giovedì 23 aprile 2026 alle ore 18.30 inaugura presso la Galleria La Nica di Roma la mostra collettiva «Bloom – is Result», che vedrà esposte diverse opere il cui soggetto principale saranno i fiori.
Gli artisti in mostra saranno Orazio Amato, Remo Brindisi, Anselmo Bucci, Corrado Cagli, Giorgio Celiberti, Bruno Croatto, Francesco De Rocchi, Angelo Del Bon, Gianni Dova, Romano Gazzera, Vittoria Lippi, Mario Mafai, Bruno Marzi, Giovanni Omiccioli, Adriana Pincherle, Antonietta Raphaël, Mimmo Rotella e Giovanni Stradone.
La selezione riunirà artisti appartenenti a generazioni e linguaggi differenti, attivi tra la prima metà del Novecento e la contemporaneità, offrendo una lettura articolata del tema scelto attraverso poetiche che spaziano dal realismo alla sperimentazione astratta materica e segnica.
Da sempre uno dei generi cardine della storia dell'arte, la natura morta ha rappresentato per secoli lo sguardo dell'uomo sul mondo. In inglese è definita still life, «vita silente» – come direbbe Giorgio De Chirico, una forma d'arte che celebra l'immobilità fissando il presente e rendendolo eterno e che si concentra soprattutto su volume, forma e plasticità. I soggetti rappresentati sono un elogio alla vita ed alla natura, ma sono anche una potente metafora di quel legame profondo che esiste tra ciò che è rappresentazione formale e ciò che si cela dietro alla superficie, l'animus dell'artista.
È precisamente a quest'ultimo aspetto che si riallaccia il titolo scelto per la mostra, «Bloom – is Result».
Tratte dall'incipit di una poesia di Emily Dickinson (1865), in queste poche parole emerge una riflessione profonda su ciò che spesso sfugge ad uno sguardo distratto: il fiore, protagonista allegorico del componimento quanto delle opere in mostra, prima di giungere al proprio compimento attraversa un processo complesso e fragile, deve resistere, adattarsi, sopravvivere, e solo così può raggiungere il momento culminante della propria esistenza, la fioritura. Questa immagine si eleva sia a metafora dell'arte e sia, più in generale, della stessa condizione umana; una riflessione che attraversa da sempre la lunga ed imperitura tradizione della natura morta, rispecchiandosi altresì in tutte le opere in mostra.... leggi il resto dell'articolo»
Non limitandosi, dunque, a rappresentare il solo dato visibile, le opere esposte invitano lo spettatore a soffermarsi su ciò che silenziosamente si compie oltre la mera superficie pittorica. Il fiore, colto nel suo apparire, diventa così essenza, si rivela come traccia di un processo invisibile e che restituisce allo sguardo la complessità del divenire, suggerendo come ogni forma compiuta sia, in realtà, il risultato di un equilibrio precario e profondamente vitale.
Gli artisti
Orazio Amato (Anticoli Corrado, 1884 – Roma, 1952) è un artista la cui ricerca pittorica si sviluppa attorno al valore espressivo della materia e del segno. Le sue opere, spesso attraversate da suggestioni naturali, indagano una dimensione lirica e introspettiva in cui il dato naturale viene trasfigurato in chiave poetica.
Remo Brindisi (Roma, 1918 – Lido di Spina, 1996) è stato uno dei protagonisti dell'arte italiana del secondo Novecento. La sua pittura, intensa e gestuale, pur legata a tematiche civili, trova nella natura morta e nel dato oggettuale un campo di tensione emotiva, dove la materia si carica di significati esistenziali.
Anselmo Bucci (Fossombrone, 1887 – Monza, 1955) tra i fondatori del gruppo Novecento Italiano, ha elaborato una pittura solida e costruita, capace di coniugare tradizione e modernità. Nelle sue nature morte emerge una ricerca di equilibrio formale che dialoga con il tema della composizione e della permanenza.
Corrado Cagli (Ancona, 1910 – Roma, 1976) figura centrale dell'arte italiana del XX secolo, ha attraversato molteplici linguaggi, dalla figurazione all'astrazione, mantenendo sempre una forte inclinazione sperimentale ed intellettuale. Anche nei suoi soggetti naturali si coglie una tensione dinamica che rimanda al divenire e alla trasformazione.
Giorgio Celiberti (Udine, 1929) artista ancora attivo, è noto per un linguaggio poetico e simbolico in cui il segno si fa traccia e memoria. La sua ricerca si sviluppa tra pittura, grafica ed installazione, con una particolare attenzione ai temi della storia e dell'infanzia. Le sue opere, spesso allusive al mondo naturale, evocano una dimensione fragile e sospesa.
Bruno Croatto (Trieste, 1875 – Roma, 1948) è stato un pittore legato alla tradizione figurativa. La sua attenzione alla luce e alla resa naturalistica dei soggetti si riflette in una visione della natura come presenza viva e silenziosa, in dialogo con la tradizione della natura morta.
Francesco De Rocchi (Saronno, 1902 – Milano, 1978), vicino agli ambienti del Novecento Italiano, ha sviluppato una pittura caratterizzata da solidità strutturale e chiarezza formale. Nelle sue composizioni emerge una tensione verso l'essenzialità come ricerca di equilibrio tra costruzione e sintesi espressiva, che ben si accorda con la riflessione sulla forma compiuta.
Angelo Del Bon (Milano, 1898 – Desio, 1952) esponente del Novecento Italiano, si distingue per una pittura sobria ed essenziale. La sua ricerca, orientata alla sintesi volumetrica, restituisce una visione misurata della realtà, dove anche gli elementi naturali diventano esercizio di equilibrio e costruzione.
Gianni Dova (Roma, 1925 – Pisa, 1991) inizialmente legato al Movimento Spaziale, ha poi sviluppato un linguaggio informale ricco di elementi fantastici. Le sue forme organiche e dinamiche evocano processi vitali e trasformativi, richiamando simbolicamente il ciclo della natura.
Romano Gazzera (Cirié, 1906 – Torino, 1988) ha sviluppato una pittura figurativa di tono lirico, attenta alla dimensione intima del paesaggio e della natura morta. Nei suoi lavori la rappresentazione del reale si carica di una sensibilità poetica che dialoga con il tema della contemplazione silenziosa.
Vittoria Lippi (Perugia, 1918 – Cesena, 1996) è un'artista la cui pratica indaga il rapporto tra forma, colore e percezione. Le sue opere, spesso ispirate ad elementi naturali, riflettono sui processi di trasformazione e sull'instabilità della forma, in sintonia con il concetto di divenire.
Mario Mafai (Roma, 1902 – Roma, 1965) tra i fondatori della Scuola Romana, è noto per una pittura intensamente emotiva e vibrante. Le sue celebri nature morte restituiscono una visione intima e transitoria della realtà, dove gli oggetti ed i fiori diventano metafora del tempo e della precarietà.
Bruno Marzi (Siena, 1922 – Siena, 2013) ha sviluppato una ricerca coerente tra figurazione ed astrazione. La sua attenzione alla materia ed alla struttura compositiva si traduce in immagini sospese, in cui la forma naturale si dissolve in una dimensione più evocativa.
Giovanni Omiccioli (Roma, 1901 – Roma, 1975), esponente della Scuola Romana, ha elaborato una pittura lirica e narrativa. Anche nelle sue nature morte e scene quotidiane emerge una sensibilità attenta al valore umano e poetico degli oggetti.
Adriana Pincherle (Roma, 1905 – Firenze, 1996) è stata una pittrice riservata ma significativa del Novecento italiano. La sua opera, di impronta figurativa, si distingue per un tono intimo e raccolto, in cui la rappresentazione della natura assume una dimensione meditativa.
Antonietta Raphaël (Lituania, 1895 – Roma, 1975), tra i fondatori della Scuola Romana, ha affiancato alla pittura una rilevante attività scultorea. La sua produzione, intensa ed espressiva, restituisce una visione vitale e profonda della realtà, in cui anche il dato naturale si carica di energia interiore.
Mimmo Rotella (Catanzaro, 1918 – Milano, 2006) è stato uno dei protagonisti del Nouveau Réalisme. Celebre per i «décollage», opere ottenute strappando manifesti pubblicitari dai muri urbani, negli anni '60 realizzò anche gli «Artypo», lavori sperimentali basati su segni tipografici e stampa. La sua ricerca ha trasformato materiali effimeri in arte, riflettendo la cultura di massa, influenzando profondamente l'arte contemporanea.
Giovanni Stradone (Nola, 1911 – Roma, 1981) ha sviluppato una pittura intensa e drammatica. Nelle sue opere la materia pittorica si fa veicolo di tensione emotiva, trasformando anche i soggetti più semplici in immagini cariche di significato.
Mostra: Bloom is Result
Roma - Galleria La Nica
Apertura: 23/04/2026
Conclusione: 27/06/2026
Organizzazione: Galleria La Nica
Indirizzo: Via dei Banchi Nuovi 22 - 00186 Roma (RM)
Opening: giovedì 23 aprile 2026, ore 18.30
Orari: martedì–sabato 11.30–19.00
Sito web per approfondire: http://www.gallerialanica.it
Facebook: GalleriaLaNica
Instagram: gallerialanica
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