Sabato 26 settembre 2026 alle ore 18, presso la Galleria di SpazioAref di Brescia, si inaugura la mostra Bruno Scaglia (1921–1996). L’immagine naturalistica come tessere di un mosaico cromatico, a cura di Marco Camisani e Gianito Pellarini. La mostra è stata realizzata a distanza di trent’anni dalla scomparsa dell’artista. Saranno esposti una trentina di dipinti realizzati dal 1948 all’inizio degli anni ’90, che permetteranno di rivedere riuniti i principali lavori del pittore, solitamente conservati presso collezioni private.
Bruno Scaglia rappresenta un caso singolare nel panorama artistico bresciano del secondo dopoguerra. Nonostante l’apprezzamento ottenuto da importanti critici e i riconoscimenti ricevuti fin dagli esordi, la sua opera è rimasta poco conosciuta al grande pubblico. La sua pittura astratta, distante dai linguaggi figurativi allora predominanti, testimonia una ricerca originale e indipendente. Attivo principalmente tra Brescia e Pontevico, Scaglia conserva una posizione autonoma rispetto al contesto artistico locale. Dalla fine degli anni Cinquanta una serie di mostre personali lo pone all’attenzione della critica come una delle voci più originali del panorama cittadino.
La ricerca di Bruno Scaglia si sviluppa attraverso tecniche diverse, in particolar modo oli su tela e pastelli, sempre caratterizzati da una forte sensibilità cromatica. Dopo gli esordi influenzati dal Futurismo, dal Cubismo e da Renato Birolli, l’artista approda progressivamente a un linguaggio astratto autonomo e personale. Negli ultimi anni la sua pittura si apre a soluzioni più gestuali e informali, mantenendo costante l’equilibrio tra libertà espressiva e rigoroso controllo formale.
La vicenda di Bruno Scaglia offre l’occasione per riflettere sul destino di molti artisti del Novecento che, nonostante l’originalità e il valore della loro ricerca, rischiano di essere progressivamente dimenticati. Questa mostra nasce dal desiderio di restituire a Bruno Scaglia il ruolo che gli compete nella storia dell’arte bresciana del Novecento, contribuendo a riportarne l’opera e la figura all’interno della memoria collettiva.
Ad accompagnare la mostra è stato realizzato un volume monografico dedicato a Bruno Scaglia, curato da Marco Camisani, Roberto Ferrari e Gianito Pellarini, contenente una testimonianza, un contributo critico, una ricostruzione biografica e bibliografica dell’artista, il censimento delle sue principali esposizioni e la riproduzione a colori di numerose opere.
Note biografiche
Bruno Scaglia (Pontevico 1921 – Manerbio 1996) è tra i principali interpreti dell’astrazione nel panorama artistico bresciano del secondo Novecento. Dopo l’esperienza della Seconda guerra mondiale e della campagna di Russia, vive lunghi periodi di ricovero nei sanatori di Borno, dopo i quali si dedica interamente alla pittura, sviluppando un linguaggio personale fortemente legato alla memoria del paesaggio e alla forza espressiva del colore. È premiato al Premio Modigliani di Livorno nel 1957 da una giuria che tra i suoi componenti annoverava il prof. Mario Longhi, lo scultore Agenore Fabbri e Renato Guttuso. Espone in numerose mostre personali e collettive, mantenendo per tutta la vita un intenso rapporto con l’Associazione Artisti Bresciani. Autore molto prolifico, in vita ha dipinto migliaia di quadri ad olio e pastelli.
Mostra: Bruno Scaglia (1921–1996). L'immagine naturalistica come tessere di un mosaico cromatico
Brescia - SpazioAref – Fondazione Aref ETS
Apertura: 26/09/2026
Conclusione: 29/11/2026
Organizzazione: Fondazione Aref ETS
Curatore: Marco Camisani, Gianito Pellarini
Indirizzo: Piazza della Loggia, 11/F - 25122 Brescia (BS)
Inaugurazione: sabato 26 settembre 2026, ore 18:00
Orari: giovedì–domenica 16:00–19:30
Ingresso: libero
Visite guidate: disponibili su prenotazione
Info: tel. 030 3752369 | 333 3499545 | info@aref-brescia.it
Sito web per approfondire: https://www.aref-brescia.it
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