Per l’edizione di Art City 2026, gli spazi della Fondazione Carlo Gajani di Bologna vengono contaminati dal lavoro dell’artista visuale Claudia Amatruda, in un progetto espositivo che mira a instaurare un dialogo diretto con Carlo Gajani e con i luoghi da lui abitati: la fondazione-galleria e la casa d’artista.
Il corpo – tecnologico, acquatico, cyborg – di Amatruda entra negli ambienti della Fondazione, luogo che conserva la presenza dell’artista che l’ha abitato e che oggi accoglie una nuova forma del corpo come linguaggio. L’allestimento, interamente in penombra, rende omaggio alla camera oscura, trasformando la casa-studio in uno spazio quasi teatrale: le sale rimangono scure mentre fasci di luce isolano fotografie, sculture, installazioni e video performance, favorendo un’osservazione lenta e fisica delle opere.
Le opere trasformano lo spazio domestico in un ecosistema in cui il corpo umano e non umano diventa paesaggio, archivio e dispositivo di adattamento. Al centro della ricerca di Amatruda si colloca l’ibridazione con strumenti d’aiuto resi necessari nella sua vita da una malattia degenerativa: non elementi sottrattivi, ma estensioni sintetiche che, assorbendo logiche rigenerative del mondo marino, propongono un’idea di corporeità futura e ibrida.
L’ingresso della mostra offre un primo terreno di confronto attraverso la fotografia. Le figure ritratte da Gajani e Amatruda si misurano e si differenziano su più fronti, dalla scelta del medium al racconto politico espresso dalle fisicità rappresentate. Le fotografie dialogano con un archivio scultoreo, fotografico e illustrativo creato da Amatruda, composto da frammenti raccolti e stratificati che le consentono di riflettere sull’evoluzione umana e animale.
Proseguendo lungo il percorso espositivo, l’indagine fotografica si espande con l’installazione cinetica Autoritratto Cyborg n.1, finanziata dalla Fondazione C.M. Lerici ed esposta per la prima volta in Italia. L’opera consiste in una vasca colma d’acqua, sostenuta da una struttura metallica e attivata da un motore che genera un’oscillazione continua senza provocare la fuoriuscita dell’acqua, articolando una tensione permanente tra controllo e instabilità e configurandosi come ritratto di un corpo umano e metallico.
Nella camera da letto, immersa nel buio, emerge Pinna Nuova, una scultura in resina trasparente realizzata a partire dal calco della schiena dell’artista. Figura inesistente, a metà tra umano e mammifero marino, prende forma come creatura mitologica, invisibile fino a quando la luce attraversa la sua trasparenza rendendola visibile nello spazio.... leggi il resto dell'articolo»
Due video installazioni, realizzate durante una residenza artistica all’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, occupano le nicchie dell’abitazione e mostrano il corpo dell’artista come luogo di trasformazione: la stampella diventa estensione vitale, una visita medica si trasforma in uno spettacolo teatrale in cui il corpo viene messo alla prova e lo sguardo medico si muta in quello dello spettatore, fondendo i pensieri della paziente con quelli della dottoressa ed esplorando trasformazione, limite e azione.
La mostra apre un dialogo tra le pratiche di Carlo Gajani e Claudia Amatruda, entrambe orientate al corpo come dispositivo critico e politico. Un invito ad attraversare con la propria fisicità spazi alterati dal buio, elemento che costringe all’attenzione e pone visitatrici e visitatori in una tensione spiazzante, liberandosi dalla normatività imposta ai corpi.
Partner ufficiali della mostra sono Fuorisedia Podcast, Cantiere Bologna, Juliet Art Magazine, Parsec, Radio Città Fujiko e Fatavideo.it, archivio di videoarte transfemminista.
Mostra: Claudia Amatruda. A body engineered by water
Bologna - Fondazione Carlo Gajani
Apertura: 05/02/2026
Conclusione: 08/02/2026
Organizzazione: Fondazione Carlo Gajani
Curatore: Sara Papini e Fuori sedia
Indirizzo: Via dè Castagnoli 14 - 40126 Bologna (BO)
Opening
Martedì 3 febbraio
17:00 per la stampa
18:00 per il pubblico
White Night
Sabato 7 febbraio
dalle 16:00 alle 24:00
Orario aperture
5-6 e 8 febbraio
dalle 16:00 alle 20:00
Nota sull'accessibilità
Ci teniamo ad avvisare che, a causa di ragioni strutturali legate all'edificio storico, per raggiungere lo spazio espositivo è necessario percorrere due rampe di scale. Siamo molto dispiaciute di non essere riuscite a risolvere questo limite, nonostante la disponibilità di Fondazione Gajani.
Saremo felici di fornire materiali digitali e approfondimenti video a chiunque non potesse accedere fisicamente alla mostra.
Sito web per approfondire: https://fondazionecarlogajani.it/
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