Una serie di vestiti dipinti, svuotati della presenza di un corpo che li abiti, ma che ancora rappresentano ruoli, emozioni, e infine archetipi dell'identità femminile. È questo il focus della mostra di Claudia Piscitelli I don't care, I Am invisible curata da Barbara Crespigni, allestita nel Museo della Moda della Fondazione Mondragone. La mostra è dedicata a Tito Piscitelli, che ha speso la vita per sostenere e incoraggiare all'espressione libera bambini e giovani brasiliani e napoletani attraverso il teatro. Il ricavato è devoluto all'Ong Cria con cui lui collaborava. All'incontro partecipano l'artista e la curatrice con Giuseppe Merlino Francesista, Mario Rusciano Professore Emerito Federico II, Maria d'Elia Presidente Museo della Moda di Napoli – Fondazione Mondragone. Dieci grandi dipinti: La vedova / the widow, L'amante / the lover, La viaggiatrice / the traveler, Biancaneve / Snowhite, L'amica triste / the sad friend, La sposa / the bride, La narcisista / the narcisist, L'intellettuale / the intellectual, La bipolare / the bipolar e un'installazione centrale L'ipnotista.
«Il soggetto pittorico dell'abito "vuoto" – spiega Claudia – è già stato investigato da importanti artisti italiani e stranieri del calibro di Anselm Kiefer, ma qui si vuole far sentire il punto di vista di una donna e quindi le emozioni legate ai vestiti sono più autentiche e sottili, essendo emozioni dell'artista stessa che è donna. Ancora la figura maschile unica presente e "ipnotista", impegnato in un lavoro inutile perché l'essenza delle proprietarie dei vestiti è altrove, è un modo leggero e ironico di fotografare una problematica, attuale e antica, di rivoluzione, "presunta" sottomissione e fuga reale nella danza delle relazioni sentimentali».
Il titolo allude ad una posizione ben definita: l'artista è invisibile, non si vede, si nasconde o semplicemente non c'è. Lo spettatore si rapporta solo con le tele, che danno proprio la chiave interpretativa di questo I Am invisible.
«Ospitare la mostra di Claudia Piscitelli conferma la nostra missione – commenta d'Elia – guardare all'abito non come semplice costume, ma come strumento di indagine profonda. Le sue opere trasformano il tessuto in un linguaggio capace di esplorare l'analisi individuale e le dinamiche collettive della società. In questa visione, la moda diventa un percorso di ricerca d'identità che supera l'estetica per farsi memoria e pensiero».
L'artista gioca con temi seri, usa la leggerezza e l'ironia, ci libera dalla difficoltà di sondare il profondo, attraverso lavori al contempo seri e gioiosi.
«Claudia sonda le profondità della psiche – spiega Crespigni – si sdoppia in possibili personaggi. I vestiti rappresentati su tela e nei disegni preparatori sono privi di corpo umano, si presentano da soli e alludono, ognuno a modo suo a degli archetipi dello spirito. Lo spirito dell'artista certamente ma anche con un gioco sottile il nostro spirito».
Mostra: Claudia Piscitelli. I don't care, I Am invisible
Napoli - Museo della Moda di Napoli
Apertura: 14/05/2026
Conclusione: 14/09/2026
Organizzazione: Museo della Moda di Napoli – Fondazione Mondragone
Curatore: Barbara Crespigni
Indirizzo: Piazzetta Mondragone, 18 - 80132 Napoli (NA)
Orari: lunedì – venerdì, ore 9.00-16.00
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