Il sacro come strumento per interrogare il presente, la pittura come atto di resistenza al silenzio e all’accondiscendenza. È questo lo spazio in cui si muove Cristiano Ceroni. La politica dello spirito, la mostra proposta nell’ambito della XXXV edizione del Festival Internazionale di Musica Sacra 2026, in programma dal 26 settembre al 1° novembre nella Chiesa di San Lorenzo a San Vito al Tagliamento. L’esposizione, a cura di Fulvio Dell’Agnese e Antonio Garlatti, riunisce circa quaranta opere, molte delle quali inedite, realizzate fra il 1994 e il 2026, su tela e attraverso tecniche miste, pittura, smalti e acrilici.
Il filo rosso, “La politica dello spirito”, racchiude la tensione che attraversa l’intera esposizione. In Ceroni la dimensione spirituale non rappresenta una fuga dalla realtà, così come quella politica non si traduce in semplice cronaca o dichiarazione ideologica. Le due dimensioni si cercano, si sovrappongono, entrano in conflitto.
Fondamentale è Venezia, città nella quale Ceroni è nato nel 1970 e dove nel 1995 si è diplomato in pittura all’Accademia di Belle Arti. Dalla materia buia di Tintoretto ai chiaroscuri della facciata di San Moisè, l’artista assorbe superfici, suggestioni e memorie veneziane per spingerle ben oltre la dimensione della veduta o della citazione. È soprattutto il repertorio delle immagini sacre a diventare una lente attraverso cui leggere il nostro tempo. Lo schiavo dipinto da Tintoretto per la Scuola Grande di San Marco viene ricomposto da Ceroni ribaltando l’impaginazione originaria e diventa presenza salvifica nei confronti del santo che lo dovrebbe liberare.
Il cortocircuito fra sacro e storia diventa ancora più radicale quando Ceroni affronta una delle immagini più tragicamente impresse nella memoria italiana: Aldo Moro prigioniero delle Brigate Rosse. La sua effigie viene isolata quasi fosse un’icona: attorno ad essa convivono l’imago martiris, il segno del credo combattente dei suoi assassini, la memoria di altre atrocità e l’innocente modellino dell’automobile rossa nella quale fu ritrovato il corpo.
Un altro nucleo importante della mostra è dedicato a Pier Paolo Pasolini. Nei ritratti del poeta e regista, Ceroni non cerca semplicemente una somiglianza: il corpo e soprattutto lo sguardo diventano territori da interrogare. Negli occhi del “poeta corsaro” l’artista cerca quella contraddizione radicale che ha accompagnato Pasolini per tutta la vita: la fede nell’umanità e, insieme, la condizione irriducibile dell’eretico.
Politica e spiritualità non vengono presentate come territori separati. Il sacro diventa domanda sull’uomo; la memoria della storia dell’arte diventa materia viva; la cronaca entra nell’iconografia religiosa e l’iconografia religiosa torna a interrogare la cronaca. Da Tiziano a Tintoretto, da Picasso ad Aldo Moro, fino a Pasolini, le immagini attraversano epoche differenti ma finiscono per porre una stessa domanda: che cosa significa non restare indifferenti davanti alla storia?... leggi il resto dell'articolo»
Note biografiche
Cristiano Ceroni è nato a Venezia nel 1970. Nel 1995 si è diplomato in pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Il suo lavoro, sviluppatosi negli anni verso tematiche sociali e politiche, è accompagnato da una costante riflessione sul ruolo stesso della pittura nella contemporaneità. Sue opere sono oggi presenti in collezioni private italiane e francesi.
Mostra: Cristiano Ceroni. La politica dello spirito
San Vito al Tagliamento - Chiesa di San Lorenzo
Apertura: 26/09/2026
Conclusione: 01/11/2026
Organizzazione: Centro Iniziative Culturali Pordenone / Comune di San Vito al Tagliamento
Curatore: Fulvio Dell’Agnese, Antonio Garlatti
Indirizzo: Via Seminario - 33078 San Vito al Tagliamento (PN)
Inaugurazione: sabato 26 settembre 2026, ore 17:30
Orari: sab-dom 10:30-12:30 | 15:30-19:00; fuori orario su prenotazione tel. 0434 843030
Ingresso: libero
Info: Centro Iniziative Culturali Pordenone, tel. 0434 1751570
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