do ut do 2026
Identità

  • Quando:   22/01/2026 - 21/02/2026

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do ut do 2026 | Identità
Nino Migliori, I Manichini #4, 1972. Courtesy Fondazione Nino Migliori

L’edizione 2026 di do ut do, iniziativa fondata da Alessandra D’Innocenzo nel 2012 per sostenere le attività della Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli di Bologna, si concentra sul tema dell’Identità, promuovendo una serie di mostre ed eventi che avranno luogo, tra gennaio e febbraio, in alcune delle principali e più prestigiose sedi istituzionali e museali della città: l’Archiginnasio di Bologna, con l’artista catalano Joan Crous; l’Accademia di Belle Arti di Bologna, con la mostra “I 100 anni di Nino Migliori.” I Manichini. Identità; il Teatro Arena del Sole con Oliver D’Auria; la sede di PwC Italia in via Farini con le opere di Lorenzo Puglisi; la Fondazione Lercaro con l'artista Andrew Leslie; lo spazio di do ut do ad Arte Fiera in collaborazione con Spazio C21 di Reggio Emilia, che presenterà un progetto del fotografo Paolo Pellegrin con EGS; Palazzo Pepoli - Museo della Storia di Bologna con la collettiva di opere di Victor Fotso Nyie, Geraldina Khatchikian, Fiorenza Pancino, Stefano W. Pasquini, Lorenzo Puglisi, Giorgia Severi, in collaborazione con le gallerie P420 e BoA Spazio Arte; Opificio Golinelli (sede di Fondazione Golinelli) con un'opera di Lorenzo Puglisi in dialogo con le opere della collezione Marino Golinelli.

Con questo progetto, in particolare, do ut do assume l’identità non come affermazione individuale ma come io plurale, condizione che esiste solo nella relazione e nell’attraversamento dell’altro. Non un’identità da dichiarare, quindi, ma da abitare. Il tema era stato esplicitamente discusso con Dario Fo nell’edizione realizzata insieme, come pratica concreta: l’identità non come forma stabile, ma come processo che prende senso nel passaggio tra voci, corpi e linguaggi. La scelta di Palazzo Pepoli per la mostra collettiva sopra citata risponde a questa visione: come luogo di stratificazione storica capace di sostenere pratiche fondate sulla responsabilità e non sulla rappresentazione. Osservava Alessandro Mendini, che do ut do mantiene uno stampo dadaista nella selezione degli artisti: non gerarchico, non competitivo, non illustrativo. A Palazzo Pepoli, do ut do costruirà un campo di identità plurali, in cui le differenze restano integre e, proprio per questo, producono senso comune.

Come in ogni edizione, anche quest’anno vengono coinvolti numerosi artisti contemporanei che daranno vita al progetto diffuso. Tra questi, un posto d’onore avrà Nino Migliori, storico amico di do ut do, che nel 2026 festeggerà i 100 anni. In occasione di questa celebrazione, l’artista verrà omaggiato con una mostra speciale nell’aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, a cura di Enrico Fornaroli, Direttore dell’istituzione. La mostra presenterà una serie inedita di fotografie a colori realizzate nel 1972: I Manichini, che esplora il tema proposto attraverso lo sguardo e la sensibilità artistica maturata dal maestro in quasi un secolo di ricerca nei territori dell’immagine. Inoltre, sempre in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bologna, do ut do promuoverà anche un concorso fotografico rivolto agli studenti dal tema “Identità”. L’iniziativa intende creare un ponte generazionale tra la ricerca visionaria di Nino Migliori e le nuove generazioni di fotografi, offrendo ai giovani talenti l’opportunità di confrontarsi con lo stesso tema indagato dal maestro, offrendo loro la possibilità di esporre nel contesto di un progetto di rilevanza nazionale.

Nel panorama contemporaneo, pochi temi risultano così universali e al tempo stesso così intimi come quello dell’identità. In un’epoca di trasformazioni continue, dove i confini tra fisico e digitale, locale e globale, individuale e collettivo si fanno sempre più labili, interrogarsi sulla propria identità diventa un atto di resistenza culturale e di ricerca di senso. L’edizione 2026 di do ut do sceglie di esplorare questa dimensione attraverso lo sguardo dell’arte contemporanea insieme ad artisti, istituzioni, gallerie, imprese e collezionisti, in una riflessione corale che promette di toccare corde profonde nel pubblico coinvolto.

“I 100 anni di Nino Migliori.” I Manichini. Identità | Accademia di Belle Arti di Bologna – Aula Magna

La mostra si compone di una serie inedita di fotografie a colori che raffigurano dei manichini di legno abbandonati. Come scrive Ascanio Kurkumelis nel 1972 Nino Migliori realizza una serie di fotografie a colori a dei manichini di legno abbandonati. L’autore è attratto dalle stratificazioni della materia, dai ritagli di tessuto di diverse cromie e tipologie, che, come lembi di pelle, tracciano una successione nel tempo, di differenti abiti, storie e identità. Questo lavoro inedito si concentra sul tema della trasformazione e del corpo, inteso come territorio in divenire, aperto al cambiamento.... leggi il resto dell'articolo»

Gli altri progetti diffusi

- Archiginnasio di Bologna, Joan Crous | 22 gennaio-21 febbraio 2026

- Teatro Arena del Sole, Oliver D’Auria | 29 gennaio-10 febbraio 2026

- Fondazione Lercaro, Andrew Leslie | (date in via di conferma)

- Palazzo Pepoli - Museo della Storia di Bologna, Victor Fotso Nyie, Geraldina Khatchikian, Fiorenza Pancino, Stefano W. Pasquini, Lorenzo Puglisi, Giorgia Severi, in collaborazione con le gallerie P420 e BoA Spazio Arte | 4-8 febbraio 2026

- Opificio Golinelli | Lorenzo Puglisi, La forma nell'oscurità | 6 gennaio - domenica 1° marzo 2026

- PwC Italia | Lorenzo Puglisi, La forma nell'oscurità | 5 febbraio - 8 marzo 2026

- Arte Fiera, Paolo Pellegrin, EGS, Visible & Invisible Identity, stand do ut do in collaborazione con Spazio C21 (padiglione 26 stand B90) | 6-9 febbraio 2026

Nino Migliori (Bologna, 1926) inizia a fotografare nel 1948. La sua fotografia svolge uno dei percorsi più diramati e interessanti della cultura d’immagine europea. Gli inizi appaiono divisi tra fotografia neorealista con una particolare idea di racconto in sequenza, e una sperimentazione sui materiali del tutto originale ed inedita. Da una parte, nasce un corpus segnato dalla cifra stilistica dominante dell’epoca, il cosiddetto neorealismo. Sull’altro versante Migliori produce fotografie offcamera, opere che non hanno confronti nel panorama della fotografia mondiale, sono comprensibili solo se lette all’interno del versante più avanzato dell’informale europeo con esiti spesso in anticipo sui più conosciuti episodi pittorici. La ricerca continuerà nel corso degli anni coinvolgendo altri materiali e tecniche: polaroid, bleaching. Dalla fine degli anni Sessanta il suo lavoro assume valenze concettuali ed è questa la direzione che negli anni successivi tende a prevalere. Sperimentatore, sensibile esploratore e alternativo lettore, le sue produzioni visive sono sempre state caratterizzate da una grande capacità visionaria che ha saputo infondere in un’opera originale ed inedita. È l’autore che meglio rappresenta la straordinaria avventura della fotografia che, da strumento documentario, assume valori e contenuti legati all’arte, alla sperimentazione e al gioco. Oggi si considera Migliori come un vero architetto della visione. Ogni suo lavoro è frutto di un progetto preciso sul potere dell’immagine, tema che ha caratterizzato tutta la sua produzione. Sue opere sono conservate presso MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna, GAM - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, GNAM - Galleria d’Arte Moderna di Roma, Istituto Centrale per la Grafica di Roma, MNAC - The Museu Nacional d’Art de Catalunya, Barcellona, MOMA - The Museum of Modern Art di New York, The Museum of Fine Arts di Houston, Texas, Bibliothèque National de France di Parigi, Museum of Fine Arts di Boston, Musée Reattu di Arles, SFMOMA - The San Francisco Museum of Modern Art di San Francisco, MET - The Metropolitan Museum of Art di New York ed altre importanti collezioni pubbliche e private.

do ut do è un’iniziativa biennale realizzata allo scopo di raccogliere fondi a sostegno della Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli. È possibile sostenere do ut do in vari modi. Le aziende possono offrire una sponsorizzazione tecnica, un sostegno economico o procedere con una donazione liberale usufruendo delle relative agevolazioni fiscali. I privati possono invece aderire al Comitato Sostenitori con una donazione liberale, a sostegno del progetto do ut do.

I partner di do ut do

Nel pieno spirito solidale che caratterizza il progetto do ut do fin dal suo nascere tutte le collaborazioni a seguire sono prestate a titolo totalmente gratuito. Comitato organizzatore: Alessandra D’Innocenzo (Fondatrice, Presidente), Vera Negri Zamagni (Vice-Presidente), Maurizio Marinelli, Nicola Bedogni, Nicola Martelli. Comitato scientifico: Vera Negri Zamagni (Coordinatrice), Nino Migliori, Marina Truant (Direttrice Fondazione Nino Migliori), Lorenzo Balbi (Direttore MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna), Mario Cucinella (Architetto), Roberto Grandi (Professore Ordinario di Comunicazione), Pier Paolo Forte (Professore Ordinario di Diritto Amministrativo), Sebastiano Maffettone (Docente di Filosofia politica), Carlo Casti (Gastronomo), Annapaola Tonelli (Avvocato), Lavinia Savini (Avvocato esperta di proprietà intellettuale), Ascanio Kurkumelis (Storico e Critico d’Arte). Sostenitori: Alfasigma, Banca di Bologna, Confindustria Emilia Area Centro, Gioielleria Giulio Veronesi, PwC Italia. Partner tecnici: Ingrediente Italia, In-Novo, Cooperativa Eta Beta, Champagne Laurent-Perrier, Salvatore Castiglione BarTender.

Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli

La Fondazione Hospice Seràgnoli è un’organizzazione non profit che opera con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e alleviare la sofferenza dei pazienti con malattie inguaribili fornendo assistenza presso strutture sanitarie dedicate: Hospice Bentivoglio, Hospice Bellaria, Hospice Casalecchio e Hospice Pediatrico “L’Arca sull’albero”. La Fondazione integra i servizi sanitari con programmi di formazione e ricerca promossi dall’Accademia delle Scienze di Medicina Palliativa. Le aree di intervento riguardano l’assistenza, residenziale e ambulatoriale, la formazione dei professionisti, la ricerca e la divulgazione delle cure palliative. I servizi offerti sono completamente gratuiti grazie all’accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale e ai donatori che sostengono il progetto.

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Mostra: do ut do 2026
Identità

Bologna - sedi varie

Apertura: 22/01/2026

Conclusione: 21/02/2026

Organizzazione: do ut do (Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli)

Curatore: fondatrice e presidente Alessandra D’Innocenzo

Indirizzo: Via delle Belle Arti, 54 - 40126 Bologna

Mostra “I 100 anni di Nino Migliori.” I Manichini. Identità: inaugurazione mercoledì 21 gennaio 2026, ore 11.30; conferenza stampa mercoledì 21 gennaio 2026, ore 10.30

Orari: lunedì–venerdì 09.00–19.00; sabato 09.00–13.00

Orari durante ART CITY Bologna 2026: giovedì 5 febbraio 09.00–19.00; venerdì 6 febbraio 09.00–19.00; sabato 7 febbraio 09.00–24.00 (ART CITY White Night)

Ingresso: ingresso libero

Sito web per approfondire: https://www.doutdo.it



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