Echoes of Unity e' una mostra collettiva che esplora il concetto di liminalita', intesa come una condizione sospesa tra due mondi – geografica, identitaria ed emotiva. L’esposizione raccoglie le opere di nove artiste che hanno vissuto l’esperienza della migrazione, dando vita a un progetto che racconta storie di memoria, resilienza e trasformazione.
La mostra e' parte del progetto europeo Echoes of Unity, cofinanziato dal programma Creative Europe e promosso a Trieste da Mimma Dreams APS, in collaborazione con partner internazionali in Polonia, Grecia e Portogallo. L'iniziativa sostiene le artiste sfollate a causa della guerra, offrendo opportunita' di crescita e dialogo interculturale attraverso l'arte.
La mostra sara' visitabile dal 10 al 20 gennaio 2026 presso la Sala Comunale d’Arte di Trieste, e successivamente dal 20 gennaio al 10 febbraio 2026 presso la Sala Arturo Fittke.
Il vernissage si terra' il 10 gennaio 2026 alle ore 16.00 presso la Sala Comunale d’Arte di Trieste.
Dettagli per la pubblicazione:
Date di svolgimento: dall'8 al 20 gennaio 2026 (Sala Comunale d’Arte di Trieste), dal 20 gennaio al 10 febbraio 2026 (Sala Arturo Fittke) - per gli orari di apertura consultare la locandina o l'ultima pagina del libretto informativo... leggi il resto dell'articolo»
Organizzatori: Mimma Dreams APS, con il supporto di partner internazionali in Polonia, Grecia e Portogallo.
Sito web del progetto: https://echoes-of-unity.eu/
File descrittivo per richiesta di utilizzo sala comunale per la mostra Echoes of Unity
Chi siamo – Mimma Dreams APS
Mimma Dreams APS e' un’associazione di promozione sociale impegnata da anni nella diffusione della cultura e dell’arte come strumenti di dialogo, partecipazione e inclusione. Crediamo che l’arte possa offrire spazi di espressione a chi vive situazioni di marginalita' o fragilita', trasformandosi in linguaggio condiviso e ponte tra culture.
Come partner italiani del progetto europeo Echoes of Unity, ci occupiamo dell’organizzazione di attivita' artistiche e culturali sul territorio nazionale. A Trieste desideriamo realizzare una mostra che porti all’attenzione del pubblico i lavori di nove artiste ucraine, offrendo uno spazio di incontro e riflessione collettiva.
Il progetto Echoes of Unity
Echoes of Unity e' un progetto cofinanziato da Creative Europe che coinvolge artiste ucraine sfollate a causa della guerra, oggi residenti in Italia, Polonia e Portogallo. L’iniziativa ha l’obiettivo di sostenere queste artiste nella loro ricerca artistica e professionale, favorendo reti di collaborazione internazionale e offrendo visibilita' ai loro lavori in diversi contesti europei.
Il progetto non si limita a produrre mostre: e' un vero e proprio percorso formativo e comunitario, fatto di laboratori, sessioni di co-creazione, attivita' di facilitazione e momenti di scambio interculturale. Attraverso questo processo, le partecipanti hanno condiviso esperienze, difficolta' e prospettive, trasformando la loro condizione di sradicamento in una forza creativa e in un’occasione di narrazione collettiva.
Il tema della mostra
La mostra che desideriamo realizzare a Trieste ruota attorno al concetto di liminalita': quella condizione sospesa tra due mondi che accomuna le artiste coinvolte. La liminalita' non e' soltanto geografica (tra Ucraina e paesi di residenza), ma anche culturale, identitaria ed emotiva. E' uno spazio intermedio, fragile e fertile allo stesso tempo, dove frammenti di passato e visioni di futuro si incontrano senza ancora trovare una forma definitiva.
Le opere, prevalentemente quadri e lavori bidimensionali, saranno accompagnate da alcune installazioni di piccola scala. Il percorso espositivo raccontera' questa condizione di in-between, dove frammento e memoria diventano linguaggio, e l’instabilita' stessa diventa forma estetica e politica.
Per dare ordine e armonia alla disposizione, divideremo le artiste per paese di residenza (Italia, Polonia, Portogallo). Ogni gruppo avra' a disposizione un europallet (170x100x100 cm) come supporto espositivo, per un totale di tre europallet. Le dimensioni e la tipologia delle opere, seppur ancora in fase di perfezionamento, consentono di stimare la necessita' di una sala di almeno 35 m².
Le artiste
Le nove protagoniste portano con se' storie e linguaggi molto diversi, ma accomunati dalla ricerca di un equilibrio tra radici e trasformazioni:
Nataliya Teslenko, da tempo residente in Italia, lavora sulle fotografie antiche trasformandole in immagini che raccontano identita' ricostruite. Nei suoi interventi i volti diventano ucraini, i costumi si tingono di tradizione, rivelando come la memoria sia un campo aperto di ridefinizione.
Susanna Mikla lavora con l'immagine della donna come madre, figlia e simbolo di continuita'. La figura centrale delle sue opere e' la berehynia, la guardiana femminile della tradizione. L'artista integra elementi mitologici, legati alla terra e persino simbolismi pagani, intrecciando storia personale e collettiva. Folklore, leggende e antichi rituali trovano tutti posto nel suo linguaggio visivo in continua evoluzione.
Tetiana ha sviluppato una tecnica personale che combina bassorilievo e resina, affrontando temi come la rinascita, la resilienza e il valore simbolico del grano, radice dell’identita' ucraina.
Vitaliia Kalmutska documenta la crescita di piccoli melograni, piantati a partire da semi ricevuti in dono, come gesto di cura e resistenza dopo la distruzione del suo giardino a Bucha. La sua ricerca si estende anche alla memoria agricola e culturale perduta durante l’epoca sovietica.
Kristina Mos, fotografa, esplora la storia di tre generazioni della propria famiglia, intrecciando memorie di emigrazione in Canada, in Italia e la sua stessa esperienza recente. I suoi lavori interrogano il senso di appartenenza attraverso il ricordo e l’assenza.
Ellaya affronta la morte come strumento per riscoprire la vita: reinterpretando la tradizione del memento mori in chiave contemporanea, invita a un memento vivere che richiama la necessita' di consapevolezza e umanita'.
Vik utilizza materiali quotidiani – fili, carta, tessuti – trasformandoli in gesti concettuali che sfidano lo sguardo superficiale. Le sue opere chiedono al visitatore di avvicinarsi, toccare, leggere, per scoprire significati nascosti.
Vlada Lobus costruisce installazioni fatte di fragilita' e resistenza, come le sue strutture fragili di vetro e ceramica che evocano la precarieta' della vita quotidiana sotto la guerra.
Aia Kora lavora con tele non intelaiate, fili e immagini femminili, indagando il rapporto tra identita' personale, maternita' e condizionamenti sociali. Le sue opere invitano al contatto fisico, trasformando lo spettatore in parte attiva dell’esperienza.
Queste artiste, attraverso materiali, simboli e racconti diversi, danno vita a un mosaico di esperienze che riflette la condizione collettiva di chi vive sospeso tra radici e nuove appartenenze, tra perdita e rinascita.
Mostra: Echoes of Unity
Trieste - Sala Comunale d’Arte; Sala Arturo Fittke
Apertura: 08/01/2026
Conclusione: 10/02/2026
Organizzazione: Mimma Dreams APS
Indirizzo: Piazza Unità d’Italia 4 - 34121 Trieste (TS)
Inaugurazione: 10 gennaio 2026, ore 16.00
Orari: consultare la locandina
Sito web per approfondire: https://echoes-of-unity.eu
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