"Estetiche Contemporanee", progetto dai toni Pop con un'esplosione di colori e vibrazioni positive, intende essere un inno all'universo infinito e alla libertà delle donne, con uno sguardo largo e denso di vita vera che apre alla riflessione, alla ricerca estetica puntata verso la particolare declinazione di aspirazioni e sogni femminili ostacolati, sminuiti, negati. Non vengono rappresentati drammi, ma volti assorti di anime rigogliose e vigorose, piene di vita spesso inascoltata.
L'esposizione "Estetiche Contemporanee" prevede la presenza di circa 20 opere di Vittorio Tapparini (tra tele e tavole di varie misure realizzate con la tecnica ad olio) dedicate alla valorizzazione del femminile, con immagini che ritraggono volti e storie di donne dai toni Pop, tra presente e passato, tra miti e icone come Marilyn, Sophia Loren e Audrey Hepburn tra favole contemporanee e realtà quotidiane. Incroceranno le sculture di Nat, l'artista lombarda Natalia Giardina, che propongono la densità di corpi femminili ricavati da manichini dismessi e colorati come un vero body painting che esprimono libertà estetiche, ma anche sociali. Parlano di riutilizzo, di riciclo, sostanzialmente diventano spazio per ripensare il mondo.
"Estetiche Contemporanee" consente l'incontro tra due artisti che, seppur con storie molto differenti, mettono al centro della loro poetica il mondo femminile tra coniugazioni e indagini diverse come diverse sono le loro espressività. Si punta però insieme a liberare uno sguardo gioioso e denso sul sogno naturale di ogni donna di esprimersi e rappresentarsi nell'estetica e nella società contemporanea. Il primo valore sociale dell'evento è proprio etico dunque, una celebrazione di rispetto, riconoscimento della vitalità immensa che l'universo femminile racconta. Il secondo è un dialogo, la condivisione di un progetto partendo da differenti prospettive conciliabili con l'arte e convergenti sulla necessità tematica elogiativa del libero mondo femminile.
La mostra ha il Patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, è organizzata da Darte Studio e curata dalla giornalista Claudia Presicce.
Storie e protagonisti
A ideare l'esposizione è un pittore e scultore affermato, Vittorio Tapparini, leccese con un percorso artistico che ha raggiunto 40 anni di concreta attività tra sperimentalismo puro intrinseco nella sua personalità definita, tornato solo da un decennio alla pittura pura, olio su tela e legno, come canovaccio narrativo più diretto. Tapparini, da qualche anno sulla scia delle terribili notizie di crescenti violenze sulle donne, le racconta su tele colorate puntando a riprendere messaggi di pace, libertà e rispetto. Sono visioni libere, elaborazioni di ritratti, foto storiche o classiche riportate nella contemporaneità, in cui l'artista riprende la figura della donna in chiave Pop, anche vintage, imponendola come centrale nel dibattito contemporaneo.
L'altra voce è quella recente e fresca di Natalia Giardina, arrivata nelle ultime stagioni all'espressione artistica con personali ricerche e manipolazioni dedicate alle espressioni del corpo femminile. Appena reduce dalla Biennale Milano ArtExpo di marzo 2026, Nat utilizza manichini dismessi puntando al riciclo e al ripensare le cose, partendo dall'arte. Sono tutte donne che raggiungono pose plastiche decise, costruiscono sulla propria pelle uno spazio politico proprio e riconvocano la libertà di essere e di pensarsi, esteticamente e non.... leggi il resto dell'articolo»
Il messaggio di entrambi i linguaggi, diversissimi tra loro, punta ad elogiare la donna, metterla al centro, condannando in maniera intrinseca ogni violenza e riportando colori di pace, ascolto, vita. Quest'arte vuole ricordare che maltrattare, violare, reprimere, dimenticare e non rispettare le donne "in quanto donne" significa compiere le stesse azioni contro il futuro dell'umanità, cancellarlo. La femminilità è fiamma generatrice del mondo che verrà e ha quindi diritto sempre ad un ruolo da protagonista. I due artisti, Tapparini e Nat, in questo frizzante allestimento "Estetiche Contemporanee" spalancano le finestre su sguardi, tensioni e apprensioni delle donne, tra profili, sogni, colori, esigenze e soprattutto l'eco di diritti troppo spesso violati nel mondo contemporaneo. Sono donne che vogliono prendere la parola che gli è stata tolta: e qui finalmente se la prendono.
Vittorio Tapparini
Vittorio Tapparini, pittore e scultore, nato a Lecce il 22 luglio del 1961, ha una storia ricca di partecipazioni in rassegne d'arte e personali nazionali e internazionali (tra cui spicca l'invito alla Biennale di Venezia del 2011) che seguono un'evoluzione del suo percorso narrativo dall'astratto ad un personalissimo espressionismo Pop. Tra formale e informale il suo percorso artistico ha raggiunto 40 anni di concreta attività tra potenti percorsi introspettivi e vari sperimentalismi affini ad una personalità definita. È tornato nell'ultimo decennio alla pittura pura, come in cerca di un canovaccio narrativo più diretto, affrontando strati di olio e colore che riprendono gli strati infiniti della sua anima visionaria. Le sue tele oggi mostrano la scelta risoluta e mai casuale del disegno puro, espressionista, Pop.
Negli ultimi anni sulla scia di crescenti notizie di violenze e femminicidi, ha iniziato incessantemente a raccontare donne su tele colorate puntando a messaggi di pace, libertà e rispetto. Sono visioni libere, elaborazioni di ritratti, volti che arrivano nella contemporaneità da latitudini diverse del mondo e del tempo, icone rivisitate, ma anche immagini in cui l'artista riprende la figura della donna in chiave Pop o vintage. Narratore sempre a caccia di aneliti di vita e di storie a cui dare luce, Tapparini nell'ultima stagione pittorica attraversa il mondo femminile e cerca di riscattarlo e elogiarlo, con la sua arte addensata intorno ai colori della gioia, della speranza, della favola.
Le donne di Tapparini sono libere e sfrontate, o anche schive e miti, insolenti o materne, ambiziose o indolenti, colorate o grigie, sognatrici o disilluse: sono tutte donne che chiedono ascolto e meritano l'equità sociale, relazionale ed economica che oggi manca. Attraverso i colori e lo sguardo, strumento di espressione e connessione, le donne del mondo disegnate con freschezza da Vittorio Tapparini trasmettono emozioni diverse: dall'empatia all'amore, dalla curiosità all'interesse, poi audacia, stupore, esuberanza, coraggio, orgoglio, speranza, e comunicando le loro intenzioni palesano la necessità del superamento di odiose disparità di un mondo fatto a misura d'uomo.
Nel suo poliedrico percorso artistico, dopo aver scandagliato i fondali marini disegnando pesci colorati, dopo aver "inseguito" farfalle dalle mille cromie e fatto viaggiare coppie di sognatori in Vespa per le coste mediterranee, Tapparini ritorna all'umanità. E lo fa ripartendo dai volti delle donne, quindi dalla loro anima.
Natalia Giardina
Natalia Giardina, in arte NAT, nata in Sicilia e cresciuta a Como, è approdata all'arte nei primi anni Venti del Duemila con una forma espressiva molto personale che unisce scultura e pittura al tempo stesso, utilizzando manichini e rendendoli supporti da dipingere e riambientare.
Il suo percorso narrativo si approccia al mondo dell'arte puntando alla plasticità del corpo femminile come icona estetica, ma guarda anche ad un ostinato pensiero del riciclo. Al centro della sua produzione ci sono donne: sono figure che raggiungono pose plastiche decise, e richiamano alla libertà di essere e di pensarsi esteticamente. Ma sono anche brandelli di donne, frammenti che rappresentano poliedricità forte, ma anche un valore spesso soffocato, affettato da una contemporaneità ingrata e poco accogliente rispetto alla libera femminilità.
Una donna piena e consapevole della sua fisicità è al centro del dispositivo narrativo scultoreo di Giardina.
Non a caso, vista la duplice origine dell'artista e un vissuto eclettico (fatto di studi e lavori molto al di là dell'arte), il suo modo di raccogliere nelle visioni mediterraneità e produzione industriale diventa emblematico discorso sul corpo femminile, sulla corporeità rivendicata dei suoi manichini. Il tentativo dell'artista è quello di rianimare la vita che custodiscono al loro interno e le parole che rappresentano nelle loro pose plastiche scelte sempre con cura.
Giardina cerca di scorticare l'anima che queste figure narrano, e al contempo ne fa oggetto del più sperimentale body painting rendendole paesaggio. Al limite tra scultura e pittura, spesso frammentate e ricongiunte ad altre corporeità del tutto disgiunte dalla loro natura, parlano di femminilità ed energia, di resistenza e di solarità, di una gestualità pensata e anche libera, a volte collegata alla tecnica dello spray painting. L'operazione espressiva evoca l'idea del riutilizzo e della possibile nuova vita degli scarti, ma anche ricerca di rinnovata eleganza e lucore là dove regna il buio delle cose messe da parte. Questa poetica rimette al centro una donna libera, contemporanea ed eclettica nella sua espressività.
Mostra: Estetiche contemporanee
Vittorio Tapparini e Natalia Giardina
Roma - Galleria dei Miracoli
Apertura: 25/04/2026
Conclusione: 03/05/2026
Organizzazione: Darte Studio
Curatore: Claudia Presicce
Indirizzo: Via del Corso 528 - 00186 Roma (RM)
Vernissage: 25 aprile 2026, ore 18.30
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