Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari è una grande mostra archeologica ospitata nell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale che propone un racconto inedito e articolato sul ruolo fondativo dell’acqua nelle pratiche religiose dell’Italia preromana. L’esposizione mette in dialogo due grandi civiltà, quella etrusca e quella veneta, attraverso un’indagine comparata che intreccia mari, fiumi, sorgenti salutifere e acque termali come luoghi privilegiati di contatto con il sacro.
La mostra non si limita alla presentazione di reperti di eccezionale valore, molti dei quali inediti e provenienti da scavi recenti, ma restituisce un contesto culturale complesso fatto di stratificazioni, relazioni e scambi. L’archeologia viene così riportata alla sua dimensione più autentica, capace di mettere in relazione il tempo lungo del passato con le urgenze del presente e le domande sul futuro.
Il progetto espositivo sceglie consapevolmente la prospettiva della relazione: non il racconto isolato di singole civiltà, ma il dialogo tra mondi che già nell’antichità erano in contatto. Unendo il versante tirrenico con quello adriatico della penisola, Etruschi e Veneti emergono come due idealtipi di un modo di abitare l’antico fondato sul viaggio, sul mare e sull’apertura, elementi che la geografia italiana ha imposto e incoraggiato fin dalle origini.
Sarà un confronto inedito sul ruolo generativo, terapeutico e identitario dell’acqua nel corso del I millennio a.C. Mari, fiumi e sorgenti diventano ambienti di guarigione, spazi di crescita della collettività e luoghi di transito e scambio culturale. La mostra si configura come un momento di sintesi avanzata della ricerca archeologica, capace di coniugare rigore scientifico e forte impatto divulgativo.
Il percorso espositivo si apre con la sezione Gli Etruschi e il sacro, introdotta dalla presenza della Testa di Leucothea da Pyrgi, prestito del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, immagine liminare legata al mare e alla protezione dei naviganti. Seguono i Sacri approdi dell’Etruria, con un approfondimento sui siti di Vulci e Pyrgi, tra cui spicca l’esposizione integrale del deposito votivo della Banditella, la più antica testimonianza nota in Etruria di un culto all’aperto legato a una sorgente.
Il capitolo Acque miracolose conduce nei grandi santuari salutari dell’Etruria interna, da Chianciano e Chiusi fino a San Casciano dei Bagni, protagonista con un nucleo di bronzi provenienti dagli scavi più recenti ed esposti per la prima volta al pubblico. Il percorso documenta una frequentazione cultuale durata quasi un millennio, restituendo il passaggio dal mondo etrusco a quello romano.... leggi il resto dell'articolo»
La sezione etrusca si conclude con i porti adriatici di Adria e Spina e con Marzabotto, l’antica Kainua, dove preziose ceramiche di importazione greca e reperti votivi raccontano pratiche rituali legate alla navigazione e agli approdi sacri, in una sofisticata integrazione tra cura, ingegneria idraulica e devozione.
Con I Veneti e il sacro l’attenzione si sposta sul mondo veneto antico, mettendone in luce il rapporto privilegiato con l’acqua e un articolato sistema di luoghi sacri. Il percorso si apre con reperti emblematici come il disco bronzeo di Montebelluna raffigurante la dea clavigera e l’orlo di lebete di Altino con l’unica formula votiva nota in lingua venetica.
Le acque sananti sono raccontate attraverso i santuari di Montegrotto e Lagole di Calalzo, caratterizzati da ex voto peculiari come coppe miniaturistiche, bronzetti di cavalieri e simpula rituali spezzati dopo l’uso. Dal santuario fluviale di Pora Reitia a Este emergono invece pratiche legate all’insegnamento della scrittura e alla tessitura, documentate da stili, tavolette, fusaiole e pesi da telaio.
Il percorso narrativo si conclude con il santuario nord-adriatico di Altino, porto sacro aperto alle rotte mediterranee ed endolagunari, centro di un culto inclusivo e integratore. Bronzetti, lamine figurate e monumenti votivi restituiscono un racconto autorevole e suggestivo che riafferma il ruolo fondativo dell’acqua nella costruzione del sacro e nell’identità delle civiltà antiche.
La mostra si chiude con un progetto installativo a cura di Fondazione Bonotto, presentato per la prima volta a Palazzo Ducale: We are bodies of water, un grande arazzo realizzato con filati di materie plastiche riciclate che integra elementi digitali e sonori nati da una ricerca sull’ambiente lagunare veneziano, traducendo poeticamente dati scientifici e ambientali.
Mostra: Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari
Venezia - Palazzo Ducale – Appartamento del Doge
Apertura: 06/03/2026 (Opening 05.03)
Conclusione: 29/09/2026
Organizzazione: Fondazione Musei Civici di Venezia
Curatore: Chiara Squarcina, Margherita Tirelli
Indirizzo: Piazza San Marco 1 - 30124 Venezia (VE)
Inaugurazione: Giovedì 5 marzo 2026
Orari: Tutti i giorni fino al 31 marzo 9-18; dal 1 aprile 9-19
Biglietti: Intero 13 euro; ridotto 9 euro; ingresso incluso nel biglietto Musei di Piazza San Marco
Sito web per approfondire: https://palazzoducale.visitmuve.it/
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