
Dall’11 al 21 settembre 2026 la Galleria Triphé di Roma presenta la mostra personale di Flavio Petricca, a cura di Maria Laura Perilli.
Con la citazione di Vasilij Grossman — «Se prendo il verde non vuol dire che intendo dipingere l’erba, e se prendo il blu non significa che dipingerò il cielo. Il colore esprime lo stato d’animo dell’artista.» — la galleria introduce il progetto espositivo, che non è una semplice ode al colore ma un invito a dissociare il linguaggio artistico da un obbligo descrittivo.
I colori non appartengono a qualcosa di oggettivamente riconoscibile: il verde non appartiene alla natura, il blu non appartiene al mare, ma diventano forme dell’interiorità, piani di percezione dell’esistenza. Su questo si radica l’opera di Flavio Petricca, che pone una domanda di base: cosa succede quando il colore non è più una peculiarità dell’oggetto, ma diventa il significante di un’esperienza?
Le sue opere nascono da elementi riconoscibili della quotidianità: secchi, utensili, oggetti della vita domestica. Questi vengono sottratti alla loro comune funzionalità attraverso un intervento minimo ma decisivo: il colore. Il colore non assume un ruolo decorativo, ma tenta di modificare la percezione dell’oggetto fino a sospenderne l’identità. La familiarità con l’oggetto diventa estraneanza e la sua funzionalità si trasforma in un atto contemplativo.
Osservando le opere di Petricca, dove il blu saturo invade una superficie bianca e il rosso trasforma un secchio in una presenza luminosa, si comprende come esse abbiano la finalità di produrre non immagini, ma di alterare lo spazio mentale dello spettatore. In una società dominata dall’eccesso di immagini, Petricca rifugge la seduzione e il marketing: rallenta l’immagine e porta il colore a uno stato di contemplazione, sottraendolo a una comunicazione fugace.
La curatrice Maria Laura Perilli osserva come la produzione più recente di Petricca dialoghi con il pensiero di Gilles Deleuze, per il quale le opere d’arte non rappresentano ciò che vediamo, ma producono sensazioni, creando un’opera come “campo di forze” dove lo spettatore si trova psicologicamente e fisicamente coinvolto. Il colore si fa strumento di una dimensione altra da attraversare. Come sosteneva Johannes Itten, il colore non descrive il mondo: lo ricrea nella coscienza di chi guarda.
Mostra: Flavio Petricca
Roma - Galleria Triphé
Apertura:11/09/2026
Conclusione:21/09/2026
Organizzazione:Galleria Triphé
Curatore:Maria Laura Perilli
Indirizzo:Via delle Fosse di Castello, 2 - 00193 Roma (RM)
Opening: venerdì 11 settembre 2026, ore 19:00
Ingresso: libero
Info: tel. +39 366 1128107 | info@triphe.it
Sito web per approfondire:https://www.triphe.it
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