Sabato 13 maggio, dalle 16 alle 21, Massimo Minini inaugura la mostra "Archivio Massimo" di Formafantasma.
Massimo Minini ha invitato lo studio creativo a pensare un progetto per la galleria.
Fedeli a un pensiero progettuale e interessati alle diverse forme di archiviazione e memoria, Andrea Trimarchi e Simone Farresin hanno realizzato delle sculture a partire dall’archivio del gallerista.
Archivio Massimo è il risultato di un invito inusuale quanto eccezionale: sviluppare un corpo di lavoro reagendo in modo libero all’archivio privato di Massimo Minini.
Formafantasma elabora così un lavoro che concepisce l’archivio come un deposito stratificato e complesso della memoria.
La pratica dell’archiviazione è pertanto vista come uno strumento per trasformare le esperienze di vita e lavoro in frammenti materiali tangibili e consultabili, non soggetti al passare del tempo.
Gli oggetti disegnati da Formafantasma non sono pensati per una riorganizzazione sistematica dei materiali d’archivio o per offrire maggior accessibilità al modo peculiare di Massimo Minini di categorizzare i documenti raccolti nell’arco di una vita, piuttosto sono pensati come dei dispositivi che celebrano l’archivista oltre a ciò che è archiviato.
Tutti i mobili riferiscono al modo personale, rigoroso, ma anche ludico e intuitivo, in cui Massimo Minini ha raccolto e conservato materiali eterogenei (inviti a mostre, pubblicazioni, materiale fotografico, relazioni epistolari con artisti e molto altro) che raccontano un percorso di vita straordinario e una curiosità pantagruelica.
Gli oggetti, eseguiti con i ‘materiali della conservazione’ acciaio inossidabile e vetro, sono composti assieme a superfici in seta stampata pensate per l’esposizione dei materiali d’archivio.
I documenti, le lettere, le foto, gli oggetti personali di Massimo Minini entrano così in dialogo con la stampa monocromatica de l’Ophrys Apifera, conservata sotto forma di erbario.
Questo fiore, comunemente chiamato l’Orchidea Ape, è presente in molti paesi Europei, nel Nord Africa e in Medio Oriente, ed è conosciuto per le sue strategie evolutive e di sopravvivenza che l’hanno portato a simulare, al centro dei suoi petali, l’aspetto degli organi riproduttivi di un’ape, oggi estinta nella maggior parte dei paesi dove il fiore è endemico.
Lo scopo evolutivo di tale caratteristica è di attrarre gli insetti maschi che, copulando con il fiore, diventano partecipi involontari della distribuzione del polline.
Il fiore si fa così archivio biologico di un presente in dissipazione ed, allo stesso tempo, dell’inesauribile capacità di immaginarsi in perenne trasformazione: Ophyrs Apifera ad oggi si riproduce in totale solitudine.
Archivio Massimo è una riflessione sull’idea di memoria, la resilienza del passato e la pratica del collezionista e dell’archiviazione come processi di autoimpollinazione intellettuale.
Sviluppare pensiero e comprensione di sé e del mondo attraverso la pratica dell’archiviazione sono interpretati come una delle tante forme di erotismo della mente che altro non è che il piacere di indulgere nei propri pensieri e nella generazione di idee a partire dall’esistente e la sua categorizzazione.
Il lavoro, mettendo in relazione i sistemi di archiviazione umana a quelli biologici di conservazione della memoria e del passato, allude così al desiderio universale di esistere oltre il tempo ed in relazione all’altro da sé, attivando strategie di sopravvivenza inventive fatte di pazienza e Amore.
Formafantasma
Mostra: Formafantasma. Archivio Massimo
Brescia - Massimo Minini
Apertura: 13/05/2023
Conclusione: 13/05/2023
Organizzazione: Massimo Minini
Indirizzo: via Luigi Apollonio 68 - 25128 Brescia
Info: Tel. 030383034 - info@galleriaminini.it
Sito web per approfondire: https://www.galleriaminini.it/
Facebook: galleriamassimominini
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