Dal 26 marzo al 20 settembre 2026 i Musei Civici d'Arte Antica del Settore Musei Civici del Comune di Bologna accolgono come ospite in prestito da una raccolta privata, nella sede del Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, un dipinto dalla storia affascinante e dalla rara iconografia: Santa Cecilia in gloria con i santi Lucia, Margherita d'Antiochia, Osvaldo di Northumbria, opera di Marcantonio Franceschini (Bologna, 1648 - ivi, 1729), uno dei più illustri rappresentanti dell'arte felsinea tra Sei e Settecento.
L'occasione espositiva Franceschini segreto. Un modello rivelato, a cura di Antonella Mampieri, si configura come un'opportunità unica per riscoprire e osservare con rinnovato interesse, grazie al confronto ravvicinato, i numerosi dipinti del maestro e della sua scuola esposti nelle sale del museo e commissionati dalla famiglia Bargellini.
La presentazione al pubblico dell'opera si svolgerà mercoledì 25 marzo 2026 alle ore 17.30.
Marcantonio Franceschini erede della grande tradizione pittorica bolognese dai Carracci a Donato Creti
Marcantonio Franceschini fu allievo di Giovanni Maria Galli detto il Bibiena (Bibbiena 1618/19 - Bologna, 1665), capostipite della celebre famiglia di architetti, scenografi, pittori e quadraturisti, attivi anche in ambito europeo tra il XVII e il XVIII secolo, entrando poi nella bottega di Carlo Cignani (Bologna, 1628 - Forlì, 1719). Qui incontrerà il nipote del maestro, Luigi Quaini (Ravenna, 1643 – Bologna, 1717), con cui stringerà rapporti professionali e di parentela. Nota è la traduzione in affresco dei cartoni di Cignani che i due pittori eseguirono per i portici di San Bartolomeo e di Santa Maria dei Servi e per l'abside della basilica di San Petronio a Bologna.
Nel 1680 Franceschini inizia un'attività autonoma decorando alcuni palazzi cittadini (Ranuzzi, Monti, Marescotti) e dipingendo numerose pale d'altare per diverse città italiane, oltre che per chiese bolognesi (San Giovanni Battista dei Celestini, Santa Maria dei Servi, San Pietro e tante altre).
Richiestissimo anche all'estero per il suo raffinato e limpido stile classicista, rinuncia a incarichi che avrebbero comportato un trasferimento a lungo termine a Madrid, Vienna e in Germania, preferendo inviare tele realizzate in patria, come farà con il principe Johann Adam Andreas di Liechtenstein. Si reca comunque a Genova e a Roma per importanti commissioni.... leggi il resto dell'articolo»
Per poter rispondere alle numerose richieste dei committenti, Franceschini organizza una efficiente bottega che, oltre ai parenti — il figlio Giacomo e il cognato Luigi Quaini —, impiega numerosi collaboratori.
Tra i fondatori dell'Accademia Clementina, dove ricopre incarichi istituzionali e didattici, contribuisce alla consacrazione del modello classicista bolognese, fondato sull'opera dei Carracci, di Guido Reni e del Domenichino.
L'eccezionalità dell'opera
La piccola tela (1711, cm 64 x 38) esposta al Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini è attualmente il solo modello superstite tra i pochissimi eseguiti dal pittore e ricordati dalle fonti. Ne era ignota l'esistenza in quanto, come ricerche d'archivio hanno permesso di scoprire, Marcantonio Franceschini lo creò, in via riservata, come riferimento per il figlio Giacomo Maria (Bologna, 1672 – ivi, 1745), pittore garbatamente modesto e collaboratore della sua nutrita bottega. Quest'ultimo operava però in modo indipendente, avendo assunto in proprio l'incarico di realizzare una pala per la chiesa bolognese di Santa Maria Incoronata. Il risultato figurò così come opera autonoma di Giacomo Maria, una tra le poche a lui riferite, dato che la sua attività abituale si concentrava sulla produzione di copie di dipinti del padre, per lasciare il pubblico nella convinzione che l'opera fosse interamente frutto del suo pennello.
Il soggetto prescelto — le sante Cecilia, Margherita d'Antiochia e Lucia, storicamente venerate nella cappella della famiglia Bentivogli Paleotti Coltelli — fu arricchito in un secondo momento dalla figura di sant'Osvaldo di Northumbria, protettore di un ramo della famiglia Paleotti che vantava parentele anglosassoni e viveva nei pressi della chiesa.
L'impegno compositivo profuso e l'elevato livello di finitura, del tutto inusuale per un'opera preparatoria, fanno di questo dipinto, nonostante le dimensioni ridotte, uno degli esiti più affascinanti dell'artista.
La chiesa di Santa Maria Incoronata
La piccola chiesa di Santa Maria Incoronata, situata in via San Giacomo 13 a Bologna, è uno dei luoghi di culto meno conosciuti della città di Bologna, a causa della sua particolare vicenda: posta a ridosso dell'ultima cerchia delle mura cittadine, tra Porta San Vitale e Porta San Donato, essa presenta la caratteristica pianta orizzontale comune ad altre "chiese sulle mura", prima tra tutte il Santuario della Madonna del Baraccano. La chiesa fu innalzata nel 1465 ad opera della Compagnia di Santa Maria Incoronata del Suffragio, attiva dal XV secolo al 1798, per accogliere al suo interno la tavola trecentesca raffigurante l'Incoronazione della Vergine attribuita a Simone de' Crocifissi.
In seguito alla soppressione napoleonica della confraternita laicale che gestiva la chiesa, l'edificio fu chiuso al culto e venduto a privati che tornarono a farla officiare nel 1808.
La successiva conversione dell'edificio alla funzione di educandato femminile ha limitato drasticamente i frequentatori, ostacolando la conoscenza sia agli studiosi che alla cittadinanza, complice anche la sua struttura architettonica dissimulata, non apprezzabile dall'esterno perché totalmente inclusa nell'adiacente complesso convittuale.
Nel XVIII secolo il tempio fu sottoposto ad un progetto di ristrutturazione che lo adeguò allo stile "barocchetto" tipico della Bologna del tempo, che comprese decorazioni pittoriche, sculture e arredi, conferendo all'interno un'omogeneità stilistica completa, in buona parte preservata dalla sua fruizione riservata.
Grazie a un restauro in corso, promosso dal Comitato per Bologna Storica e Artistica e realizzato dall'Accademia di Belle Arti di Bologna, la chiesa sta tornando al suo splendore originario.
Le attività collaterali
Per approfondire la conoscenza del dipinto esposto e della cultura artistica di cui è espressione, il Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini organizza visite guidate e un ciclo di conferenze in collaborazione con Confcommercio Ascom Bologna.
Le attività sono a ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.
Visite guidate all'esposizione
Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini | Strada Maggiore 44, Bologna
Domenica 12 aprile 2026 ore 17.00 — a cura di Antonella Mampieri (Conservatrice Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini e curatrice mostra)
Sabato 9 maggio 2026 ore 10.30 — a cura di Mirko Bonora (Consigliere Comitato per Bologna Storico e Artistica)
Sabato 6 giugno 2026 ore 10.30 — a cura di Mirko Bonora (Consigliere Comitato per Bologna Storico e Artistica)
Domenica 30 agosto 2026 ore 17.00 — a cura di Antonella Mampieri (Conservatrice Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini e curatrice mostra)
Sabato 12 settembre 2026 ore 10.30 — a cura di Mirko Bonora (Consigliere Comitato per Bologna Storico e Artistica)
Conferenze
Palazzo Segni Masetti | Strada Maggiore 23
Venerdì 15 maggio 2026 ore 16.00 — Dal maestro all'allievo: Carlo Cignani e Marcantonio Franceschini
Con Angelo Mazza (Conservatore Collezioni d'Arte e di Storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna)
La continuità tra la pittura di Carlo Cignani e quella di Marcantonio Franceschini, l'allievo più dotato, costituisce l'asse portante del classicismo bolognese tra la seconda metà del Seicento e i primi decenni del Settecento; una corrente che rafforza il successo europeo della scuola bolognese tanto nella decorazione ad affresco quanto nella produzione di dipinti destinati alle cattedrali e alle chiese dei grandi ordini religiosi, così come alle collezioni principesche. Da Bologna le loro opere raggiungono Roma, Monaco di Baviera e Vienna. Mentre Franceschini viene conteso dai committenti, Carlo Cignani è nominato principe a vita dell'Accademia Clementina, istituzione ufficialmente riconosciuta nel 1711 dal pontefice urbinate Clemente XI, mecenate e protettore delle arti.
Venerdì 5 giugno 2026 ore 16.00 — L'atelier di Marcantonio Franceschini: un "modello" di impresa globale tra Sei e Settecento
Con Mirko Bonora (Consigliere Comitato per Bologna Storico e Artistica)
La conferenza approfondisce l'eccezionalità del modello ad olio in esposizione, all'interno di una bottega esemplare nell'organizzare la produzione ordinaria sulla base di prototipi grafici realizzati dal maestro e con standard qualitativi differenziati per tipologia di spesa e di clientela, molta della quale gestita "a distanza" con modalità di vendita epistolare diretta che anticipa i moderni modelli di marketing.
Venerdì 11 settembre 2026 ore 16.00 — Santa Maria Incoronata: storia sociale, architettonica e urbanistica di una chiesa sulle mura
Con Antonio Buitoni (Segretario Comitato per Bologna Storica e Artistica)
La conferenza illustra le vicende di una chiesa che era al contempo sede di una Confraternita laica e centro di aggregazione per un borgo popolare, quello di san Giacomo, coeso nella devozione dell'immagine dell'Incoronazione della Vergine e delle reliquie di Santa Valeria. Viene ricostruita, in particolare, la vicenda della distruzione del Borgo, sacrificato nell'indifferenza generale alla realizzazione del quartiere universitario.
Inoltre, sono previste due aperture straordinarie della chiesa di Santa Maria Incoronata in corso di restauro. La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria: museiarteantica@comune.bologna.it
Visite guidate alla chiesa di Santa Maria Incoronata
Via San Giacomo 13, Bologna
Martedì 14 aprile 2026 ore 15.30 — a cura di Accademia di Belle Arti di Bologna e di Comitato per Bologna Storica e Artistica
Martedì 19 maggio 2026 ore 15.30 — a cura di Accademia di Belle Arti di Bologna e di Comitato per Bologna Storica e Artistica
La chiesa di Santa Maria Incoronata al centro di una riscoperta
L'esposizione Franceschini segreto. Un modello rivelato al Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini si collega idealmente ad altre iniziative promosse in concomitanza da importanti istituzioni culturali cittadine, a conferma di una rinnovata attenzione verso la chiesa di Santa Maria Incoronata, monumento rimasto di fatto sino a oggi inaccessibile agli studiosi e al pubblico.
Giovedì 19 marzo 2026 alle ore 17.00, presso la Sala dello Stabat Mater della Biblioteca comunale dell'Archiginnasio (piazza Luigi Galvani 1, Bologna), sarà presentato il volume La Chiesa e il Santuario di Santa Maria Incoronata in Bologna, a cura di Daniele Benati, Mirko Bonora, Antonio Buitoni, Irene Graziani e Angelo Mazza, frutto dei recenti studi promossi dal Comitato per Bologna Storica e Artistica e dell'apertura di un cantiere-scuola dell'Accademia di Belle Arti di Bologna, che hanno avviato il recupero di questo monumento e delle testimonianze in esso racchiuse.
La pubblicazione (Paolo Emilio Persiani Editore, 2026) ripercorre, con una capillare ricerca documentale e archivistica, e non senza qualche scoperta inattesa, la storia della chiesa a partire dalla costruzione, nel XV secolo, di un primo tempietto a cavallo delle mura cittadine ad opera della Confraternita del Suffragio, che ne fu proprietaria fino all'epoca napoleonica e ne promosse il totale rinnovo in chiave "barocchetta", impreziosendola con pregevoli lavori di allievi di Gian Gioseffo dal Sole, Giacomo Maria Franceschini e con decorazioni di pittori come Bigari, Bertuzzi e Sandoni, oltre, ovviamente, alla storica presenza della tavola di Simone di Filippo. Il testo è arricchito da un cospicuo corredo iconografico, con molte immagini inedite che permetteranno agli appassionati di conoscere angoli ignoti della "Bologna che fu", come anche interessanti opere di apprezzabili artisti, spesso a torto ritenuti "minori", del Settecento bolognese.
In occasione delle Giornate FAI di Primavera, sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 la chiesa di Santa Maria Incoronata aprirà eccezionalmente al pubblico, offrendo l'opportunità unica di riscoprire un luogo poco noto ma significativo per la storia urbana e religiosa di Bologna. La visita narrata accompagnerà i partecipanti alla scoperta delle origini dell'edificio, nato come oratorio di confraternita, illustrandone l'evoluzione e le trasformazioni architettoniche tra Medioevo ed età moderna. L'esperienza sarà resa ancora più speciale dalla presenza di studenti e docenti dell'Accademia di Belle Arti di Bologna che stanno realizzando in questo luogo — in coordinamento con la Fondazione RUI che gestirà lo spazio una volta terminati i lavori di restauro — un cantiere-scuola volto alla valorizzazione e riscoperta di un patrimonio fino ad oggi in parte sconosciuto e di grande valore per la Città. Le visite sono a cura degli Apprendisti Ciceroni del Liceo Scientifico Statale "Leonardo da Vinci" e di ITCS Gaetano Salvemini (Casalecchio di Reno).
Mostra: Franceschini segreto. Un modello rivelato
Bologna - Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini
Apertura: 26/03/2026
Conclusione: 20/09/2026
Organizzazione: Comune di Bologna | Settore Musei Civici Bologna | Musei Civici d'Arte Antica
Curatore: Antonella Mampieri
Indirizzo: Strada Maggiore 44 - 40125 Bologna (BO)
Presentazione al pubblico: mercoledì 25 marzo 2026, ore 17:30
Orari: Mar-Mer-Gio 10:00-15:00; Ven 14:00-18:00; Sab-Dom-festivi 10:00-18:30
Orari festività: Pasqua 5 apr, Lunedì dell'Angelo 6 apr, 25 apr, 2 giu: 10:00-19:00
Chiusure: lunedì non festivi e 1° maggio 2026
Ingresso: gratuito
Sito web per approfondire: https://www.museibologna.it/daviabargellini
Facebook: Musei Civici d'Arte Antica
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