Dopo la mostra dello scorso autunno alla Fabbrica del Vapore di Milano, Franco Perrotti torna a Milano, in occasione della Milano Design Week 2026, con la mostra Franco Perrotti: From Object to Vision, negli spazi di Myowngallery e nella Piazza dell'Arte di Superstudio Più.
Designer di successo, Franco Perrotti ha firmato arredi e progetti per i più grandi brand del design internazionale ma in contemporanea ha avviato una ricerca artistica personale che lo ha condotto verso installazioni e sculture di grande impatto, capaci di affrontare temi profondi, anche politici e sociali. In questa nuova mostra curata da Fortunato D'Amico, design, arte e artigianato si intrecciano fino a diventare un unico linguaggio espressivo, un dialogo continuo tra funzione e percezione, tra artificio e natura. Superfici, luci e sedute abbandonano la funzione per diventare "visione". Non sono più solo arredi, ma ponti tra corpo e ambiente, bussole che orientano il nostro comportamento collettivo.
Cuore pulsante della mostra è il Dissuader collocato all'esterno nella Piazza dell'Arte, un monumentale piccione metallico trafitto da punte e sospeso in aria, simbolo potente delle barriere invisibili che disciplinano le nostre città. A dialogare con esso, la sua controparte in legno lamellare, adagiata a terra. In un cielo ormai saturo di droni e satelliti, l'opera di Perrotti ci invita a riflettere, trasformando il progetto tecnico in una responsabilità etica condivisa.
L'arte diventa così una pratica consapevole dell'abitare, un invito a riscoprire la bellezza della condivisione e della relazione. La forma smette di essere solo struttura e diventa espressione di una nuova coscienza del vivere contemporaneo.
Gli oggetti artistici esposti nella mostra From Object to Vision di Franco Perrotti appartengono a un sistema in cui la produzione seriale si integra con la pratica artigianale e attiva una nuova condizione di significato individuale e collettivo. L'oggetto assume una diversa dimensione di comunicazione, valorizzazione e relazione con l'utente e articola una continuità tra uso, percezione e responsabilità. È un paesaggio oggettivo e culturale che rende tangibile l'equilibrata relazione esistente tra artificio e natura e documenta la trasmutazione possibile del processo produttivo in una esperienza consapevole con l'emergere di una nuova condizione dell'espressione estetica. From Object to Vision traccia uno spostamento progressivo che intercorre dalla materia alla visione, dalla struttura tecnica alla coscienza ambientale, dal progetto alla condizione vivente dello spazio.
Pavimenti sopraelevati, sedute, superfici modulari, sistemi e corpi luminosi, componenti costruttivi raggiungono una dimensione di visione attraverso l'uso attivato dall'artista. Il congegno fisico supera la funzione operativa e si configura come elemento di relazione tra corpo, ambiente e comportamento collettivo. Nel progetto di invenzione e creazione degli artifici, la natura è per Franco Perrotti un ecosistema di relazioni tra forma, materia e risorse umane, con effetti sensibili sui comportamenti sociali e sulla tutela delle biodiversità.... leggi il resto dell'articolo»
In questo contesto di significati e significanti l'opera Dissuader occupa una posizione centrale nella costruzione critica della mostra. Elevata da terra e collocata nella Piazza dell'Arte del Superstudio Più, la scultura metallica raffigurante un piccione attraversato da chiodi e punte, esplicita il passaggio dal progetto alla dimensione sociale dello spazio pubblico.
Il monumentale Dissuader, sospeso nel vuoto e concepito per impedire la sosta dei volatili nello spazio urbano, è l'icona che rivela le trame di interdizione diffuse su scala globale che incidono sulla convivenza umana e sulle relazioni esercitate attraverso il potere delle cose e la loro presenza. In un cielo contemporaneo antropizzato dalla dalla proliferazione di satelliti e droni, l'opera trasforma il progetto in visione e presa di coscienza, e la natura delle cose in responsabilità condivisa. Accesso, permanenza e attraversamento appaiono come uno status d'essere regolato da strutture materiali e simboliche e testimoniano la potenza espressiva che il percorso della forma attiva nei micro e macro scenari dell'habitat domestico e territoriale. Forme e materiali visibili e invisibili suggeriscono comportamenti, movimenti, avvicinamenti e distanze nello spazio collettivo.
L'arte di Franco Perrotti è una bussola che orienta la convivenza e la vita comune, indicando una pratica consapevole dell'abitare e un'etica dell'uso dello spazio che riguarda ciascuno di noi.
Note biografiche
Franco Perrotti
Franco Perrotti (Abruzzo, 1953) si forma a Milano, dove avvia il suo percorso nel design con il marchio Perrotti Dissociati, collaborando con aziende come Tecno, Poltrona Frau, Moroso, Faram e Airon. La sua ricerca ibrida arte, design e artigianato, dando vita a oggetti, installazioni e sculture in cui funzione e racconto, rigore progettuale e immaginario poetico si intrecciano. Nel 1997 in Abruzzo avvia con Mario Mariano e Tanino Liberatore il laboratorio sperimentale Rude Bravo, inteso come officina in cui il progetto si svincola dalle logiche del mercato per farsi gesto critico e pratica di immaginazione condivisa. Conclusa l'esperienza decennale di Rude Bravo Franco ha iniziato a lavorare costantemente su progetti di installazione artistiche e allestimenti. Nel 2019 è invitato alla mostra internazionale Photology Air a Noto e presenta il primo Dissuader, metafora che prende corpo in un piccione, gigantesco e allegorico divenuto emblema della complessa relazione tra esseri umani, ma anche tra uomo e ambiente naturale. Ed è qui che Franco Perrotti ha coniugato la gestione di criteri di un progetto di design in una opera d'arte. Nel 2025 a Milano la Fabbrica del Vapore ospita la grande mostra monografica Franco Perrotti - When I Was A Designer a cura di Fortunato D'Amico, che ripercorre cinquant'anni di attività, evidenziando il passaggio dal design all'arte e la progressiva dissoluzione dei confini disciplinari.
Fortunato D'amico
Fortunato D'Amico è un curatore d'arte indipendente, laureato in Architettura al Politecnico di Milano, dove ha studiato arte contemporanea con Germano Celant. Si è laureato con Ernesto d'Alfonso con una tesi sui linguaggi simbolici barocchi derivati dall'uso dell'astronomia e della mitologia. Ha insegnato design e architettura al Politecnico di Torino e di Milano, dove tuttora ricopre incarichi nei corsi di architettura. Ha tenuto numerosi workshop e conferenze presso università straniere ed è promotore di progetti artistici multidisciplinari in ambito progettuale, scientifico, antropologico, sociale e ambientale.
È tra gli organizzatori e promotori del Premio Internazionale di Architettura Dedalo Minosse e del Vergilius d'Oro di Mantova, manifestazione dedicata alla multidisciplinarietà dell'architettura
e dell'arte. È stato curatore del MaCS Mazda Contemporary Space di Milano. Ha realizzato mostre e installazioni presso istituzioni culturali e artistiche straniere. È stato il curatore nel 2010 dell'evento Culture Nature (arti e architettura) collaterale della XII° Biennale di Architettura di Venezia, tenutasi allo Spazio Tethis, presso l'Arsenale. Dal 2010 al 2018 ha curato per la lastampa.it il blog Cultura Natura. Dal 2013 al 2018 è stato curatore della mostra Natura ConTemporanea, presso la G.A.M. Galleria d'Arte Moderna del Museo di Genova Nervi.
Nel 2018 ha realizzato il ciclo di 10 incontri, dal titolo Il lungo '68 dell'Arte, presso il Polo del '900 a Torino. Nel 2021 è stato direttore artistico e scientifico della mostra Eternal Feminine | Eternal Change al Padiglione Cavaniglia della Fortezza da Basso, evento della
XIII° Florence Biennale. Ha scritto, diretto, presentato, programmi televisivi dedicati al mondo dell'arte, come l'Archibalena e I Talenti, in onda sulle reti Sky. Scrive cataloghi e saggi per diverse case editrici.
È uno dei curatori della Fondazione Pistoletto-Cittadellarte.
È l'attuale presidente di Pensare Globalmente Agire Localmente, un'associazione no-profit con finalità civiche e di utilità sociale, nata per promuovere l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite, un piano d'azione concordato e firmato a Parigi nel 2015 da 193 Stati, che si sviluppa attraverso 17 obiettivi interdisciplinari da raggiungere entro il 2030.
Mostra: Franco Perrotti: From Object to Vision
Milano - MyOwnGallery - Superstudio Più
Apertura: 20/04/2026
Conclusione: 03/05/2026
Organizzazione: MyOwnGallery, Superstudio Più
Curatore: Fortunato D’Amico
Indirizzo: Via Tortona 27 - 20144 Milano (MI)
Orari: 11.00 – 19.30
Ingresso: Libero
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