Futurama. Nostalgia di futuro

  • Quando:  04/07/2026 - 15/11/2026

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Futurama. Nostalgia di futuro
Immagine grafica della mostra, liberamente ispirata alle copertine di Urania, Mondadori

FUTURAMA conclude la trilogia espositiva del MAN dedicata alle modalità con cui l'essere umano costruisce il proprio rapporto con il reale, con l'ambiente e con il tempo. Dopo SENSORAMA, che ha indagato la percezione come struttura cognitiva, e DIORAMA, che ha esplorato le nuove ecologie post-naturali e il ripensamento del legame tra umano e non umano, FUTURAMA si concentra sull'immaginazione del futuro come dispositivo culturale, politico ed emotivo.

Il titolo si ispira alla celebre esposizione Futurama organizzata da General Motors alla New York World's Fair del 1939, evento spettacolare che offrì a 5 milioni di visitatori una visione idealizzata dell'America del domani. Grazie a giganteschi plastici immersivi, progettati da Norman Bel Geddes, il futuro prendeva la forma di metropoli razionali attraversate da grattacieli e superstrade sopraelevate, spazi urbani organizzati attorno al dominio dell'automobile e al mito dell'efficienza tecnologica. Era un futuro ordinato, luminoso, privo di conflitti, una garanzia di prosperità e controllo del mondo. FUTURAMA prende spunto da questa illusione futuribile per interrogare un'epoca in cui il progresso appariva non solo desiderabile, ma inevitabile. Il secondo dopoguerra segnò infatti l'avvio di una stagione di ottimismo radicale, alimentata dalla crescita economica, dalle conquiste scientifiche e dall'accelerazione tecnologica. La corsa verso lo spazio, l'automazione industriale e la nascita dell'informatica generarono la convinzione che l'umanità stesse entrando in una fase di emancipazione definitiva dai limiti materiali e biologici.

Questa speranza si tradusse in un'estetica diffusa del futuro che attraversò ogni ambito della cultura visiva. L'arte sperimentò nuovi materiali industriali — esemplificati dal bestiario in metacrilato di Gino Marotta — e nuove concezioni dello spazio — come accade con le Superfici lunari di Giulio Turcato e i Concetti spaziali di Lucio Fontana. Il design e l'architettura concepirono ambienti modulari e superfici dinamiche, mentre la moda incorporò linee geometriche, tagli astratti, in dialogo diretto con la ricerca artistica. Il percorso espositivo si snoda, così, anche attraverso oggetti iconici del design anni Sessanta, caratterizzato da un approccio estetico che materializzava visioni fantastiche con forme e colori; ma è anche arricchito da una sezione di moda a cura di Michela Gattermayer. Parallelamente, la fantascienza popolò l'immaginario collettivo di robot, viaggi interplanetari e società ipertecnologiche. In questo orizzonte, anche la cultura popolare giocò un ruolo decisivo. I primi robot giocattolo giapponesi degli anni Cinquanta, ispirati alla fantascienza americana e anticipatori dei grandi «super robot» dell'animazione, traducevano in forma ludica la fascinazione per la macchina come alleata dell'uomo. Le collane di narrativa scientifica contribuirono a diffondere su larga scala visioni del futuro come spazio di avventura, scoperta e possibilità illimitate. Ne è esempio la preziosa selezione di Urania proposta in mostra, proveniente dalla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori.

Tra i nuclei più intensi, le video installazioni di una filmografia fantascientifica, dedicata alla corsa allo Spazio, dove la guerra fredda tra le due super potenze, Stati Uniti e Unione Sovietica, si trasferì all'epoca.

FUTURAMA ricostruisce, dunque, questa stagione di fiducia radicale nel progresso come una vera e propria utopia estetica, in cui la tecnologia non era percepita come minaccia, ma come promessa di liberazione dal lavoro, dalle privazioni e perfino dalla morte. Tuttavia, la mostra mette progressivamente in luce le crepe di questo scenario. Le stesse forze che avevano alimentato l'ottimismo modernista produssero anche nuove forme di disuguaglianza, alienazione e fragilità ecologica. La crescita industriale intensiva, l'espansione urbana incontrollata e l'affidamento totale alla tecnologia hanno generato conseguenze ambientali e sociali che l'utopia del progresso non aveva previsto, ma che artisti come Piero Gilardi avevano colto precocemente. Con la crisi delle grandi narrazioni moderniste e l'emergere del postmodernismo, il futuro smise di apparire come speranza condivisa e divenne un territorio instabile, spesso rappresentato attraverso scenari distopici o paradossali.

Negli ultimi decenni, eventi traumatici globali hanno ulteriormente incrinato l'orizzonte futuribile: conflitti, crisi finanziarie, catastrofi ambientali, pandemie e nuove guerre hanno riportato al centro la vulnerabilità sistemica delle società contemporanee. In questo contesto, le narrazioni sul futuro oscillano tra un rinnovato «tecno-ottimismo», che affida al progresso digitale e scientifico la soluzione di ogni problema, e un ripiegamento nostalgico verso identità e modelli del passato....leggi il resto dell'articolo»

FUTURAMA legge questa condizione come espressione del paradosso dell'ipermodernità: un'epoca caratterizzata da accelerazione continua, sovraccarico informativo e trasformazioni rapidissime, che producono al contempo entusiasmo e ansia, possibilità illimitate e senso di perdita di controllo. La mostra introduce così il concetto di «nostalgia di futuro»: una tensione emotiva in cui il desiderio di un domani migliore persiste, pur confrontandosi con l'incertezza del presente. Non si rimpiange il passato, ma la capacità che il Novecento aveva di proiettarsi in avanti con fiducia nel cambiamento. Attraverso un percorso che intreccia utopie, estetiche del progresso e visioni critiche del contemporaneo, FUTURAMA apre uno spazio di riflessione condivisa che non si limita a diagnosticare una crisi dell'immaginario, ma invita a riattivare la possibilità di pensare futuri plurali, desiderabili e consapevoli, restituendo al futuro il ruolo di orizzonte da costruire collettivamente.

Artisti in mostra: Valerio Adami, Vincenzo Agnetti, Getulio Alviani, Enrico Baj, Agostino Bonalumi, Davide Boriani, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Fabrizio Dusi, Mario Schifano, Lucio Fontana, Piero Gilardi, Pietro Gallina, Gianni Colombo, Sergio Lombardo, Gino Marotta, Germana Marucelli, Pino Pascali, Alberto Rosselli, Paolo Scheggi, Giulio Turcato, Grazia Varisco.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo con contributi critici di Carlo Antonelli, Paolo Campiglio, Michela Gattermayer e Silvia Casagrande.

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Mostra: Futurama. Nostalgia di futuro

Nuoro - MAN – Museo d'arte provincia di Nuoro

Apertura:04/07/2026

Conclusione:15/11/2026

Organizzazione:MAN – Museo d'arte provincia di Nuoro | Storyville

Curatore:Chiara Gatti e Elisabetta Masala

Indirizzo:Via Sebastiano Satta 27 - 08100 Nuoro (NU)

Orari: tutti i giorni ore 10:00–20:00; lunedì chiuso

Info: tel. +39 0784 252110 – info@museoman.it

Sito web per approfondire:https://www.museoman.it



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