
Fino al 6 gennaio 2026 Casa Morandi del Settore Musei Civici del Comune di Bologna ospita la mostra del fotografo e docente americano Gary Green (New York, 1956), After Morandi, curata da Steve Bisson e realizzata in collaborazione con L'Artiere Edizioni.
Il progetto espositivo nasce da una vicinanza intima e rispettosa di Gary Green a Giorgio Morandi; nel suo lavoro il fotografo non imita l'opera del pittore bolognese bensì ne evoca lo sguardo e la qualità poetica della sua visione.
«Non so quando ho scoperto per la prima volta l'opera di Morandi, - racconta Gary Green - ma l'ho amata da subito. Essendo un pittore, non ho mai pensato che la sua opera potesse avere un'influenza diretta sul mio lavoro. Capivo, almeno in parte, che il suo lavoro riguardava l'illusione della pittura, dello spazio, della scala».
Con una carriera che spazia dalla fotografia documentaria all'arte contemporanea, Green nel 2014, durante un viaggio in Italia intrapreso in una pausa sabbatica dall'insegnamento al Colby College (Maine), ha avuto un incontro decisivo con l'arte del pittore bolognese. La tappa a Casa Morandi è stata una sorta di pellegrinaggio personale. In quel luogo tranquillo Green ha scattato poche immagini - alcune con la sua fotocamera di grande formato, altre semplicemente con il telefono - ma ha piantato un seme che avrebbe germogliato mesi dopo.
Dopo la visita a Bologna, il fotografo statunitense ha trascorso un mese in residenza ad Assisi, dove ha iniziato a costruire piccole nature morte con oggetti trovati: bottiglie, tegole, pietre; ha allestito un semplice set all'aperto, fotografando in piena luce oggetti comuni, facendo dialogare tra loro materia, forma e spazio. Ma solo una volta tornato negli Stati Uniti, durante una residenza artistica a Yaddo, stampando e osservando il lavoro prodotto, Green ha riconosciuto il vero filo conduttore: non era l'Italia, né Assisi, né il paesaggio, era Morandi, la sua poetica fatta di attenzione, ripetizione, silenzio e mistero.
Il progetto ha allora dato vita al libro After Morandi (L'Artiere, 2016) che l'autore ha definito un'«ode» a Giorgio Morandi.
Passando per lo studio della natura morta, della relazione tra oggetti e forme e della luce quale linguaggio, il fotografo americano lavora per sottrazione, riducendo il visibile all'essenziale, senza alcuna volontà didattica: solo un desiderio profondo di guardare, di prestare attenzione, di restituire alla fotografia un senso meditativo e poetico.
Lo stesso Green paragona la fotografia alla meditazione: una pratica lenta, ripetitiva, che si nutre dell'attesa tra il momento dello scatto e quello della stampa. Il tempo del ritorno, della riflessione, dell'elaborazione è parte integrante del lavoro. Per questo, anche quando fotografa il «nulla» – come ironicamente gli dicevano alcuni colleghi ai tempi dell'università – riesce a restituire immagini cariche di senso, capaci di parlare di bellezza, morte, memoria e di presenza.
Nelle fotografie di Green i soggetti si spogliano della loro identità specifica per diventare altro: relazioni, tensioni, ritmi. L'uso della luce naturale, la cura nella composizione, la delicatezza del tono contribuiscono a creare un'atmosfera rarefatta, quasi musicale. Ogni immagine sembra una pausa, un respiro....leggi il resto dell'articolo»
La mostra a Casa Morandi non è quindi solo un omaggio da parte di un fotografo a un pittore, ma anche un incontro tra due visioni affini, pur così distanti nel tempo, nei mezzi e nei contesti. È la dimostrazione che lo sguardo può attraversare le epoche e i linguaggi, e talvolta parla di pazienza, dedizione, e attenzione al quotidiano ordinario.
«La fotografia e l'arte sono modi per guardare al caos e al mondo alla ricerca di un ordine visivo, capace di rivelare la bellezza e, così facendo, generare un senso di speranza» - scriveva Gary Green al curatore Steve Bisson in uno scambio della loro duratura corrispondenza.
In occasione della mostra a Casa Morandi, L'Artiere presenterà nel proprio bookshop (Via Petroni 22a, Bologna – aperto da martedì a venerdì, ore 14.30-18.30) una piccola esposizione dedicata ai tre libri realizzati con Gary Green (After Morandi, 2024; The River is Moving, 2020; Almost Home, 2024), con l'obiettivo di raccontare il percorso dal dummy al volume finale. Un modo per restituire uno sguardo a 360 gradi sul lavoro dell'artista e sul processo editoriale che lo accompagna. L'inaugurazione della mostra al bookshop è prevista per venerdì 10 ottobre 2025.
Note biografiche
Gary Green, nato a New York nel 1956, vive a Waterhill, Maine (USA). È professore d'arte al Colby College dal 2007, dove insegna fotografia e dirige il programma fotografico. Ha conseguito un MFA presso la Milton Avery Graduate School of the Arts del Bard College. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni museali, tra cui il Rhode Island School of Design Museum, il Portland Art Museum (Oregon), l'Amon Carter Museum (Texas), il Portland Museum of Art (Maine), e nei musei dei college Bowdoin, Bates e Colby. Ha pubblicato cinque monografie, tra cui Almost Home (L'Artiere) e Three or Four Hills (Dust Collective), entrambe del 2024. I suoi libri sono inclusi in prestigiose collezioni come la Yale Beinecke Library, la MoMA Artist Book Collection, la New York Public Library, e nelle Collezioni Speciali del Bowdoin College e della MUUS Collection.
Mostra: Gary Green. After Morandi
Bologna - Casa Morandi
Apertura:11/10/2025
Conclusione:06/01/2026
Organizzazione:Casa Morandi
Curatore:Steve Bisson
Indirizzo:Via Fondazza 36 - 40125 Bologna
Inaugurazione: venerdì 10 ottobre dalle h 18.00 alle 20.00
Orari di apertura:
martedì e mercoledì: ore 14:00 - 19:00
giovedì: ore 14:00 - 20:00
venerdì, sabato, domenica e festivi: ore 10:00 - 19:00
chiuso: lunedì non festivi
Sito web per approfondire:https://www.museibologna.it/morandi/
Altre mostre a Bologna e provincia
Giuseppe Spagnulo. Oltre la materia, verso il pensiero formante
CUBO Unipol dedica a Giuseppe Spagnulo una grande mostra monografica a Bologna, con opere monumentali e darchivio inedito.
Elliott Erwitt. L'arte di osservare
Il Museo Civico Archeologico di Bologna presenta Elliott Erwitt. L arte di osservare, ritratto intimo del grande fotografo.
Un Capolavoro di Giornata. Dall'alba al tramonto nell'Ottocento | Un viaggio nel tempo dipinto
Un Capolavoro di Giornata riunisce oltre cento dipinti ottocenteschi a Palazzo Pallavicini, organizzati per ora del giorno.
Il cielo in terra. San Francesco e Bologna tra Cinque e Seicento
Il cielo in terra apre il nuovo programma della Pinacoteca di Bologna, dedicato a San Francesco tra Cinquecento e Seicento.
Regina Moscheto. Tropical Dream
Regina Moscheto presenta Tropical Dream, mostra personale sulla natura brasiliana al Museo Rocca di Dozza, fino al 6 settembre.
QUEEN The Last Tour | Le foto di Torleif Svensson dal Magic Tour del 1986
Al Museo della Musica di Bologna, le foto di Torleif Svensson raccontano l'ultimo tour dei Queen con Freddie Mercury nel 1986.
Louis Cane. Decostruire e reinterpretare la pittura
Dalla Galleria d'Arte Maggiore g.a.m. di Bologna: opere storiche di Louis Cane tra Supports/Surfaces e sculture in ceramica degli anni Novanta.
Luigi Ghirri e Gianni Celati. Verso la foce
81 fotografie di Luigi Ghirri sul set di Strada provinciale delle anime di Gianni Celati e tre film del cineasta nella Project Room del MAMbo: l'ultimo lavoro fotografico di Ghirri prima della scomparsa.
3X3 – Nine Works on Canvas
Tre opere per ciascuno alla LABS Contemporary Art di Bologna: Elvira Amor, Marco Emmanuele e Claudio Verna a confronto sul linguaggio della pittura.












itinerarinellarte.it è un sito che parla di arte in Italia coinvolgendo utenti, musei, gallerie, artisti e luoghi d'arte.