Gastone Biggi nell'ora felice. Carte dipinte 1948–2014

  • Quando:   27/06/2025 - 01/02/2026

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Gastone Biggi nell'ora felice. Carte dipinte 1948–2014
Gastone Biggi - inv.1775, Campo felice, 1988

In occasione del Centenario della nascita di Gastone Biggi (1925–2025), la Fondazione Monteparma, in collaborazione con la Fondazione Gastone Biggi, presenta all'APE Parma Museo la mostra "Gastone Biggi nell'ora felice. Carte dipinte 1948–2014" a cura di Gloria Bianchino e Carla Dini.

Pittore costantemente impegnato nella sperimentazione di linguaggi e mezzi espressivi, Gastone Biggi (Roma, 12 febbraio 1925; Tordenaso - Langhirano, 29 settembre 2014) è una figura importante nella cultura artistica del secondo Novecento. Protagonista per almeno tre decenni dell'arte a Roma dagli anni '50 ai '70, è tra i fondatori del Gruppo 1 (1962) e autore del "Manifesto del realismo astratto" (2005). Alla pittura ha sempre affiancato l'attività di scrittore d'arte e l'interesse per la musica, passioni che connotano fortemente la sua eclettica personalità di intellettuale e artista.
Biggi si avvicina alla pittura con una ricerca volta a coniugare razionalità ed espressione poetica. Esordisce a fine anni '40 come artista figurativo per poi misurarsi con l'astrattismo, fino a elaborare un'originale ricerca, lavorando sempre al confine tra i due linguaggi.

La mostra esplora questa tensione, mettendo in luce i legami profondi — estetici, spirituali e concettuali — con i protagonisti dell'astrattismo europeo come Paul Klee e Wassily Kandinsky. Tra vibrazioni cromatiche e trame segnico-musicali, l'opera di Biggi si rivela come un punto d'incontro tra pensiero e percezione, rigore e lirismo.

Fondamentale nella produzione artistica di Biggi è il punto, elemento centrale e fondante della sua poetica, protagonista di molte delle opere esposte in mostra. Ben più di un segno grafico, il "punto" è per l'artista monade filosofica, idea formale e spirituale, particella generatrice dell'opera. Nei suoi scritti, Biggi lo considera come un elemento centrale della sua esperienza artistica, attribuendogli il peso di «conduttore» prima e di «coadiutore» poi, arrivando a dichiarare con ironia: «Datemi un punto e vi dipingerò il mondo».

Agli inizi degli anni '60 lo spazio del campo pittorico delle sue opere è attraversato da linee, da ritmati segni scuri che, come note musicali sullo spartito, si ripetono ossessivamente. Biggi, avviato ormai alla astrazione pittorica, prosegue per alcuni anni la strada coi compagni del Gruppo 1 (Nicola Carrino, Nato Frascà, Achille Pace, Ninì Santoro, Giuseppe Uncini), sostenuto dal critico Giulio Carlo Argan, che si pongono come gruppo dominante sulla scena romana e italiana. In seguito, la ricerca dell'artista si sviluppa adottando nelle varie fasi una texture precisa, che è il contraltare musicale, possiamo dire, delle serie dipinte: un contraltare pienamente autonomo nella ricchezza delle variazioni, degli spunti, dell'invenzione del disegno e del colore.

Il "Manifesto del realismo astratto" che Biggi formula nel 2005 non fa che riprendere e sistematizzare alcune convinzioni di fondo presenti già nelle sue prime esperienze pittoriche. Definendo la diarchia "figurativo-astratto" come una descrizione archivistica, Biggi scriverà che l'idea ispiratrice del manifesto è «di far comprendere ancor più come una mela, una casa, una rosa, comprenda in sé tutti i germi dell'Astrazione, anche per quel bisogno insito in noi di conservare o ravvivare le immagini di un quotidiano del quale spesso non comprendiamo la sottointesa bellezza».... leggi il resto dell'articolo»

Ricca di intrinseca positività ed energia, l'arte di Biggi è espressione di quel senso "dell'ora felice", che accompagna l'artista in tutta la sua produzione. Le sue raffinate carte dipinte — da qui il titolo evocativo e poetico della mostra — rafforzano questa sensazione, regalando l'impressione di una distanza sempre lieve e leggera tra l'idea e l'opera compiuta.

La scelta di fondo dell'esposizione è stata quella di concentrarsi sulle opere su carta di Gastone Biggi per riscoprire una fase della sua ricerca tanto imprescindibile quanto poco nota. Il disegno, infatti, lo accompagnerà sempre, assumendo una rilevante importanza in quanto non è semplice progetto per successivi dipinti ma è lavoro di ricerca compiuto che lo porta a catalogare con rigore questi suoi lavori, prendendo a modello l'Oeuvre Katalog dell'opera di Klee.

Il corpus di disegni di Biggi conta oltre 4000 pezzi, 350 dei quali sono stati donati al CSAC- Università di Parma, mentre gli altri, quasi tutti, sono conservati e rigorosamente catalogati dalla Fondazione Gastone Biggi. Di questi ultimi, in mostra all'APE Parma Museo viene proposta una selezione di oltre 230 lavori, che ripercorre i cicli più significativi della sua produzione.

Dei 29 cicli in mostra, si citano alcuni esempi: le prime sperimentazioni, "Figurativi" e "Astratti-informali", cui seguono, legate alla "nascita del punto" (1962), le griglie geometriche e luminose dei "Continui", i paesaggi interiori e musicali delle "Variabili", dei "Puntoritmi" e dei "Ritmi"; a caratterizzare gli anni '80 sono invece "Campi", "Cieli" e "Luci" mentre, a partire dagli anni '90, si assiste ai lavori scaturiti dalle esperienze americane, come "New York", "Costellazioni", "Icone" ed "Eventi", per arrivare nell'ultimo periodo a "Fleurs" e "Partiture".

A conclusione del percorso, l'inedita intera serie "La Rue des Vins", un gioioso divertissement dell'artista che propone disegni e poesie ispirati a diversi tipi di vino in un viaggio visivo e letterario tra paesaggi e sapori.

L'iniziativa, inserita nel programma celebrativo BIGGI100, intende inoltre ricordare lo speciale legame dell'artista con il territorio parmense: proprio nella frazione di Tordenaso a Langhirano, Biggi abitò e lavorò degli ultimi vent'anni della sua vita, e proprio a Parma, nel 2004, fu realizzata una delle sue più importanti mostre retrospettive a cura di Arturo Carlo Quintavalle. Il ritorno di quest'ampia esposizione nella città emiliana assume quindi il valore di un ritorno simbolico e affettivo, oltre che artistico.

In continuità con le iniziative che APE Parma Museo ha recentemente riservato a Giovanni Chiaramonte, Riccardo Lumaca e Aldo Tagliaferro, la mostra dedicata a Gastone Biggi si inserisce a pieno titolo negli obiettivi culturali perseguiti da Fondazione Monteparma al fine di valorizzare gli artisti italiani del secondo Novecento che hanno avuto importanti legami con Parma e che meritano di essere maggiormente conosciuti dal grande pubblico.

L'esposizione sarà visitabile in Strada Farini 32/A, fino al 1° febbraio 2026, dal martedì alla domenica ore 10.30-17.30.

Tra gli eventi BIGGI100, alla Casa Rossa di Tordenaso è in programma una serata musicale (domenica 29 giugno, ore 21) e Letture da "La Rue des Vins" di Gastone Biggi (venerdì 4 luglio, ore 21), ingresso gratuito su prenotazione.

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Mostra: Gastone Biggi nell'ora felice. Carte dipinte 1948–2014

Parma - APE Parma Museo

Apertura: 27/06/2025

Conclusione: 01/02/2026

Organizzazione: Fondazione Monteparma con Fondazione Gastone Biggi

Curatore: Gloria Bianchino e Carla Dini

Indirizzo: Strada Farini 32/a - 43121 Parma

Orari: dal martedì alla domenica, ore 10.30 – 17.30

Ingresso a tutte le mostre in corso:

intero € 8;
ridotto € 5 per under 35, over 65, gruppi di almeno 10 unità;
gratuito per scuole, under 18, guide turistiche e giornalisti, persone diversamente abili e loro accompagnatori
possibilità di biglietto cumulativo intero € 10; ridotto € 7

Per info: tel. 0521 2034 info@apeparmamuseo.it

Sito web per approfondire: https://www.apeparmamuseo.it



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