
Il progetto espositivo Redemption Machines per Lecce Art Week 2026, a cura di Andrea Tapparini, prende forma negli spazi della Fondazione Palmieri, già Chiesa di San Sebastiano, edificata nel XVI secolo e storicamente legata al vicino Conservatorio delle Pentite, istituzione religiosa destinata all'accoglienza di donne emarginate, ragazze madri ed ex prostitute. In questo contesto storico, il corpo femminile diventa il punto di partenza per una riflessione sul rapporto tra istituzione, potere e redenzione, indagando le ambiguità di un sistema che offriva protezione e reintegrazione sociale attraverso pratiche di disciplina morale e spirituale.
L'installazione interpreta il corpo come un territorio politico: una superficie sulla quale agiscono dispositivi di controllo, cura, sorveglianza e trasformazione dell'identità. Le donne accolte nei conservatori uscivano da una condizione di marginalità attraverso percorsi di redenzione che comportavano tuttavia l'ingresso in uno spazio regolato da norme, rituali e forme di controllo capaci di ridefinire profondamente la loro esistenza. In questa prospettiva, il progetto riflette sul modo in cui le istituzioni — religiose, sociali e politiche — hanno storicamente costruito luoghi di protezione che sono allo stesso tempo luoghi di regolamentazione e disciplina, avvicinandosi a quella condizione che il sociologo Erving Goffman definisce istituzione totale.
La mostra amplia questa riflessione mettendo in dialogo il passato con forme contemporanee di sorveglianza e gestione dei corpi: dalla regolazione della sessualità alle tecnologie digitali, dalle pratiche di cura alle dinamiche attraverso cui immagini, media e sistemi culturali modellano l'identità individuale.
Un nucleo centrale del progetto è dedicato a due figure della mistica cristiana, Santa Caterina da Siena e Sant'Angela da Foligno, donne che hanno abitato territori estremi dell'esperienza religiosa. Visioni, estasi, pratiche ascetiche, penitenze corporali e una radicale esperienza del corpo fanno delle loro vicende esempi emblematici di soggettività difficilmente contenibili all'interno delle norme sociali.
I corpi rappresentati nelle opere prendono origine da una ricerca visiva sviluppata a partire da immagini contemporanee provenienti dalle strade di Kensington, a Philadelphia, dove la diffusione del fentanyl ha generato nuove forme di vulnerabilità e abbandono. Le posture di questi corpi — piegati, sospesi, spezzati, apparentemente privi di controllo — evocano inaspettatamente le iconografie dell'estasi religiosa e del martirio, suggerendo un confronto tra dipendenza, cura, disciplina e trascendenza. Attraverso questo cortocircuito temporale, la mostra interroga il modo in cui ogni epoca costruisce e interpreta i propri corpi fragili, devianti o redenti.
L'installazione si sviluppa come un percorso immersivo all'interno dell'antico conservatorio, articolato in nuclei visivi e sonori che intrecciano storia locale, iconografia religiosa, cultura digitale e riflessione geopolitica, invitando il visitatore a interrogarsi sulle forme visibili e invisibili attraverso cui il potere continua ad agire sui corpi e sulle identità....leggi il resto dell'articolo»
L'esperienza visiva è integrata da una sperimentazione sonora ambientale, realizzata in collaborazione con la violinista Veronica Berardi e il musicista Riccardo Mistroni. La traccia si configura come un palinsesto acustico in cui frammenti della tradizione barocca si intrecciano a una complessa stratificazione vocale e concettuale: le citazioni delle lettere di Santa Caterina da Siena vengono messe in dialogo con conversazioni anonime tratte da gruppi Reddit di discussione sul corpo femminile. Il repertorio musicale, interamente dedicato al compositore Nicola Matteis (seconda metà del Seicento), è tratto principalmente dagli Ayres for the Violin.
Mostra: Giampaolo Parrilla. Redemption Machines
Lecce - Fondazione Palmieri
Apertura:06/06/2026
Conclusione:07/07/2026
Organizzazione:Fondazione Palmieri
Curatore:Andrea Tapparini
Indirizzo:Via Palmieri 5 - 73100 Lecce (LE)
Orari: tutti i giorni dalle 17.30 alle 22.00 (chiuso il lunedì)
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