Inaugurata venerdì 25 ottobre a Roma con il titolo de "LA MAPPA SMAPPATA" e visitabile fino al 16 novembre la personale di Giancarlino Benedetti Corcos, Giancarlino per tutti, amato artista della Capitale da ultimo votato anche alla ceramica, anche se è questo è un amore che parte da lontano.
A commentarne qui, invece, le tele, i testi di Geri Morellini, giornalista e regista televisivo, che parla, per l'Artista, di "pittura veloce come in scrittura il flusso di coscienza di Kerouac sui rotoli di carta, per non voltare pagina senza perdere attimi e connessioni. Tratti infantili, a olio, su lenzuola, in un linguaggio intimo e universale. Campi di fiori per parlare con l'aldilà e la sua amata. Ancora donne, in tutto il loro mistero rassicurante, sorridenti. Note di musica che scandiscono la tela nel ritmo di uno spartito. Una pittura che nella velocità felice, come in un paesaggio visto a 300 km all'ora, unisce astratto e figurativo. Immanenza, di solito color oro, e trascendenza, sempre colorata. Quella velocità interattiva fornisce interpretazioni drastiche e fiere alla vanità dello spettatore, che coglie ciò che forse anche il pittore avrebbe perso, secondo lui, in una fugace creatività".
E dice quasi tutto, se non fosse che Giancarlino ha anche molto ha avuto e ha a che fare con la sperimentazione artistica tout court, con il non sense di tanti festival, con la poesia e la parola scritta, con l'intreccio suo artistico, culturale, ideale, umano con tanti altri artisti e creativi con cui ha camminato in questi anni, prima su tutti proprio la sua compagna anche di vita, Laura Rosso, in un viaggio che è, come per tutti, soprattutto di vita prima che d'arte (...."artista e uomo sono uguali e indistinguibili, loro" scrive Morellini).
"Le mappe sono docili ... perché possono sempre cambiare", l'aforisma di Achille Bonito Oliva, per una mostra in fieri, che si va costruendo mentre se ne parla. "La mappa smappata", laddove, dice Giancarlino: "Le Mappe si ribellano quando i confini vengono dettati dalla Guerra. Si cancellano, si nascondono, forse per non farsi più vedere. Si cancellano i binari, i confini. Per far posto a odi, forse eterni, che ci piegano. Un trauma assoluto, solo Sisifo accorre in riparo. Lui, che tutti dicono sofferente, in realtà è felice di fare la sua opera, da lontano. Dall'alto vede il panorama e confini dettati dalla pietra che rotolando segna sempre nuovi tratti, nuovi confini aperti, non gestiti dal Male del mondo. Più in basso la casa del Giullare Terpandro che danza per cercare una casa lì vicino, cercando la sua amata, Verina. Un po' più sotto dei balli di parole. Terpandro e Verina anche loro tracciando confini nella terra flebile verso il Teatro del Sole e dell'Ombra".
Giancarlino Benedetti Corcos, è un artista (ma preferisce pittore), diplomato presso L'Istituto Nazionale per la Grafica. Studia poi architettura nei corsi di Bruno Zevi. Espone in molte gallerie romane, spesso accompagnando le mostre con sue performances basate su testi teatrali ("commediole" scritte a quattro mani con la compagna, oggi scomparsa, Laura Rosso, storica dell'arte, sua musa) o su figure immaginarie. Diversi i supporti su cui dipinge: ceramica, tela, legno, carta, materiali semplici o di recupero, lenzuola. Da otto anni usa la ceramica come campo di sperimentazione del progetto di architettura. Le sue opere sono state esposte tra l'altro alla Biennale di Venezia nel 2012 a cura di Vittorio Sgarbi, nell'appartamento di Innocenzo X e Olimpia a Sant'Agnese in Agone in occasione del 350esimo compleanno del Borromini, a cura di Achille Bonito Oliva e Francesco Giulio Mazzeo, a Neuss nel Castello di Benrath, New Orleans performance al Gary Keller, Macro Asilo a Roma.
Mostra: Giancarlino Benedetti Corcos. La mappa smappata
Roma - Galleria André
Apertura: 25/10/2024
Conclusione: 16/11/2024
Organizzazione: Galleria André
Indirizzo: Via Giulia 175 - Roma
Orari: martedì-venerdì 10-13 | 16-19. Sabato 16-19
Per info: Tel. 06-6861875 – e-mail: info@andrearte.it
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