La Fondazione Accorsi-Ometto è lieta di annunciare un'importante rassegna dedicata a Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, a quasi ottant'anni dall'ultima grande retrospettiva che si tenne nel 1950 a Vercelli e a Siena.
La mostra, curata da Serena D'Italia, Luca Mana e Vittorio Natale, con il comitato scientifico composto da Roberto Bartalini, Francesco Frangi ed Edoardo Villata, propone per la prima volta all'attenzione del pubblico la produzione iniziale del pittore, nella quale emerge un'elaborazione frenetica delle diverse esperienze maturate dall'artista che gli hanno permesso di sviluppare un linguaggio del tutto personale.
Le oltre cinquanta opere presenti in mostra, alcune delle quali inedite o mai esposte prima, provengono da prestigiose collezioni private e da importanti istituzioni pubbliche, come l'Accademia Carrara di Bergamo; il Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi di Casale Monferrato (AL); la Pinacoteca di Brera di Milano; il Musée Jacquemart-André di Parigi; i Musei Civici di Pavia; la Fondazione Guglielmo Giordano di Perugia; l'Arciconfraternita di Santa Maria dell'Orto, la Galleria Borghese, i Musei Vaticani e la Pinacoteca Capitolina di Roma; la Collezione Chigi Saracini, Banca Monte dei Paschi di Siena e la Pinacoteca Nazionale di Siena; la Parrocchia Spirito Santo di Sommariva Perno (CN); la Biblioteca Reale, la Galleria Sabauda, i Musei Reali, Palazzo Madama e la Pinacoteca dell'Accademia Albertina di Torino; il Palazzo dei Musei Pinacoteca di Varallo; l'Archivio Storico Comunale e il Museo Francesco Borgogna di Vercelli.
Dalla bottega di Giovanni Martino Spanzotti, ai cicli di affreschi in Sant'Anna in Camprena (1503-1504) e nel chiostro di Monteoliveto (1505-1508), nel Senese, per giungere alle straordinarie puntate a Roma, sorretto dalla committenza di Agostino Chigi, Sodoma compie un viaggio che il percorso espositivo tenta idealmente di ricostruire.
A confermare l'intensità degli scambi tra il Piemonte e il centro Italia, dalla fine del Quattro agli inizi del Cinquecento, sono esposte alcune importanti opere di Macrino d'Alba (come la Madonna col Bambino in trono e santi della Pinacoteca Capitolina di Roma e una inedita predella con Cristo e gli apostoli proveniente dalla residenza papale di Castel Gandolfo), di Gaudenzio Ferrari; di Eusebio Ferrari e di Gerolamo Giovenone una delle varie versioni della Madonna d'Orleans di Raffaello.
Biografia artista
Giovanni Antonio Bazzi, universalmente noto come il Sodoma, nacque a Vercelli intorno al 1477. Il primo documento noto sull'artista, datato 1490, è relativo all'inizio del suo apprendistato nella bottega di Giovanni Martino Spanzotti, il più importante artista rinascimentale attivo in Piemonte in quegli anni.... leggi il resto dell'articolo»
Nei suoi anni di formazione Sodoma ebbe modo di conoscere le novità figurative che venivano elaborate in quegli anni tra Vercelli, Casale, la Milano leonardesca e Mantova, assorbendole per creare quell'inconfondibile linguaggio stilistico che caratterizzò poi le opere della sua maturità.
Sodoma giunse a Roma per la prima volta nel 1497, pressappoco ventenne, e nella città pontificia venne a contatto con i fasti delle antichità romane e con le grandi campagne ad affresco realizzate in città da Perugino e da Pinturicchio negli anni precedenti. È possibile che poco dopo, intorno al 1500, egli abbia iniziato a dipingere gli affreschi ancora oggi visibili nel monastero laziale di Subiaco. In seguito si trasferì a Siena, dove trascorse la maggior parte della sua vita e si affermò come uno dei principali pittori rinascimentali attivi in Toscana. Qui la sua prima opera documentata sono gli affreschi del monastero di Sant'Anna in Camprena (1503-1504), seguiti da quelli dell'abbazia di Monte Oliveto Maggiore (1505-1508).
La fama dell'artista era ormai al suo apice, tanto che nel 1508 venne chiamato a Roma per collaborare con altri colleghi alla decorazione delle Stanze Vaticane. In particolare nell'attuale Stanza della Segnatura Sodoma si trovò a lavorare fianco a fianco con uno dei più celebri pittori dell'epoca, Raffaello Sanzio. Sempre a Roma, su incarico del banchiere senese Agostino Chigi, il Bazzi realizzò uno dei suoi capolavori, l'affresco delle Nozze di Alessandro e Rossane nella villa della Farnesina.
Rientrato stabilmente a Siena, Sodoma continuò a produrre opere di grande rilievo, tra cui pale d'altare, affreschi e dipinti di devozione privata. Tra i cicli più significativi del periodo senese ricordiamo gli affreschi dell'oratorio di Santa Caterina in San Domenico a Siena, oltre alle decorazioni nel Palazzo Pubblico. L'artista morì a Siena nel febbraio del 1549.
Biografie curatori
Serena D'Italia si è laureata e ha conseguito il dottorato di ricerca presso l'Università degli Studi di Torino. È specializzata in storia della pittura italiana ed europea dal XV al XVII secolo e in storia del collezionismo.
Tra le sue pubblicazioni più recenti si ricordano il volume L'archivio fotografico di Lorenzo Rovere ai Musei Civici di Torino (2022) e la guida Piemonte rinascimentale (2024).
Ha inoltre curato le mostre Dal disegno al dipinto. Un trittico gaudenziano riscoperto (2022) e Bagliori del nord. Pittura fiamminga tra Cinque e Seicento e la sua fortuna in Piemonte (attualmente in corso) per la Pinacoteca dell'Accademia Albertina di Torino.
Per la Fondazione Accorsi-Ometto di Torino ha curato insieme a Luca Mana e a Vittorio Natale la mostra Rinascimento privato. Da Spanzotti a Defendente Ferrari nelle collezioni piemontesi (2022).
Luca Mana si è laureato in Storia dell'Arte all'Università di Torino. Vincitore nel 2009 della borsa di studio CRT "Master dei Giovani Talenti della Società Civile", dal 2019 è Direttore e Responsabile delle Collezioni del Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto di Torino, del quale, in questi ultimi anni, ha curato il riallestimento delle sale e gli allestimenti delle mostre. Curatore e co-curatore di esposizioni dedicate alla cultura figurativa italiana tra Seicento e Ottocento, è autore di saggi e articoli che spaziano dall'evoluzione dei repertori ornamentali alla storia delle arti decorative.
Per la Fondazione Accorsi-Ometto di Torino ha curato, insieme a Serena D'Italia e a Vittorio Natale, la mostra Rinascimento privato. Da Spanzotti a Defendente Ferrari nelle collezioni piemontesi (2022) e, insieme a Laura Facchin e Massimiliano Ferrario, la mostra Venezia nel Settecento. Una città cosmopolita e il suo mito (2023).
Vittorio Natale, storico dell'arte indipendente, svolge attività di ricerca storico-artistica soprattutto in relazione all'area piemontese, ligure e savoiarda. I suoi numerosi contributi in articoli per riviste e in saggi e schede per cataloghi di mostre spaziano dalla scultura rinascimentale alla pittura neoclassica.
In particolare ha curato la collana, sponsorizzata dalla Biverbanca, "Arti figurative a Biella e a Vercelli", in cui sono stati anche pubblicati fra il 2003 e il 2007 cinque volumi dal Due all'Ottocento.
È stato consulente per i progetti di ordinamento del Museo del Territorio di Biella (1993-2001), della Gipsoteca Della Vedova di Rima (2000-2001) e del Museo Vasariano di Bosco Marengo.
Ha curato le seguenti mostre: La collezione Enrico Lucci, Museo del Territorio di Biella 1997; Collezione Piero Bora: pubblicità e grafica anno '30 a Biella, Biella 1997; Le Sindoni ritrovate. Il restauro delle raffigurazioni nel Biellese, Museo del Territorio di Biella 2000; Verso il Sacro Monte: Immagini della Passione nel Quattrocento, Museo Borgogna di Vercelli 2006; Eleazaro Oldoni: una nuova scoperta per il Rinascimento a Vercelli, Vercelli, Museo Borgogna, 2019; Il Rinascimento europeo di Antoine de Lonhy, Susa, Museo Diocesano, 2021.
Per la Fondazione Accorsi-Ometto di Torino ha curato le mostre Angelo Cignaroli. Vedute del Regno di Sardegna (2012), Spiritelli, amorini, genietti e cherubini. Allegorie e decorazione di putti dal Barocco al Neoclassico (2016) e Rinascimento privato. Da Spanzotti a Defendente Ferrari nelle collezioni piemontesi (2022), insieme a Serena D'Italia e Luca Mana.
Mostra: Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento
Torino - Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto
Apertura: 31/03/2026
Conclusione: 06/09/2026
Organizzazione: Fondazione Accorsi-Ometto
Curatore: Serena D'Italia, Luca Mana, Vittorio Natale
Indirizzo: Via Po 55 - 10124 Torino (TO)
Orari: Martedì, mercoledì e venerdì 10-18 | Giovedì 10-20 | Sabato, domenica e festivi 10-19. La biglietteria chiude mezz'ora prima. Lunedì chiuso
Biglietti: Biglietto unico (comprensivo di ingresso al Museo): intero € 14,00; ridotto € 12,00 (dai 19 ai 26 anni; over 65). Ridotto € 10,00: dagli 11 ai 18 anni; convenzioni. Ridotto € 6,00: insegnanti. Gratuito: fino a 10 anni; possessori Abbonamento Musei e Torino + Piemonte card; possessori tessera ICOM; persone con disabilità + 1 accompagnatore; giornalisti
Visite guidate: Sabato, domenica e festivi ore 11.30 e 17.30. Costo: € 6,00 oltre al biglietto d'ingresso. Speed Tour (durata 35' circa): da martedì a venerdì ore 11 e 17. Costo: € 3,00 oltre al biglietto d'ingresso. Prenotazione obbligatoria: 011 837 688 int. 3 – biglietteria@fondazioneaccorsi-ometto.it
Sito web per approfondire: https://fondazioneaccorsi-ometto.it
Facebook: https://www.facebook.com/museoaccorsi/
Instagram: https://www.instagram.com/museoaccorsi/
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