Giulia Mangoni. Stratigrafie del Vivente

  • Quando:   23/05/2026 - 27/09/2026

Arte contemporaneaMostre a Monza - BrianzaLissone


Giulia Mangoni. Stratigrafie del Vivente
Giulia Mangoni, Ode all’uomo che ha perso le sue radici, 2024, carboncino, gesso, grafite e pastello su carta, vasi di ceramica grezza, 200x150x120cm. Courtesy l'artista e ArtNoble Gallery. Foto Michela Pedranti

Dal 23 maggio al 27 settembre 2026, il MAC – Museo d’Arte Contemporanea di Lissone (MB) presenta la prima mostra monografica museale dedicata all’artista italo-brasiliana Giulia Mangoni (Isola del Liri, 1991), dal titolo Stratigrafie del Vivente, a cura di Stefano Raimondi.

L’artista, già vincitrice del Premio Lissone 2021, sviluppa una ricerca che interseca pittura, memoria e appartenenza territoriale. Concepita come un percorso stratificato che attraversa pratiche, immaginari e ontologie del vivente, si articola sull’intero museo come una sequenza di ambienti in cui sistemi differenti – artigianali, simbolici, naturali e industriali – emergono come strati interdipendenti di un’unica realtà complessa. Più che organizzare temi, il progetto costruisce un dispositivo in cui immagini, materiali e relazioni si depositano e si trasformano nel tempo, attivando una lettura del presente come campo attraversato da tensioni e continuità.

Sottolinea Stefano Raimondi, Direttore Artistico del MAC e curatore della mostra: «il MAC di Lissone continua a investire nella valorizzazione degli artisti italiani contemporanei, accompagnandone i percorsi di ricerca con progetti espositivi che offrono uno sguardo approfondito e museale sul loro lavoro. La mostra di Giulia Mangoni rappresenta perfettamente questa visione: un’artista capace di intrecciare dimensione territoriale e respiro internazionale, memoria e immaginazione, costruendo una riflessione estremamente attuale sul nostro rapporto con il vivente».

Stratigrafie del Vivente adotta una concezione “geologica” dell’esperienza, in cui livelli temporali differenti coesistono e si influenzano reciprocamente, evocando una visione del mondo come processo in continuo divenire. La mostra restituisce così una riflessione sul vivente inteso non come insieme di elementi separati, ma come rete complessa di relazioni attraversata da memorie, sopravvivenze e trasformazioni.

La pratica di Mangoni nasce da un coinvolgimento diretto con i territori e le comunità. L’artista collabora con artigiani, allevatori e opera in contesti locali, in particolare nella Ciociaria, territorio che l’artista ha eletto come luogo centrale della propria ricerca. A partire dagli archivi locali, dalle storie orali, da documenti e testimonianze, Mangoni costruisce composizioni pittoriche dense e stratificate, in cui paesaggi e figure emergono come elementi attivi di scenografie immaginate.

La pittura diventa così una superficie attiva di traduzione: un luogo in cui gesti, saperi e narrazioni vengono rielaborati, trasposti e talvolta disallineati, dando forma a nuove configurazioni visive. Più che rappresentare il mondo, il lavoro di Mangoni ne interroga le condizioni di possibilità, insistendo sulla necessità di ripensare il rapporto tra umano, animale, vegetale e simbolico.... leggi il resto dell'articolo»

Le iconografie religiose, rilette attraverso una sensibilità contemporanea, si intrecciano con la cultura materiale e con la dimensione rituale del paesaggio, generando un lessico ibrido in cui il sacro emerge come forma latente e persistente. In questo slittamento, l’immagine diventa luogo di sopravvivenza e metamorfosi, dove passato e presente convivono in una simultaneità senza gerarchie.

«Il mio lavoro nasce dall’osservazione del paesaggio e di chi lo abita; non come qualcosa da guardare a distanza, ma mediante un ascolto partecipe» dichiara l’artista. «Un paesaggio colto nel suo movimento di autorappresentazione, mentre racconta sé stesso al mondo. Il disegno è la prima iscrizione di questo racconto; la pittura arriva dopo, come qualcosa che si deposita. Attraverso la pittura, la narrazione originaria e territoriale si trasforma, si allontana dal luogo da cui nasce e diventa più ampia, quasi archetipica. I quadri parlano di un paesaggio sognante, attraversato da dimensioni diverse. Dipingere, per me, è un modo per tenere insieme questi strati e provare ad andare oltre.»

La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale che verrà presentato durante il periodo espositivo.

Con Stratigrafie del Vivente, il MAC di Lissone prosegue il proprio impegno nella valorizzazione delle più significative ricerche artistiche contemporanee, dedicando uno sguardo approfondito a una delle voci più interessanti della pittura italiana emergente.

Giulia Mangoni (Isola del Liri, 1991). Tra le mostre personali più significative: From the Island of Liri (Dreambox Lab, New York, 2019), Bits & Cream. Metabolizzazione d’Archivio (ArtNoble Gallery, Milano, 2021), Nambur (IUNO Projects, Roma, 2022), La Strega si Trasforma Persino in Vento (Operativa Arte Contemporanea, Roma, 2022), Un Letto di Frasche (ArtNoble Gallery, Milano, 2024), Ai rimanenti, Pastori e Contadini (Museo Antropologico Gente di Ciociaria, Arce, 2025). Tra le mostre collettive di maggiore rilievo: The Futures We Speak (Clemente Art Space, New York, 2023), Geographies of Memory (LAMB Gallery, Londra, 2022), Vivere di paesaggi (APALAZZOGALLERY, Brescia, 2021), Ladder to the Moon (Monitor Gallery, Roma, 2021), Pittura Italiana Oggi (Triennale Milano, 2024), La città, tra realtà e sogno (Galleria San Fedele per il Premio San Fedele 2013/14, Milano), 23° Premio Cairo (Museo della Permanente, Milano, 2024), Pintura Italiana Hoy (Palacio Libertad, Buenos Aires, 2025), Bella Figura (Complesso Monumentale della Pilotta, Parma, 2025), Pintura Italiana Hoje (Museu Nacional da Republica, Brasília, 2025). Attualmente Mangoni prosegue la sua ricerca sull’appartenenza territoriale con il progetto espositivo Cinevetrina, presso il cinema storico di Isola del Liri, iniziativa che coinvolge artigiani locali, agronomi, allevatori di specie autoctone, scrittori e antropologi, generando opere e progetti pubblici come Il Salmerino Viandante (come parte di Una Boccata d’Arte a San Lorenzo Dorsino, Trentino-Alto Adige, 2022), Il Soffio del Gatto (a cura di Saverio Verini, in collaborazione con il Museo delle Scienze e del Territorio, Spoleto, 2023), Di donne, di pirati e di santi (come parte di Hypermaremma, Isola del Giglio, 2024), Le Lupe di Roma (a cura di Spazio Taverna per Porta San Giovanni, Roma, 2025).

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Mostra: Giulia Mangoni. Stratigrafie del Vivente

Lissone - MAC Museo d’Arte Contemporanea

Apertura: 23/05/2026

Conclusione: 27/09/2026

Organizzazione: Comune di Lissone / MAC Museo d’Arte Contemporanea

Curatore: Stefano Raimondi

Indirizzo: Viale Elisa Ancona 6 - 20851 Lissone (MB)

Inaugurazione: sabato 23 maggio 2026, ore 18:00

Orari: mercoledì, giovedì, venerdì 16:00–19:00; sabato e domenica 11:00–19:00

Ingresso: gratuito

Sito web per approfondire: https://www.museolissone.it



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