
Fino al 17 gennaio 2026, M77 Gallery apre le porte a Riflessioni, la nuova mostra personale di Grazia Varisco, protagonista della ricerca visiva italiana del secondo Novecento. Un ritorno atteso, quello negli spazi di via Mecenate 77 a Milano, a cinque anni dalla precedente esposizione Ospitare lo spazio (2020).
Il progetto, curato da Francesco Tedeschi, si presenta come una rilettura attuale del lavoro della Varisco proponendo un dialogo tra le sue opere storiche e le produzioni più recenti attraverso un allestimento che mette al centro la relazione tra spazio, tempo e percezione.
Focus della mostra sono infatti le due installazioni realizzate per M77 in cui la presenza, attiva e passiva, delle strutture temporanee che determinano il movimento nello spazio e la percezione dello stesso, produce un rapporto tra fisicità e impermanenza.
Il percorso inizia al piano inferiore, dove il tema portante è quello della "precarietà", con due delle prime opere sul tema del "cantiere", a cominciare dal pannello orizzontale Spezzata e fuga - Tra...guardo (1980), e quindi Tra...guardo (2013) intervento che unisce e disgiunge due spazi, accompagnando il visitatore verso il corridoio laterale. Qui sono esposti alcuni "materici" realizzati tra il 1957 e il 1959 che offrono uno sguardo sulla lunga e fruttuosa carriera dell'artista milanese.
A segnare la transizione tra questo primo linguaggio e una nuova fase sperimentale è Schema luminoso variabile"R. VOD" (1965), che costituisce il segno più noto di Varisco e indica il passaggio dal clima in cui sono stati elaborati i "materici" alla fine degli anni Cinquanta, a quello di una nuova espressione artistica, proseguita con i movimenti percettivi prodotti dal Reticolo frangibile (Boogie quadricromia)(1968-1969) e dalla variabilità dei moti interni del cerchio nel quadrato dei "Mercuriali" della serie "Variabile+Quadrionda".
Cuore della prima parte del percorso è quindi la disposizione di palizzate in legno, dal procedere labirintico e temporaneo, che rievoca l'intervento realizzato nel 1969 per la rassegna Campo urbano e accompagna un nucleo di opere della serie Between (1973-1981), quasi tutte prodotte nei primi anni Ottanta. In questi lavori la presenza di pareti specchianti nascoste dietro le assi di legno crea un continuo gioco tra chiusura e apertura, coinvolgendo attivamente lo spettatore nella definizione dello spazio, richiamando la suggestione del "cantiere" come luogo temporaneo ed esperienza del vivere urbano: "La palizzata del cantiere, la rete di recinzione, sono apparenze materiali della realtà cariche di segni... segni di ingombro, di ostacolo, di divieto. Apparenze provvisorie che separano, che escludono, che condizionano", spiega in un suo recente scritto l'artista....leggi il resto dell'articolo»
Il passaggio da questa condizione di temporanea sospensione alla seconda parte del percorso è caratterizzato da alcuni lavori - Rotorete bianca(2006), Sollevo/Sollievo (2002), Rotorete rossa (2006) - che riprendono l'immagine del cerchio come forma compiuta e come traccia aperta, oltre che dagli spazi potenziali di due "ferri" degli anni Settanta.
Il piano superiore è invece determinato dall'installazione Riflessioni, che dà il titolo alla mostra. Qui l'ambiente è animato dalla moltiplicazione e dalla frammentazione dell'immagine riflessa negli specchi in continuo movimento. L'intervento maggiore è introdotto da tre listelli specchianti a parete che costituiscono l'opera Ciao, posti al vertice della scala, e prosegue nel corridoio esterno, dove trovano posto alcuni ulteriori elementi mobili specchianti a parete, che confermano la più recente direzione dell'incessante invenzione di proposte di esplorazione dello spazio/immagine in movimento, che caratterizza l'opera di Grazia Varisco.
Questi dispositivi riflettenti amplificano il dialogo tra opera, spazio e osservatore, rendendolo parte integrante della composizione. "Elementi lineari specchianti ruotano generando immagini scomposte e asincrone, proponendo riflessioni sul passato e sul futuro che non trovano una definizione univoca e lasciano spazio all'interpretazione di chi osserva", spiega a tale proposito Grazia Varisco.
La parte centrale dello spazio dedicato a Riflessioni è completato da altre opere che riprendono lo stato di mobilità virtuale e visiva, con Reticenze, lavori mai esposti compiuti con reti variamente ritorte e sospese, posti a creare una composizione unitaria sulla parete di fondo, sei elementi della serie "Ri-velati" (2015), costituiti da fogli di rete metallica ripiegata, bianca e nera, e da Comunicanti in acciaio (2008), opere che rilanciano il senso della temporaneità e mobilità di ogni concezione costruttiva, per trovare quindi in Filo rosso (2025) un possibile segno di stabilità che riconduce tutto il percorso a un orizzonte forse inarrivabile.
Riflessioni definisce quindi un significato molteplice, richiamando sia l'atto del ripensare criticamente e consapevolmente alla propria opera nel tempo, sia la dimensione fisica e percettiva stessa dell'esperienza proposta.
Il catalogo della mostra, a cura di Francesco Tedeschi, offre un approfondimento critico sul lavoro di Varisco e sulle relazioni tra arte, spazio e tempo.
Mostra: Grazia Varisco. Riflessioni
Milano - Galleria M77
Apertura:06/10/2025
Conclusione:17/01/2026
Organizzazione:M77 Gallery
Curatore:Francesco Tedeschi
Indirizzo:Via Mecenate, 77 - 20138 Milano
Orari: dal martedì al sabato, dalle 11.00 alle 19.00. Domenica e lunedì chiuso
Info: Tel. +39 0284571243 - info@m77gallery.com
Sito web per approfondire:https://www.m77gallery.com/
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