Haley Mellin. Siamo Natura

  • Quando:   24/06/2025 - 29/10/2025
  • evento concluso

Arte contemporaneaMostre a FirenzeFirenze


Haley Mellin. Siamo Natura
Haley Mellin, Siamo Natura Installation Views (2025), Courtesy of the artist and Museo Novecento. Ph Ela Bialkowska

Dal 24 giugno al 29 ottobre, il Museo Novecento di Firenze ospita la prima mostra personale internazionale in un museo dell'artista e ambientalista americana Haley Mellin, riconosciuta per il suo impegno nella pittura e nella salvaguardia del territorio.

L'esposizione apre al pubblico martedì 24 giugno, con ingresso gratuito per i cittadini di città metropolitana in occasione della festa di San Giovanni, patrono di Firenze.

Curata da Sergio Risaliti e Stefania Rispoli, la mostra si sviluppa in quattro sale e approfondisce la pratica dell'artista tra pittura, disegno e attivismo ambientale. Haley Mellin è la fondatrice, nel 2017, dell'iniziativa no-profit Art into Acres, che ha mobilitato artisti a sostegno della protezione di oltre 30 milioni di ettari di foreste primarie, grazie alla collaborazione con comunità indigene e locali, e a raccolte fondi guidate dal mondo dell'arte. Questi sforzi hanno contribuito alla formazione di parchi nazionali, aree protette, anche indigene, e territori di conservazione comunitaria – ovvero spazi dedicati alla tutela della biodiversità e al riconoscimento legale delle terre in favore di comunità storiche locali. Per la prima volta, il lavoro di Haley Mellin con Art into Acres viene presentato al pubblico come una forma di attivismo artistico, inseparabile dalla sua pratica pittorica e grafica.

La mostra fiorentina riunisce le sue opere e i suoi progetti ambientali, offrendo una riflessione intensa sulla loro interconnessione. Sottolinea l'impegno dell'artista nella documentazione diretta dei paesaggi protetti, attraverso dipinti di piccolo formato realizzati all'aperto, lavorando stagionalmente in studi naturali e riducendo le emissioni mediante la rinuncia a elettricità, riscaldamento e raffreddamento. «La conservazione del territorio, quando ben fatta, è invisibile», afferma Mellin. «Non resta alcuna traccia del tuo passaggio: la vita continua a scorrere come ha fatto per millenni

Parallelamente al suo impegno nella salvaguardia del territorio, Haley Mellin realizza opere dei paesaggi stessi che contribuisce a proteggere. I suoi dipinti si caratterizzano per un'attenzione ai dettagli guidata da una pittura leggera quasi evanescente, che mette in evidenza la ricchezza e la varietà naturale degli ambienti rappresentati. «L'arte è la conservazione di un concetto, un modo di essere, una storia, una testimonianza, un'eredità», afferma l'artista. «La pittura, per me, è conservare uno stato mentale particolare – un modo di stare nella e con la natura. È un omaggio, non un'alterazione. È tempo, osservazione, studio, ascolto mentre la natura parla».

La mostra fiorentina intende raccontare l'impegno costante in difesa della natura che Mellin trasferisce tanto nella sua pratica artistica quanto nei progetti ambientali. L'esposizione riunisce, infatti, una selezione di sue opere - tra cui dipinti, disegni e sketch book - e testimonianze del suo attivismo ambientale, sottolineando la loro interconnessione.... leggi il resto dell'articolo»

All'interno delle sue opere, Mellin documenta i paesaggi oggetto di tutela, trasformando ogni lavoro in un omaggio a quei luoghi. La sua è una pratica di osservazione attenta e profonda della natura, nel tentativo di raccontare ciò che esiste così come lei lo percepisce.
«La conservazione del territorio, quando ben fatta, è invisibile», afferma Haley Mellin. «Non resta alcuna traccia del tuo passaggio: la vita continua a scorrere come ha fatto per millenni.»
Il principio della sostenibilità è un elemento imprescindibile e sempre centrale di tutta la sua attività, che guida ogni sua singola azione e scelta. Dipinti e disegni, ad esempio, sono realizzati su piccola scala, in modo da poter essere trasportati facilmente in uno zaino, e nascono lavorando stagionalmente in studi all'aperto, rinunciando a spostamenti, elettricità, riscaldamento e raffreddamento.

Dipingendo lo stesso soggetto naturale da angolazioni diverse e con vari livelli di dettaglio, Mellin mette in discussione le convenzioni della prospettiva e della pittura paesaggistica tradizionale, offrendo un senso di spaesamento. Questo disorientamento è un invito a orientare nuovamente lo sguardo, aprendosi alla meraviglia dell'ignoto.

Mellin si immerge nella natura, dipingendo all'aperto nel cuore delle foreste. Nei suoi dipinti utilizza principalmente gouache, insieme ad altri elementi naturali come il carbone vegetale, l'acquerello e a volte persino il caffè, scelti per la loro semplicità e sostenibilità. Raccoglie l'acqua per diluire i colori, trasmettendo nelle sue opere non solo la vista, ma anche l'umidità e l'atmosfera vivente delle foreste in cui opera. La sua pittura è un atto di presenza e registro, che privilegia il contatto diretto con il paesaggio.

Alcuni titoli riportano le coordinate geografiche dei luoghi in cui i dipinti sono stati realizzati altri, invece, come il Golden Lion Tamarin raccontano l'incontro con una specie in via d'estinzione la cui popolazione è stata ripristinata grazie alla difesa e alla protezione. 
La mostra include inoltre disegni, anche di grandi dimensioni, intensi e quasi drammatici nella loro cruda rappresentazione di una natura violata e alcuni sketch book, veri e propri diari visivi che documentano un esercizio manuale di osservazione e concentrazione quasi quotidiano, che dal generale procede verso il particolare, dall'astrazione ricerca la figurazione.

All'interno dell'esposizione, un'intera sala racconta 'l'attivismo collaborativo' di Art into Acres. Per la prima volta l'iniziativa ambientale no-profit viene presentata in un contesto museale, raccontando i tanti progetti, conclusi o ancora in corso, portati avanti grazie alla collaborazione con artisti, collezionisti, gallerie, musei, ambientalisti, amministratori e comunità. Al centro del progetto vi è il concetto di eredità, ovvero pensare a 'ciò che lasciamo'. Si tratta di uno sforzo a lungo termine per sostenere la creatività e proteggere gli ultimi paesaggi selvaggi del pianeta. «Un'opera d'arte è la fotografia di un momento nel tempo» afferma l'artista «la terra selvaggia conserva la memoria di ciò che è stato, dall'origine fino ad oggi. Entrambe sono testimonianze di un valore che perdura».
A tal proposito in mostra è esposta l'opera Parable, realizzata dal duo rosenclaire (Rose Shakinovsky e Claire Gavronsky) originario del Sudafrica ma residente in Toscana da diversi anni. Attraverso Art into Acres, la vendita dell'opera ha contribuito alla tutela di centinaia di migliaia di ettari di terreno.

La sostenibilità è un elemento centrale del lavoro di Mellin, non solo nei contenuti, ma in tutte le attività legate alla sua pratica artistica e al suo impegno. In occasione della mostra, l'artista ha collaborato con il Museo Novecento nell'avvio del calcolo delle emissioni di carbonio legate alle sue attività e nello sviluppo di programmi di educazione alla sostenibilità, proseguendo il lavoro già realizzato in passato con istituzioni internazionali come documenta e in musei come il Metropolitan Museum of Art.

Anche le scelte logistiche e di produzione (come trasporti, imballaggi, cornici, stampe grafiche etc.) legate alla mostra sono state fatte valutando di ridurre l'impatto ambientale e le emissioni di CO2, ad esempio ottimizzando i trasporti transatlantici, optando per casse riutilizzabili e materiali ecologici negli imballaggi, utilizzando carta riciclata e carta da parati riverniciabile per il materiale di comunicazione, realizzando le cornici in partnership con One Tree Planted che ha piantato un albero per ciascuna di esse. Le opere sono state spedite in casse riutilizzabili ROKBOX, attraverso la rete ROKBOX LOOP, con un risparmio di 127 kg di rifiuti e 2,3 tonnellate di CO2 rispetto all'utilizzo di una cassa di legno tradizionale. Queste casse riutilizzabili riducono fino al 90% l'impatto del carbonio e dei rifiuti legati alle spedizioni di opere d'arte, migliorando al contempo la protezione delle opere in deposito e in transito. I partner di trasporto Dietl e Butterfly hanno collaborato come consulenti per la sostenibilità.

In parallelo alla mostra, Haley Mellin ha avviato una collaborazione con il Museo Novecento per la rigenerazione del Giardino delle Leopoldine. Il progetto, inaugurato il 24 giugno, ha visto la messa a dimora nel chiostro storico del museo di circa 300 piante autoctone o legate storicamente e culturalmente al paesaggio toscano, frutto di una ricerca sull'assetto originario e sugli usi del giardino. Questo intervento restituisce al chiostro la sua funzione secolare, introducendo arbusti e alberi dalle radici profonde. Il cuore del museo si trasforma così uno spazio verde che cattura le emissioni di carbonio e offrirà un rifugio rinfrescante per cittadini e turisti durante i mesi estivi.

In occasione della conferenza di lunedì 23 giugno, Haley Mellin ha ricevuto il riconoscimento "Colibrì d'Onore" dalla Presidente Elena Stoppioni dell'Aps Save The Planet, prestigioso premio assegnato a figure di rilievo internazionale per il loro contributo alla salvaguardia ambientale. Mellin entra a far parte di un ristretto gruppo di personalità che hanno saputo coniugare arte ed ecologia in modo profondo e trasformativo. La sua mostra invita il pubblico a riflettere sulla profonda interconnessione tra l'essere umano e il mondo naturale. «Siamo natura, in ogni senso», suggerisce l'artista – un'etica che si riflette non solo nei suoi dipinti, ma anche nel suo approccio alla conservazione, alle pratiche espositive e all'impegno civico.

Si ringraziano EneganArt, Concorso Nazionale di Arte Attuale, che nel 2025 è giunto all'ottava edizione e che festeggia i 10 anni dalla sua nascita, e  Save the Planet, Aps impegnata nella promozione della sostenibilità, della solidarietà e dell'innovazione per affrontare la crisi climatica e ambientale.
Si ringraziano inoltre Faggi Enrico Spa e Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella.

BIOGRAFIA – Haley Mellin

Nata e cresciuta a San Francisco, California, Haley Mellin è un'artista e attivista ambientale la cui opera unisce pittura, conservazione del territorio e difesa del clima. Ha studiato arte e storia dell'arte a Firenze, diventando una voce di riferimento nel movimento per la biodiversità e la protezione permanente dei paesaggi naturali.
Ha studiato teoria critica, storia dell'arte, disegno e pittura a Firenze con Rose Shakinovsky e Claire Gavronsky (rosenclaire) ed è diventata una voce di spicco del movimento ambientalista per la biodiversità e la protezione permanente dei paesaggi naturali.
Nel 2023 è stata nominata Max Beckmann Distinguished Visitor all'American Academy di Berlino, in residenza congiunta con la Neue Nationalgalerie. Come fondatrice dell'iniziativa no-profit Art into Acres, ha contribuito a proteggere in modo permanente milioni di ettari di territorio selvaggio, attraverso collaborazioni con artisti, musei e organizzazioni ambientali. Il suo lavoro focalizzato sulla conservazione supporta musei europei nell'integrazione di pratiche sostenibili e programmi di educazione climatica – tra questi la Neue Nationalgalerie, documenta, la Hamburger Kunsthalle e il Kunstmuseum Bonn.
Ha conseguito la laurea presso la University of California, Berkeley e successivamente ha completato il Whitney Independent Study Program. Ha insegnato presso lo Studio Museum di Harlem e il Museum of Modern Art, ottenendo un dottorato di ricerca presso la Steinhardt School of Culture, Education, and Human Development della New York University, dove ha tenuto recentemente il discorso di laurea. Da 25 anni è seguita nel suo percorso artistico da rosenclaire.
Le sue opere sono state esposte in sedi come Dittrich & Schlechtriem, Hauser & Wirth, MoMA PS1, Bischoff Projects, Morán Morán, Giovanni's Room e The Journal Gallery. Come educatrice e autrice, ha tenuto conferenze presso istituzioni quali il Whitney Museum of American Art, l'American Academy in Berlin, il Solomon R. Guggenheim Museum, il Museum of Contemporary Art e il Metropolitan Museum of Art. Mellin è co-autrice dell'articolo scientifico "Conservation Imperatives" (Frontiers in Science, 2024), che delinea un piano pratico ed economico per proteggere la biodiversità rara, minacciata ed endemica del pianeta attraverso iniziative guidate dalle comunità.

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Mostra: Haley Mellin. Siamo Natura

Firenze - Museo Novecento Firenze

Apertura: 24/06/2025

Conclusione: 29/10/2025

Organizzazione: Museo Novecento Firenze

Curatore: Sergio Risaliti e Stefania Rispoli

Indirizzo: Piazza Santa Maria Novella, 10 - 50123 Firenze

Orario: tutti i giorni 11:00 - 20:00 | Giovedì chiuso | Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura

Biglietti:

Intero 9,50 €

Ridotto 4,50 €
18-25 anni e studenti universitari

Gratuito
Fino ai 18 anni, gruppi di studenti e rispettivi insegnanti, guide turistiche e interpreti, disabili e rispettivi accompagnatori, membri ICOM, ICOMOS e ICCROM e Dipendenti Comune di Firenze

Per info e prenotazioni: info@musefirenze.it | (+39) 0552768224



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