Helen Dowling. Something for the Ivory

  • Quando:   07/05/2021 - 06/06/2021
  • evento concluso

Arte contemporanea‎

Helen Dowling. Something for the Ivory
Helen Dowling - alright mother, you win, 2020 - Neon, cm 8 x 33 -Veduta di allestimento della mostra “Helen Dowling. Something for the Ivory” a Villa delle Rose, Bologna, 2021 - Foto Roberto Serra - Courtesy Istituzione Bologna Musei

Costretto a ripetuti rinvii a causa dell'emergenza pandemica da Covid- 19 che da inizio 2020 ha sconvolto la programmazione dei musei di tutto il mondo, il MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna è lieto di poter finalmente presentare la mostra Something for the Ivory di Helen Dowling (Guernsey, 1982), prodotta nell'ambito dell'edizione 2020/2021 del Programma di Residenze ROSE e prima personale dell'artista britannica in un’istituzione museale italiana.

Curato da Giulia Pezzoli, il progetto espositivo è allestito in relazione site specific con la splendida dimora settecentesca di Villa delle Rose e si apre venerdì 7 maggio 2021 alle h 11.00 – nell'ambito di ART CITY Bologna, il programma istituzionale di mostre e iniziative speciali promosso dal Comune di Bologna, che quest’anno si svolge con una formula rinnovata nell'ambito di Bologna Estate, sotto la direzione artistica di Lorenzo Balbi e il coordinamento dell'Istituzione Bologna Musei – per rimanere visibile fino al 6 giugno 2021.

Something for the Ivory costituisce l'esito finale di restituzione pubblica del percorso formativo e creativo che Helen Dowling ha intrapreso durante il periodo di soggiorno a Bologna durato sette settimane, tra ottobre e novembre 2020, come ospite della Residenza per artisti Sandra Natali.

La sua candidatura al bando del Programma di Residenze ROSE è stata selezionata dalla commissione esaminatrice composta da: Lorenzo Balbi, direttore artistico di MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna; Giulia Pezzoli, curatrice del Programma di Residenze ROSE; Javier Hontoria, direttore del Museo Patio Herreriano di Valladolid, Spagna; Chiara Pergola, artista; Andrea Viliani, responsabile e curatore del Centro di Ricerca Castello di Rivoli (CRRI).

La pratica multidisciplinare di Helen Dowling analizza le strutture del linguaggio digitale e video. Nei suoi lavori, materiali di repertorio e riprese realizzate personalmente vengono combinate per creare opere dall'effetto intimo e avvolgente, in cui il confine tra realtà e immaginazione si confonde. Nel processo di editing, colore, movimento, ritmo e suono interagiscono mescolando differenti livelli di significato e creando nuove associazioni di immagini e nuovi potenziali sviluppi narrativi.

Interessata all'opportunità offerta dal Programma di Residenza ROSE di realizzare un progetto inedito in stretta connessione con il patrimonio culturale della città di Bologna, l'artista si è proposta di sviluppare una riflessione che affonda le sue radici nell’analisi funzionale dei contenuti digitali e nell’osservazione e rappresentazione scientifica del corpo umano.

Ispirato dall’esplorazione del vasto mondo del ‘purpose made stock footage', Something for the Ivory, progetto di ricerca già avviato nel 2017 con l’opera video omonima e di cui la mostra costituisce il secondo capitolo, riflette sulle implicazioni concettuali alla base della produzione e dell’uso di immagini e video di repertorio, creati e resi disponibili su piattaforme online per essere liberamente acquistabili e utilizzabili per i più svariati contenuti ed impieghi. Anch’essi dotati di un’autorialità, questi prodotti commerciali vengono considerati dall’artista non come inerti vettori di trasmissioni di idee e concetti, bensì come ‘interpretazioni multi-funzionali’ dell’immagine che rappresentano, come i potenziali incipit di infinite narrazioni.

Durante il periodo di residenza a Bologna, la ricerca di Dowling si è orientata sul rapporto tra corpi e dinamiche produttive, mettendo in relazione il processo di creazione di 'filmati stock appositamente realizzati' con l'attività di Anna Morandi Manzolini (1714 – 1774), nota scultrice e al tempo rarissimo caso di anatomista donna, di cui l'artista ha potuto osservare l'originale collezione ceroplastica esposta presso il Museo di Palazzo Poggi afferente a SMA – Sistema Museale di Ateneo.
Anche queste cere anatomiche rappresentano, come ogni riproduzione scientifica del corpo umano, la summa dei saperi fino a quel momento accumulati, senza narrare nessun episodio specifico, senza afferire a nessuna storia, ma allo stesso tempo, contenendole tutte. Nel loro processo di restituzione del reale, sia l’immagine digitale da stock che il prodotto di un’osservazione scientifica sono infatti accomunate non solo da un processo generativo di analisi, astrazione e inclusione, ma anche da un simile terreno di approdo, che permette loro di divenire luoghi di sovrapposizione e quindi di risignificazione sempre diversi.

Il percorso espositivo ordinato per il piano nobile di Villa delle Rose si compone di cinque installazione immersive, tra cui la nuova produzione video Xylophone concepita e realizzata durante il periodo di residenza a Bologna e che, nella concezione dell’artista, fa il paio con la precedente opera video Holden (2017). Le immagini digitali di questi due video, spesso scure e non facilmente decifrabili, dialogano con le superfici brillanti e l’illuminazione minimale delle opere installate nelle altre tre sale della Villa, immergendoci in atmosfere drammatiche e avvolgenti come quella del neon rosa di alright mother, you win o ironiche e fluttuanti come quelle delle stampe di Hey buddy o dei tessuti di Gone away.

Something for the Ivory conduce lo spettatore in un viaggio di esplorazione emotiva, di narrazioni perdute e ritrovate, intrecciate grazie all’infinito potenziale evocativo di luci e suoni. Modificate, stratificate, interpolate, tagliate, editate e messe in movimento le immagini di Helen Dowling appartengono, per loro stessa natura, alla contemporaneità e giocano con i concetti stessi di rappresentazione e creazione. La loro mise en scéne drammatica e avvolgente e la forma estetica intima, vicina all'astrazione in modo quasi pittorico, amplificano il coinvolgimento sensoriale dell'osservatore e le sue possibilità interpretative.

L’esperienza di Helen Dowling nella Residenza per Artisti Sandra Natali trova espressione complementare alla mostra nell’omonima pubblicazione bilingue (italiano/inglese) stampata da Edizioni MAMbo, con prefazioni istituzionali di Roberto Grandi e Lorenzo Balbi, un testo di Perri MacKenzie e un dialogo tra l'artista e Giulia Pezzoli.

L’esposizione è aperta il sabato e la domenica dalle h 11.00 alle 16.00. In occasione di ART CITY Bologna 2021, sono previsti di apertura straordinari: venerdì 7, sabato 8 e domenica 9 maggio h 11.00 – 19.00. L’ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria effettuata entro il giorno precedente la visita sul sito https://www.midaticket.it/eventi/mambo-museo-darte-moderna-di-bologna.

Sabato 8 maggio 2021 alle h 17.00 il Dipartimento educativo MAMbo propone una visita guidata gratuita per un gruppo di max 10 partecipanti. La prenotazione è obbligatoria entro le h 13.00 del giorno precedente scrivendo via email all’indirizzo mamboedu@comune.bologna.it. L'attività si svolgerà nel rispetto delle regole anti Covid-19.

L'Istituzione Bologna Musei desidera rivolgere un particolare ringraziamento a Ilaria Bianchi, Lucia Corrain, Irene Graziani, Annalisa Managlia e Martina Nunes per il prezioso supporto scientifico accordato.

La mostra Something for the Ivory è realizzata con il supporto organizzativo di Absolut Eventi & Comunicazione.

Elenco delle opere

Helen Dowling
Xylophone, 2021
Video HD, durata 30’24’’

Un modello 3D di scheletro femminile è sospeso dentro un vuoto nero. Una telecamera virtuale aerea si muove attraverso le sue ossa, a tratti così vicina che la superficie si trasforma in un paesaggio geologico. Quando la lente arriva quasi a sfiorare la superficie, la risoluzione del modello 3d non riesce più a nascondere la struttura sottostante, un reticolo poligonale fatto a mano che inevitabilmente tradisce gli errori commessi dal suo creatore umano. Come nell'esplorazione sottomarina di un naufragio, raramente intravediamo la struttura nella sua interezza. Una colonna sonora originale, fatta di suoni di follia e narrazione parlata, inserisce l’entità del - lo scheletro in diversi momenti del tempo e di vite. La sua figura resta immobile mentre le scene raccontate fluttuano verso di lei e attraverso di lei. I narratori sono doppiatori che leggono un mix di brani tratti dalle sceneggiature dei film Lucy, Un amico Straordinario, la serie The Alienist e una discussione in un ‘making of’ sul montaggio del film Transformers. Queste sceneggiature o ‘storie’ nel video sono inserite in una nuova cornice, all’interno della struttura scheletrica, impalcatura di ossa su cui vanno in scena il passato e il presente, i vivi e i morti. Xylophone affronta il lato gotico della narrazione e del ricordo. Resuscita una creatura morta di cui non esiste memoria, e allo stesso tempo dà vita a una narrazione.

Helen Dowling
alright mother, you win, 2020
Neon, cm 8 x 33

Il neon è un testo in una scrittura stenografica inglese denominata Gregg shorthand dal nome dal suo inventore, James Gregg. Si tratta di una delle tre forme di trascrizione abbreviata ufficialmente riconosciute e ancora in uso nei tribunali; le altre sono la trascrizione assistita dal computer e la registrazione audio delle parole. La madre dell’artista si era formata come segretaria legale, una carriera che avrebbe voluto anche per la figlia. Ma Dowling non ha mai intrapreso la professione di segretaria in alcun settore, perciò non è in grado di stenografare. L’ammissione del fallimento a cui allude il neon è quindi vaga ed esprime a lettere chiare e luminose una confessione leggibile solo dalla madre dell’artista e da altre stenografe. In senso più ampio, alright mother, you win può essere visto come un messaggio in codice al femminile, un linguaggio da segretarie che evoca una frattura archetipica nei rapporti madre-figlia, nel contesto delle mutate aspettative della società rispetto alla sfera professionale femminile.

Helen Dowling
Hey buddy, 2020

Tre stampe digitali su carta Semimatt, cm 60 x 70 ognuna Modello digitale di coniglietto, acquistato e rimaneggiato, cuciture stirate, errori corretti. Fotografie come documentazione.

Helen Dowling

Gone away (una risposta caustica a una domanda non realistica, può essere pensata ad alta voce se si usa l'inflessione corretta per dimostrare l’evidente declino della grafia stampata), 2020
Testo stampato su tessuto in microfibra
Testo: 2 file, scala 1:1, cm 150 x 300 per ciascun file/stampa

Helen Dowling
Holden, 2017
Video HD, durata 9’59’’

Installato su scrivania di vetro con computer monitor

Filmato all’interno di una Holden Astra – un modello d’auto presente solo in Australia – Holden esplora l’interno nero del veicolo. Con un movimento fluido la camera scivola sui dettagli, dalle gocce di pioggia sui finestrini ai motivi impressi nel cuoio sintetico. La tecnica di filtraggio utilizzata impedisce la vista dell’ambiente esterno. Solo raramente si intravedono una palma e altre automobili. Per tutta la durata del video, il campo visivo in genere non si estende oltre due centimetri dalla lente della camera. La drammaticità della mise-en-scène è ulteriormente potenziata dalla colonna sonora elettronica, che segue la camera nella sua ricognizione dei dettagli dell’auto, conferendo un certo pathos e un’intenzione drammatica a quello che altrimenti sarebbe un banale interno. Tipicamente il video viene proiettato sullo schermo di un computer o di un laptop, per sottoli - neare il senso di intimità dell’ambientazione; qui è accompagnato da una scrivania in vetro trovata all’interno di Villa delle Rose e da una scultura da tavolo realizzata dall’artista. Nella concezione dell’artista, quest’opera fa il paio con il nuovo video Xylophone, realizzato durante la residenza.

BIOGRAFIA HELEN DOWLING

Helen Dowling è un'artista ed insegnante britannica che lavora col video e con video installazioni.

Nel suo lavoro si concentra sui linguaggi e sulle strutture inerenti l’immaginario digitale e vi - deo. Attinge da diverse fonti, sia di alto che di basso profilo, spesso mescolando gli elementi estetici per produrre nuove narrazioni che affrontano tematiche come l’incarnazione, l’astrazione, la distorsione e la rappresentazione. Ha studiato al Goldsmiths College e alla Slade School of Fine Art di Londra e ha partecipato a programmi di residenza biennale, tra cui quelli di Rijksakademie van beeldende kunsten, Viafarini, Fondazione Antonio Ratti, Oberhausen Seminar e VISIO - European Workshop on Artists' Moving Images.

La sua ricerca è stata sostenuta da Stimuleringsfonds, Netherlands Foundation for Creative Industry, Henry Moore Institute, The Mondriaan Foundation e The Dommering Foundation. Insegna alla Sint Lucas School of Arts, Anversa. Ha esposto i suoi lavori presso: Galerie Stadt Sindelfingen; WIELS, Bruxelles; GEM, L’Aia; Loop, Barcellona; Glasgow Centre for Contemporary Arts; De Nederlandsche Bank Art Gallery; University of Toronto Art Center; EYE Filmmuseum, Amsterdam; Viafarini, Milano; DOX Center for Contemporary Art, Praga; Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno (AR); Villa Romana, Firenze. Helen Dowling è rappresentata da Tegenboschvanvreden, Amsterdam e Artericambi, Verona.

https://helendowling.com/

Promossa da: Istituzione Bologna Musei | MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna

Nell’ambito di: Programma di Residenze ROSE edizione 2020/21

Titolo: Helen Dowling. Something for the Ivory

Apertura: 07/05/2021

Conclusione: 06/06/2021

Organizzazione: Residenze ROSE promosso da MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna | Istituzione Bologna Muse

Curatore: Giulia Pezzoli

Luogo: Villa delle Rose - Bologna

Indirizzo: Via Saragozza, 228 - Bologna (BO)

Apertura: venerdì 7 maggio 2021 h 11 nell'ambito di ART CITY Bologna 2021

Orari di apertura: sabato e domenica h 11.00 – 16.00* *gli orari possono subire variazioni in base alle disposizioni governative in relazione all'emergenza sanitaria da Covid-19

Orari di apertura straordinari in occasione di ART CITY Bologna 2021: venerdì 7 maggio | sabato 8 maggio | domenica 9 maggio h 11.00 – 19.00

Ingresso: gratuito (è comunque obbligatorio munirsi di biglietto on line) prenotazione obbligatoria effettuata entro il giorno precedente la visita sul sito https://www.midaticket.it/eventi/mambo-museo-darte-moderna-di-bologna

Catalogo: Edizioni MAMbo, Bologna, 2021 7

Edizione: italiano/inglese Formato: 16,5 x 24 cm Pagine: 76 colore Prezzo: 9,00 euro

Info:

tel. +39 051 436818 / +39 051 6496611

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