Ignazio Mortellaro. Umfangsbestimmung

  • Quando:   28/11/2023 - 09/01/2024
  • evento concluso

Arte contemporaneaMostre a MilanoMilano


Ignazio Mortellaro. Umfangsbestimmung
Ignazio Mortellaro, Umfangsbestimmung, Tavola II (Milano), 2023, materiali vari dallo studio dell’artista, site-specific, dimensioni ambientali

Buildingbox presenta Equorea (di mari, ghiacci, nuvole e altre acque ancora), un progetto espositivo a cura di Giulia Bortoluzzi, che coinvolge dodici artisti contemporanei italiani invitati a riflettere sul tema dell'acqua in dodici appuntamenti individuali a cadenza mensile, che si alterneranno nel corso dell'anno 2023 dal 7 gennaio 2023 al 9 gennaio 2024, con installazioni site-specific scandite secondo il calendario lunare.

Il titolo rimanda alla poesia Falsetto (1923) di Eugenio Montale, raccolta in Ossi di Seppia (1925), dove l'autore, presentando il personaggio di Esterina come una "equorea creatura", parla del mare come della vita e della meraviglia di vivere senza preoccupazioni per il futuro: "L'acqua è la forza che ti tempra, nell'acqua ti ritrovi e ti rinnovi". L'immagine di Montale è rappresentativa della consuetudine umana di associare l'acqua all'esistenza. Mircea Eliade nel suo Trattato di Storia delle Religioni (1949) la descrive come la totalità delle "virtualità", la matrice di tutte le possibilità di vita, fondamento del mondo intero. L'acqua è all'origine di ogni manifestazione cosmica, simboleggia la sostanza primordiale dalla quale nascono tutte le forme, e alla quale tornano, per regressione o cataclisma. L'acqua fu al principio e torna alla fine di ogni ciclo storico o cosmico. Esisterà sempre, mai sola perché germinativa, racchiudendo nella propria unità indivisa le virtualità di tutte le forme. Nella cosmogonia, nel mito, nel rituale, nell'iconografia, l'acqua svolge la stessa funzione: precede ogni forma e sostiene ogni creazione. Simbolo di vita, dà al divenire universale una struttura ciclica.

Seguendo idealmente l'andamento ciclico delle maree vive (che si verificano mensilmente quando Luna, Terra e Sole sono astronomicamente allineati fra loro), ad ogni luna piena dell'anno 2023, Buildingbox accoglie i progetti di dodici artisti contemporanei italiani chiamati a dialogare sul tema dell'acqua: Ludovico Bomben (Pordenone, 1982), Jaya Cozzani (Mumbai/Kanchipuram, 1982), Barbara De Ponti (Milano, 1975), Gaspare (Terlizzi, 1983), Michele Guido (Aradeo, 1976), Silvia Mariotti (Fano, 1980), Fabio Marullo (Catania, 1973), Elena Mazzi (Reggio Emilia, 1984), Ignazio Mortellaro (Palermo, 1978), Fabio Roncato (Rimini, 1982), Michele Spanghero (Gorizia, 1979), Virginia Zanetti (Fiesole, 1981).

Gli interventi presentati in Equorea (di mari, ghiacci, nuvole e altre acque ancora) sono concepiti come site-specific (in alcuni casi inediti e in altri rielaborazioni di ricerche formalizzate in precedenza) e assumono l'acqua a emblema di ogni elemento naturale e più in generale come forma di vita e di possibilità di creazione. Tematica che non è solo fonte di fascinazione e ispirazione, ma che genera anche una particolare riflessione verso scenari futuri. La vita di tutti gli organismi sulla Terra dipende, infatti, dalla presenza di acqua e si trasforma secondo le sue mutazioni esaurendosi al suo deperimento.

L'origine dell'acqua sul nostro Pianeta non ha ancora trovato una spiegazione scientifica certa; generata dalla frantumazione di comete o meteoriti precipitate dallo spazio o da esplosioni vulcaniche in tempi antichissimi, la sua presenza risale nell'immaginario collettivo al momento mitologico della creazione che racchiude idealmente l'esistenza possibile di ogni cosa. Il suo è un tempo lunghissimo, la cui comprensione ci sfugge e che possiamo solo provare a immaginare, ad esempio osservando le immagini che la natura ha conservato attraverso milioni di anni, come nel caso dei fossili all'interno delle Argille azzurre, oggetto d'indagine nell'intervento di Barbara De Ponti (Milano, 1975) che apre il ciclo espositivo nel mese di gennaio con Clay Time Code. Per aiutarci a immaginare questo tempo antico della Terra e l'origine dei composti nei loro processi di formazione e mutamento, possiamo scavare nei luoghi della biologia, della micologia e dell'entomologia osservando i fenomeni della vita che governano gli esseri viventi. Lo studio degli organismi e il tentativo di coglierne le forme nei processi di trasformazione è al centro della pratica di Fabio Marullo (Catania, 1973) che presenta Nebula e Ciò che di misterioso è palpabile nel mese di febbraio. La natura delle specie sulla Terra non è però da darsi per scontata, come nel caso di piccoli animali a forma di sacca che vivono in colonie molto grandi e che, fissando il calcare dell'acqua, costruiscono uno scheletro minerale collettivo che si ramifica: i coralli, rosso vivo. Con living coral garden project, Michele Guido (Lecce, 1976) nel mese di marzo si concentra sul fenomeno di sbiancamento globale di questi organismi che rischiano di scomparire a causa delle emissioni di CO2 che dall'aria si riversano negli oceani alterandone il ph. L'attualità interessa anche l'intervento di Elena Mazzi (Reggio Emilia, 1984), che nel mese di aprile riflette sulle più recenti evoluzioni politico-commerciali innescate dai cambiamenti climatici, nello specifico sulla nuova rotta commerciale che si sta delineando in Artico con lo scioglimento dei ghiacciai e che connette Europa, Russia e Cina, la Polar Silk Road, o "via polare della seta". Sebbene la ricerca in superficie dei nuovi flussi di spostamento sia oggetto di vigile esplorazione, è invece convinzione che l'uomo sia riuscito a esplorare solo il 5% del fondo oceanico e che il restante 95% resti ancora un mistero. Il progetto Drowning Light che Silvia Mariotti (Fano, 1980) presenta nel mese di maggio nasce proprio da suggestioni legate all'ignoto e che nella sua ricerca fotografica si manifestano nel processo di trasformazione e nel passaggio da un'immagine latente a quella definitiva. Quest'idea di metamorfosi caratterizza anche nel mese di giugno l'installazione di Gaspare (Terlizzi, 1983), che nel suo caso si manifesta, con Corpus Vitrearum, nel ciclo di cambiamento di stato tra gli elementi. È la materia che parla nel suo distruggersi e rigenerarsi, secondo quell'antico pensiero che risale a Eraclito e che riteneva il fuoco come l'agente trasformatore primordiale dal quale si genera l'acqua e, che a sua volta fa nascere la terra e che nuovamente, in un ciclo eterno, si trasforma in fuoco. In tutte le culture l'acqua svela la sua natura dualistica associandosi tanto alla vita quanto alla morte. Questa ambivalenza ispira simbolicamente l'opera di Virginia Zanetti (Fiesole, 1981), δύτης / Tuffatore (2023); un trampolino olimpionico realizzato in vetro e incastonato all'interno dello spazio nel mese di luglio. Esplicito rimando all'affresco della Tomba del Tuffatore rinvenuta vicino a Paestum, l'opera invita a immedesimarsi nell'atto potenziale di elevazione verso futuri virtuali e, allo stesso tempo, di caduta verso gli abissi. La presenza dell'acqua come ambiente primigenio di accoglienza per l'essere umano si manifesta anche nella sua identità sonora, ovvero l'essere un rumore bianco. Proprio questo particolare suono caratterizza l'intervento di Michele Spanghero (Gorizia, 1979), il quale conduce una ricerca formale sulla visualizzazione del rumore. Realizzata con tubi industriali curvi imbullonati, la scultura Stream II (2012-2023), presentata ad agosto, emette dal suo interno una registrazione audio di un liquido che scorre, che potrà essere ascoltata dal visitatore attraverso un file audio accessibile online attraverso un QR code. La forma dell'acqua è un tema che interessa anche la ricerca di Fabio Roncato (Rimini, 1982), che nel mese di settembre presenta due sculture nate dallo studio dei fiumi. Momentum (2022) sono, infatti, un gruppo di opere che l'artista realizza a partire dal contatto fra due elementi liquidi, la cera fusa e le correnti d'acqua di un fiume. Una volta data forma all'incontro di queste due sostanze, avviene la fusione in alluminio che conferisce un'aura di eternità al "momento" che altrimenti in natura resterebbe indeterminato. La ricerca sull'identità della materia e la capacità umana di percepirla si esprime nell'opera che Ludovico Bomben (1982) presenta nel mese di ottobre, alcune opere del ciclo Nuvola con fendente (2023). Stampe rappresentanti una nuvola solitaria, emblema della manifestazione forse più effimera della natura dell'acqua in quanto costituita da particelle di vapore acqueo condensato, è attraversata fisicamente nella carta di stampa da un fendente. La natura lieve e impalpabile della nuvola si contrappone alla materia pungente, metafora del tentativo umano di cogliere sensitivamente tutto ciò che invece sfugge alla presenza terrena e che appartiene a visioni celesti. Si proietta verticalmente anche l'opera di Jaya Cozzani Chandra (Mumbay, 1982), un paravento costellato d'oro e abitato da alcuni acquerelli dipinti con il ceruleo, con di fronte una scultura in argilla bianca cruda. Soffia dove vuole (2023), visibile nel mese di novembre, si propone come un luogo di meditazione che accoglie un pensiero, una pratica di meditazione che si manifesta nel segno quotidiano che tende all'infinito proprio come il ciclo incessante dell'acqua che pur nelle sue molteplici trasformazioni scorre continuo. Infinite sono anche le possibilità che si aprono nell'universo oceanico ed esistenziale che l'uomo ha da sempre cercato di amministrare, per orientarsi tanto nella navigazione fisica dei territori quanto metaforicamente nel divenire del proprio vissuto. La costruzione di un atlante come mappatura autobiografica è al centro del progetto Umfangsbestimmung di Ignazio Mortellaro (Palermo, 1978) che nel mese di dicembre presenta la Tavola II (Milano) (2023). Materiali raccolti dal proprio studio e provenienti dal mondo marino, strumenti di orientamento e tracce di opere compongono una costellazione simbolica della vita dell'artista, la più grande delle navigazioni umane.... leggi il resto dell'articolo»

orea (di mari, ghiacci, nuvole e altre acque ancora) presentato all'interno di BUILDINGBOX, Ludovico Bomben propone una riflessione sull'identità della materia e sulla complessità delle proprie manifestazioni, nonché sulla capacità umana di percepirla. Due stampe presentano una nuvola solitaria attraversata da un oggetto estraneo che sembra provenire da un luogo misterioso, un fendente.

In meteorologia una nuvola è un'idrometeora costituita da minute particelle di vapore d'acqua condensato e/o cristalli di ghiaccio, sospesi nell'atmosfera grazie a correnti ascensionali o in stato di galleggiamento e solitamente non a contatto con il suolo. Dalle nubi si originano le precipitazioni, una delle fasi del ciclo dell'acqua nell'idrosfera assieme alla condensazione del vapore acqueo.

Rappresentazione metaforica della relazione tra materiale e immateriale l'immagine esprime questa dualità nel tentativo di cogliere ciò che solitamente sfugge alla percezione umana: l'atmosfera e l'oltre. La nuvola, costituita da vapore acqueo, è impalpabile, lieve, indefinita; il fendente, per quanto surreale, è materia solida, pungente, tangibile. Come un colpo improvviso, il fendente irrompe nella carta sottile, la buca e la attraversa, sconvolgendo la sua superficie con un foro definitivo. Desta in noi il dubbio tra una visione celeste e la complessità della realtà in atto. La relazione dunque è anch'essa materia?

28 novembre 2023 - 9 gennaio 2024 Ignazio Mortellaro

Per il progetto Equorea (di mari, ghiacci, nuvole e altre acque ancora), presentato all'interno di Buildingbox, Ignazio Mortellaro (Palermo, 1978) presenta l'installazione Umfangsbestimmung, Tavola II (Milano) (2023) si situa tra astronomia e navigazione.

L'esplorazione della Terra è storicamente legata alla capacità umana di rappresentarla spazialmente. Prima ancora di disegnarne i confini le più antiche cartografie si sono interessate al cielo notturno, come dimostrano ad esempio alcune testimonianze realizzate nel Paleolitico e conservate sui muri delle grotte di Lascaux. La conoscenza delle stelle costituiva uno strumento fondamentale di orientamento nella navigazione, i grandi viaggi attraverso gli oceani modificarono infatti le carte geografiche passando dai planisferi agli atlanti e globi. Astronomia e navigazione hanno da sempre costituito un binomio, anche simbolico, come espressione di viaggio, mutamento e scoperta.

Tavola II (Milano) è parte del più ampio progetto Umfangsbestimmung che propone la creazione di un grande atlante, una sorta di mappatura geografica e simbolica della vita e del pensiero dell'artista, una biografia visiva in divenire, una collezione di materiali raccolti nel proprio studio e provenienti dal mondo marino come conchiglie e fossili, perle e piante, strumenti di orientamento come bussole e mappe, libri e stampe, tracce di opere. Il termine logico che dà il titolo al progetto indica la determinazione di estensione che definisce i limiti delle classi e delle categorie. Letteralmente significa: determinazione della circonferenza. Si possono far convergere i due significati nell'astronomia, "poiché che cos'altro c'è all'origine delle costellazioni se non il nostro bisogno di tracciare delle linee tra le configurazioni che i puntini luminosi assumono nel cielo notturno, per identificarli e orientarsi con il loro aiuto?" (Aby Warburg. Una biografia intellettuale. Ernst H. Gombrich, ed. Abscondita, 2018). L'universo si fa quindi abisso, un oceanico mare silenzioso, un'apertura a infinite possibilità.

La curatrice

Giulia Bortoluzzi (Pordenone, 1987) è autrice ed editor, docente e curatrice. Laureata in filosofia contemporanea all'Università di Trieste e specializzata in pratiche curatoriali alla École du Magasin di Grenoble (FR). Attualmente, collabora come coordinatore editoriale ed editor per Triennale Milano ed è autore per pubblicazioni d'arte e design. È docente del corso di Fenomenologia dell'arte contemporanea all'Istituto Europeo di Design di Milano e del corso di Estetica all'Accademia di Belle Arti di Udine. In ambito formativo è stata tutor al Dipartimento di Architettura e Studi Urbani al Politecnico di Milano e ha collaborato col dipartimento educativo di Fondation Cartier di Parigi (2012-2013). È stata co-curatore della mostra di Liam Gillick From 119C to 199D al Centre National d'Art Contemporain di Grenoble (2014), e tuttora collabora all'organizzazione di mostre e progetti espositivi con istituzioni, spazi no-profit e gallerie private. Dal 2009 al 2017 è stata redattore della rivista d'arte contemporanea Juliet, per la quale ha anche ideato e diretto il progetto editoriale online.

Buildingbox è il progetto espositivo inaugurato nel settembre 2018, situato all'interno di una delle vetrine di Building che affacciano su via Monte di Pietà, visibile 24 ore su 24, notte e giorno, senza dover entrare all'interno della palazzina, nonostante ne faccia effettivamente parte. Attraverso la sua collocazione riflette l'obiettivo per cui è stata creato: costruire un luogo indipendente caratterizzato da un progetto autonomo rispetto alla programmazione delle mostre che Building ospiterà durante l'anno. Building si basa su un'estensione temporale e ospiterà una serie di opere, legate fra loro da un fil rouge che si svilupperà nel tempo, invece che nello spazio. Buildingbox è uno spazio fisico, non una semplice vetrina, è delimitato da muri bianchi e vetro, una soluzione espositiva inedita che rappresenta un'interruzione dell'ordinario concetto dell'esporre, in cui contenuto e contenitore sono strettamente connessi, dando vita a un dialogo costante fra forma e contenuto. Una relazione che si attua anche fra l'interno e l'esterno, essendo questo un luogo fruibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Questa vetrina ha ospitato diversi artisti e designer, cicli di mostre e progetti temporanei, offrendo un approfondimento di tipo curatoriale su molteplici tematiche artistiche.

Gli interventi presentati in Equorea (di mari, ghiacci, nuvole e altre acque ancora) sono concepiti come site-specific (in alcuni casi inediti e in altri rielaborazioni di ricerche formalizzate in precedenza) e assumono l'acqua a emblema di ogni elemento naturale e più in generale come forma di vita e di possibilità di creazione. Tematica che non è solo fonte di fascinazione e ispirazione, ma che genera anche una particolare riflessione verso scenari futuri. La vita di tutti gli organismi sulla Terra dipende, infatti, dalla presenza di acqua e si trasforma secondo le sue mutazioni esaurendosi al suo deperimento. L'origine dell'acqua sul nostro pianeta non ha ancora trovato una spiegazione scientifica certa; generata dalla frantumazione di comete o meteoriti precipitate dallo spazio o da esplosioni vulcaniche in tempi antichissimi, la sua presenza risale nell'immaginario collettivo al momento mitologico della creazione che racchiude idealmente l'esistenza possibile di ogni cosa.

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Mostra: Ignazio Mortellaro. Umfangsbestimmung

Milano - Building

Apertura: 28/11/2023

Conclusione: 09/01/2024

Organizzazione: Buildingbox

Curatore: Giulia Bortoluzzi

Indirizzo: via Monte di Pietà 23 - 20121 Milano

Orario della galleria: martedì-sabato, 10.00-19.00 | chiuso dal 24 dicembre all'8 gennaio 2024

Orario installazione: 24/7 

Per info: +39 02 89094995 | info@building-gallery.com

Sito web per approfondire: https://building-gallery.com/



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