Irina Ojovan, con i suoi "Inherited Profiles", ci invita a scoprire enigmatiche profondità che dalla superficie della carta si stratificano attraverso sovrapposizioni e successioni di profili: orme cromatiche, aloni tonali e frammenti di forme. Nel caso delle sculture, lo spazio dell'opera diventa lo spazio dell'ambiente, la sagoma ne inquadra un particolare e lo fa suo. La solidità dei materiali si lascia attraversare dall'aria, ribaltando la profondità in superficie e viceversa.
Queste tracce visive sovrapposte non chiudono mai la composizione, ma la arricchiscono in complessità e in affondo, come una struttura architettonica che si dipana attraverso una serie di quinte che sono allo stesso tempo giunture e separazioni, presenze ed assenze, evanescenze e memorie affioranti. La memoria qui è anche quella personale dell'artista, i suoi ricordi d'infanzia legati al lavoro del padre architetto, che per realizzare stucchi in gesso in stile barocco si serviva di profili ritagliati in alluminio, da lui stesso creati. Gli "Inherited Profiles" mettono dunque in scena, con la pittura tanto quanto con la scultura, delle aree d'intensità che sono sia materiali che mentali, delle forme che si evidenziano e nello stesso tempo si perdono, delle sovrapposizioni fluide dai profili a volte netti e a volte incerti, distanziati nello spazio e distanti nel tempo.
Johann Sebastian Bach annotò la dicitura «Aria da capo» alla fine delle sue Variazioni Goldberg, il punto più alto di una composizione musicale diviene architettura, variazione, ripetizione e infinito. Anche l'opera multiforme di Irina Ojovan è abitata dall'aria e dal respiro. Sviluppo, vita, continuità, Riss, differenza, sono qui un «profilo» che esiste, che muta, che si relaziona al campo pittorico ed allo spazio libero e quindi si racconta, aprendosi al dialogo tra gli elementi presenti nell'opera ed anche al di fuori di essa.
I «Profili» incrociati, ricomposti e frammentati coesistono in queste opere, si stratificano fino a sembrare l'uno il prolungamento dell'altro, riescono ad esprimersi e a prendere forma, altre volte si immergono nel maelstrom della memoria, lasciando sulla superficie tracce cromatiche che si organizzano in tenui corali oppure potenti assoli. La loro presenza a volte sconfina con l'assenza, nell'apertura di una profondità spaziale che non prevede limiti e che risale a Rothko, mentre altre volte acquista una compattezza iconica persino surreale, facendo correre la memoria a Klaphek e a Magritte. In alcuni casi la stesura pittorica evoca le macchine celibi, rende reattiva e mobile la superficie, la scompone in porzioni in cui la luce affonda o scorre via, evidenziando porosità e lucentezze. Ecco perché i Riss, le separazioni tra le aree pittoriche, sono elementi fondamentali: contribuiscono a dare musicalità, fluidità, struttura e profondità all'opera.
L'ampiezza della ricerca visiva di Irina Ojovan è talmente versatile da considerare in alcune opere anche una forma di sospensione dell'immagine stessa, come in quelle sculture in acciaio e cemento in cui il vuoto è allo stesso tempo presenza ed assenza, ambivalenza tra non più e non ancora. Qui i profili assumono fino in fondo il valore di una matrice: pura origine e luogo di impressione di momenti successivi. Osservando queste opere tornano alla mente sia Walter Benjamin, con quella sua definizione di «apparizione unica di una distanza per quanto questa possa essere vicina», sia il pensiero di Martin Heidegger sulle Gedankenmatrizen, nel significato sfaccettato del verbo Danken, che sta per «ringraziare» e insieme «custodire», qui associato al sostantivo «matrice». Anche per Irina Ojovan, la profondità messa in scena dall'artista attraverso la polifonia dei profili, quindi «custodisce» e «ringrazia» come una matrice, non pretende ma sospende, lasciando il gioco della visione costantemente aperto e generativo. Ma soprattutto rivendica a sé uno sguardo gentile e inclusivo, un immaginario aperto ma strutturato che si muove tra il piacere libero della creazione e il rigore della composizione. Come una partitura di Bach.
Irina Ojovan
Irina Ojovan (1988 a Chisinau, Repubblica di Moldavia) ha completato la residenza Winsor & Newton presso la Künstlerhaus Bethanien di Berlino nel 2019, il programma di residenza artistica del CCA Andratx a Maiorca nel 2022 e ottenuto la borsa di studio per l'incisione Griffelkunst, Amburgo (2023). Nel 2020, Ojovan ha ricevuto il Bavarian Art Prize per le Arti Visive (Bayerischen Kunstförderpreis 2020) e ha esposto alla Galerie der Künstler di Monaco all'inizio del 2021.... leggi il resto dell'articolo»
Attualmente vive e lavora a Düsseldorf. Tra il 2009 e il 2018, l'artista ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Torino, Roma e Monaco con i professori Franco Fanelli, Giuseppe Modica, Günther Förg, Matthias Dornfeld e Gregor Hildebrandt. Nel 2018 ha completato i suoi studi come allieva di Gregor Hildebrandt.
Le opere di Ojovan sono state esposte, tra le altre, nelle seguenti mostre personali e collettive: Mgk, Otterndorf (2024, 2025), entrando a far parte della collezione del museo; National Museum of Art of Romania, Bucarest (2025); Stadtgalerie Kiel, Kiel (2024); Brücke Museum, Berlino (2022); Skulpturenmuseum Marl, Marl (2022); Villa Schöningen, Potsdam (2022); PIN. Auktion alla Pinakothek der Moderne, Monaco di Baviera (2021); NRW-Forum/ Kunstpalast Düsseldorf (2021); LOOCK, Berlino (2021, 2022, 2024); COSAR, Düsseldorf (2020, 2022, 2023); The Hole, New York (2020); Sotheby's Monaco (2020).
Mostre Personali (selezione):
2024 – 360°, LOOCK Gallery, Berlino (DE)
2023 – Irina Ojovan & Erika Hock A Complementary Story, COSAR Gallery, Düsseldorf (DE); New Positions – Art Cologne, COSAR Gallery, Colonia (DE); Irina Ojovan & Catalin Pislaru TANDEM 2022, Le Bureau, Düsseldorf (DE)
2022 – Flex, COSAR Gallery, Düsseldorf (DE); 1 Profile, 1RWW LOOCK Gallery, Berlino (DE)
2021 – Inherited Profiles, LOOCK Gallery, Berlino (DE); Bayerische Kunstförderpreise/Bildende Kunst 2020, Galerie der Künstler, Monaco di Baviera (DE)
2020 – Inherited Profiles, Cosar HMT, Düsseldorf (DE); Leitmotiv, Sotheby's Monaco di Baviera (DE)
2019 – Irina Ojovan & Pia Krajewski COME CLOSE & STEP BACK, curated by Jurriaan Benschop, Künstlerhaus Bethanien, Berlino (DE)
2018 – Blackitout!, Britta von Rettberg Gallery, Monaco di Baviera (DE); Irina Ojovan & Catalin Pislaru TANDEM 2018, Bochum (DE)
2016 – Irina Ojovan & Catalin Pislaru TANDEM, Raum49. ADBK, Monaco di Baviera (DE)
2015 – Lo Magno Gallery, Modica (IT)
2014 – CITY PORTRAIT, Castello Enriquez, Vittoria (IT)
2010 – Galleria degli Archi, Comiso (IT)
Mostre Collettive (selezione):
2025 – Reduktion auf das Wesentliche, Museum gegenstandsfreier Kunst, Mgk Otterndorf (DE); Modular Selves, Drewes Gallery, Amburgo (DE); Vol.13, Le Bureau, Düsseldorf (DE); DISSONANCE. Platform Germany #3, National Museum of Art of Romania, Bucharest (RO)
2024 – 50 Jahre – Museum gegenstandsfreier Kunst, Mgk Otterndorf (DE); DISSONANCE. Platform Germany #2, Stadtgalerie Kiel (DE)
2023 – 392. Wahl, IV. Quartal, Griffelkunst-Vereinigung, Amburgo (DE); Jahresgaben, Kunstverein Monaco di Baviera (DE)
2022 – WANDGEBUNDEN, Skulpturenmuseum Marl (DE); Finalist*innen des Karl Schmidt-Rottluff Stipendiums, Brücke Museum, Berlino (DE); Blanc de Blancs, Villa Schöningen, Potsdam (DE)
2021 – Bayerische Kunstförderpreise Bildende Kunst 2020, Galerie der Künstler*innen BBK, Monaco di Baviera (DE); Cosmic Topologies, Knust&Kunz Gallery, Monaco di Baviera (DE); PIN. Benefit Auction 2021, Pinakothek der Moderne, Monaco di Baviera (DE); DIE GROSSE, NRW Forum/ Kunstpalast, Düsseldorf (DE)
2020 – CUBED, The Hole Gallery, New York (USA)
2019 – Dust Till Dawn, The Flat-Massimo Carasi Gallery, Milano (IT); "Forms ain't formats", LOOCK Gallery, Berlino (DE)
Mostra: Irina Ojovan. Aria da Capo
Milano - Galleria 10 A.M. ART
Apertura: 04/06/2026
Conclusione: 09/07/2026
Organizzazione: Galleria 10 A.M. ART
Curatore: Gianluca Ranzi
Indirizzo: Corso San Gottardo 5 - 20136 Milano (MI)
Orari: martedì-venerdì 10:00-12:30 e 14:30-18:00; tutti gli altri giorni su appuntamento
Ingresso: libero
Info: tel. 02.92889164 | info@10amart.it | www.10amart.it
Sito web per approfondire: https://www.10amart.it
Altre mostre a Milano e provincia
Aurelio Amendola. Capolavori fotografati
85 fotografie di grande formato di Aurelio Amendola a Palazzo Reale di Milano: Burri, Vedova, Nitsch, Michelangelo, Bernini, Canova e il Duomo inedito.
Arte Ancestrale: un viaggio alla scoperta di sé stessi
Maschere, sculture e manufatti dalla collezione Meglioranzi nello showroom Pianca & Partners di Milano: Africa, Oceania, Alaska e Americhe ancestrali.
Mario Raciti. Opere 1952–2025
Grande antologica di Mario Raciti a Palazzo Reale di Milano: dagli esordi informali degli anni Cinquanta alle recenti visioni mitologiche e ai cicli del Profondo.
Susumu Shingu. Il cosmo
Oltre sessant'anni di arte cinetica di Susumu Shingu alla Cattedrale della Fabbrica del Vapore: sculture che il vento, l'acqua e la gravità mettono in moto.
Vecchia a chi? Forum sulla Longevità
Il primo Forum sulla Longevità in Italia dal punto di vista delle donne: mostra fotografica, incontri pubblici e film alla Fabbrica del Vapore di Milano.
Doppio Presente
Mostra collettiva diffusa in due sedi milanesi — Spazio HUS e Didart — con 22 artisti che presentano due opere ciascuno sul tema del presente.
Marianna Sannino. Other Nature
Prima personale milanese di Marianna Sannino: fiori, piante e uccelli su tulle trasformano gli spazi di Other Size Gallery in un ambiente sospeso.
Francesco Clemente. In Between
Prima retrospettiva italiana in 15 anni di Francesco Clemente a Triennale Milano: circa 70 opere dagli anni Settanta ad oggi.
Vincenzo Castella. Timeless Archaeology
Circa sessanta fotografie di Vincenzo Castella su tre piani di Building Gallery: quattro decenni di indagine sul paesaggio industriale italiano.









itinerarinellarte.it è un sito che parla di arte in Italia coinvolgendo utenti, musei, gallerie, artisti e luoghi d'arte.