
Ci sono immagini costruite per circolare, per essere viste e riprodotte - una riproducibilità che non riguarda la natura dell’immagine, ma la sua funzione commerciale -, altre che prendono forma attraverso un corpo, un movimento; altre ancora che rappresentano corpi e gestualità. Skin Game, la personale di James Bantone nonché il suo esordio nel roster della galleria Francesca Minini, apre un nuovo spazio di possibilità nella pratica dell’artista, attivando un dispositivo di rispecchiamento che attraversa immagini, corpi e oggetti, intrecciandoli in un circuito di gesti che ritornano e si trasformano.
Skin Game costruisce il suo immaginario visivo dai cataloghi commerciali dei manichini da esposizione, una traccia quasi matricale nel lavoro di Bantone. Figure pensate per mostrare corpi che esibiscono una neutralità solo apparente, silhouette che mimano gestualità comuni. Eppure quelle pose non sono mai davvero neutre. Sono goffe, seduttive, teatrali, a volte apertamente involontarie. Bantone entra in questo repertorio con il proprio corpo, lo imita, lo distorce, lo fotografa al posto dei manichini. Nel passaggio tra manichino e artista le immagini non si cristallizzano ma ritornano, si duplicano, si sovrappongono, si cancellano parzialmente. Vengono manipolate, fotografate attraverso schermi, stampate, trasferite su metallo. Le superfici si ossidano, si interrompono, si sfaldano. Alcune parti scompaiono, altre si ripetono, altre ancora emergono come scarti o residui del trasferimento. A ogni passaggio, la distinzione tra corpo vivo e corpo fabbricato si indebolisce: il manichino si carica di una corporeità inattesa, mentre il corpo dell’artista fotografato dal basso scivola fino ad allungarsi, diventando architettonico, sintetico.
La mostra è un dispositivo di rispecchiamento, letterale e concettuale, in cui ogni immagine risponde a un’altra. Una posa migra da una fotografia commerciale a un autoritratto, e dall’autoritratto a una lastra metallica. Altrove, manichini riflettenti condividono lo spazio con le loro controparti trasferite. La dicotomia originale/copia si annulla e le due categorie vivono in un loop senza gerarchie di rappresentazione.
Oltre alle superfici, configurabili come luoghi di transito, Bantone introduce presenze che abitano lo spazio: questi corpi sono punti di vista, elementi che partecipano alla costruzione dello sguardo. Sono presenze discrete che modificano la percezione di ciò che le immagini mostrano. Questo movimento riorganizza lo sguardo e la sua posizione - alcune immagini mantengono la frontalità del catalogo, presentando il corpo come qualcosa da esaminare; altre spostano radicalmente il punto di vista. La logica familiare dell’esposizione si orienta verso qualcosa di più intimo e ambiguo dove il guardare diventa un gesto intriso di prossimità, desiderio, distorsione. I manichini estendono questo gioco allo spazio della galleria: oltre a richiamare le silhouette e le posture delle immagini, sembrano comportarsi come spettatori, occupando posizioni da cui contemplano le opere o si osservano tra loro. Sono scambi ammiccanti e lievemente perversi insieme.
Un corpo mima la postura di un manichino. Un oggetto pensato per attirare lo sguardo del consumatore diventa osservatore. Un catalogo nato per standardizzare i corpi diventa materia di immagini porose. Skin Game è concepita sulla liminalità dell’immagine: ha origine nell’imitazione per arrivare poi alla flirtazione, alla distorsione: un circuito in cui ogni superficie diventa corpo, e ogni corpo ritorna all’immagine. - Eleonora Milani
Note biografiche
James Bantone è nato nel 1992 a Ginevra, Svizzera e attualmente vive e lavora tra Ginevra e Parigi. Ha conseguito un Bachelor of Arts & Media - Video presso la Zurich University of the Arts (ZHdK) nel 2019 e ha completato il Work.Master in Contemporary Artistic Practices presso Geneva University of Art and Design (HEAD) nel 2021. Bantone ha realizzato mostre personali presso Tunnel Tunnel, Losanna (2026), Spazio Maiocchi, Milano (2024), Swiss Institute, New York (2024), Karma International, Zurigo (2023), Coalmine, Winterthur (2020). Ha partecipato a mostre collettive presso Kunstraum Niederösterreich, Vienna (2024), Kunsthalle Zurich (2023), Simian, Copenaghen (2023), Klemm’s Gallery, Berlino (2023), Espace Niemeyer, Parigi (2023), Salts, Basilea (2023), Museum Morsbroich, Leverkusen (2023), Centre d’Art Contemporain de Genève (2022), Cordova, Barcellona (2021), Kunsthalle Fribourg (2020) e UV Estudios, Buenos Aires (2019).
Mostra: James Bantone. Skin Game
Milano - Francesca Minini
Apertura:16/09/2026
Conclusione:31/10/2026
Organizzazione:Francesca Minini
Indirizzo:Via Massimiano, 25 - 20134 Milano (MI)
Inaugurazione: mercoledì 16 settembre 2026
Info: tel. +39 02 26924671 | info@francescaminini.it
Sito web per approfondire:https://www.francescaminini.it
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