Jean Dubuffet tra musica e pittura

  • Quando:   05/02/2019 - 23/03/2019
  • evento concluso

Arte moderna

Jean Dubuffet tra musica e pittura

Nella mia musica, ho voluto mettermi nei panni di un uomo di cinquantamila anni fa, che ignori tutto della musica occidentale e che s’inventi una musica senza alcun riferimento, senza alcuna disciplina, senza nulla che possa impedirgli di esprimersi in modo assolutamente libero per il proprio piacere. Ciò è esattamente quello che ho cercato di fare nella mia pittura

Jean Dubuffet

La galleria Tommaso Calabro è lieta di annunciare la mostra Jean Dubuffet: tra musica e pittura, che sarà visitabile dal 5 febbraio al 23 marzo 2019.

Attraverso un dialogo tra opere pittoriche e riproduzioni audio e video, l’esposizione svelerà affinità e punti d’incontro tra la pittura e le sperimentazioni musicali di uno degli artisti più eclettici del Novecento. L’incontro tra Jean Dubuffet (1901-1985) e la musica avviene quando l’artista, ancora bambino, inizia a suonare il pianoforte. Durante gli anni trenta, l’abbandono di questo strumento a favore della fisarmonica suggerisce un precoce allontanamento dell’artista dagli strumenti musicali nobili. Il distacco da un approccio convenzionale alla musica porterà Dubuffet a svilupparne una concezione fortemente anticulturale, così come aveva già fatto in pittura. All’inizio degli anni sessanta, Dubuffet avvia una serie di sperimentazioni sonore che sanciscono il suo rifiuto delle regole musicali tradizionali. Iniziate in collaborazione con il pittore danese Asger Jorn e poi condotte sia da solista che in duo con musicisti e intellettuali, queste esperienze musicali consistono in sedute di registrazione su nastro magnetico in cui il suono di strumenti di ogni tipo – strumenti classici ed etnici, flauti di legno, tamburelli, sonagli e chitarre – si accompagna a ritmi sincopati che non seguono nessuno spartito. Quando impiegata, la voce umana viene usata in modo libero, in rottura esplicita con le regole classiche di armonia e melodia. Nella sua ricerca musicale, Dubuffet aspira a sostituire i ritmi melodici consolidati dalla tradizione con una profusione di rumori indistinti che si mescolano, si sovrappongono e si ostacolano. Così come la sua pittura, quella di Dubuffet è una musica “brute”, non oggetto di contemplazione auditiva, ma di suggestione sensoriale. In Italia, Carlo Cardazzo è il primo a supportare le pionieristiche sperimentazioni di Dubuffet in ambito musicale. Il gallerista, dopo aver organizzato mostre personali dell’artista a Milano e a Roma, rimane entusiasta delle nuove ricerche di Dubuffet, trovando nella sua musica insolita una vera e propria “rivelazione” da divulgare. Nel 1961, Cardazzo supporta la realizzazione di un cofanetto contenente sei dischi in vinile con le Esperienze musicali dell’artista. L’anno successivo,una raffinata pubblicazione delle Edizioni del Cavallino con testo introduttivo di Beniamino Dal Fabbro ne propone una lettura critica, riproducendo le sei copertine disegnate da Dubuffet per i suoi dischi.

Con la mostra Jean Dubuffet: tra musica e pittura, la galleria Tommaso Calabro ripresenta l’opera del maestro francese a Milano –città della prima mostra di Dubuffet in Italia e da cui manca da più di vent’anni – in un momento di sua riscoperta nella penisola, come evidenziato dalla retrospettiva dedicata all’artista dalla Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia. Il percorso espositivo si snoda attraverso tre sale della galleria. Nella prima, la proiezione del film Jean Dubuffet, diretto da Jacques Rutman nel 1961, e l’esposizione delle sopracitate copertine dei dischi di Esperienze Musicali introdurranno al pubblico Dubuffet come artista-musicista. Le altre due sale saranno dedicate al confronto visivo-uditivo tra le sperimentazioni del maestro francese. Il tono materico dei brani musicali di Dubuffet, dove i suoni più svariati si mescolano e si rincorrono, riflette l’aspetto materico caratterizzante le opere esposte nella seconda sala della mostra, tra cui una delle celebri Texturologie (Texturologie XXXV, 1958). Il Personnage del 1962, precedentemente nella collezione del MOMA di New York, e Paysage du magique(1951), già nelle collezioni di Sidney Janis e Pierre Matisse, evocano invece l’assenza di regole compositive e la totale libertà espressiva caratterizzanti anche la musica dell’artista. La riproduzione dei dischi di Esperienze musicali animerà poi l’ultima sala della mostra, interamente dedicata al loro dialogo con il dipinto Alentour la maison del 1957. Così facendo, si darà voce alle parole di Beniamino Dal Fabbro, secondo il quale “Dubuffet, sebbene seduto al pianoforte, con uno zufolo al labbro, e impugnando mazze da timpani e da cimbali (...) non abbia mai cessato d’esser pittore, ossia di tentare di riprodurre coi suoni e coi ritmi gli effetti, le superfici, le sagome, le variegature, il formicolío, la sprezzatura disegno, la tracotanza d’immagini, la trita e iridescente poesia che son propri ai suoi quadri.

ORARI DI APERTURA martedì –sabato ore 10 –18

INFO

+390249696387 - info@tommasocalabro.com

Immagine cover: 

Jean Dubuffet (1901-1985) Alentour la maison olio su tela 89x116 cm. Dipinto nel giugno 1957

Altre immagini

1. Copertina originale disegnata da Jean Dubuffet per il disco n. 3 del cofanetto Esperienze musicali (1961).

2.  Jean Weber (1906 - 1955) Jean Dubuffet mentre suona Parigi, 1961. © Archives Fondation Dubuffet, Paris (photo: Jean Weber)

3. Jean Dubuffet (1901 – 1985) Paysage du magique olio su masonite 92 x 122 cm. Dipinto nel novembre 1951

4. Jean Dubuffet (1901– 1985) Personnage (buste) gouache su carta 26 x 20.3 cm. Eseguito il 13 marzo 1962

Titolo: Jean Dubuffet tra musica e pittura

Apertura: 05/02/2019

Conclusione: 23/03/2019

Organizzazione: Tommaso Calabro Art Gallery

Luogo: Tommaso Calabro Art Gallery - Milano

Indirizzo: Piazza San Sepolcro, 2 - Milano

Sito web per approfondire: http://tommasocalabro.com