Jean-Marie Appriou. Canto Infinito

  • Quando:   22/05/2026 - 02/08/2026

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Jean-Marie Appriou. Canto Infinito
Photo credits: Jean-Marie Appriou. CANTO INFINITO, exhibition views, Firenze, Palazzo Strozzi, Project Space, 2026. © Jean-Marie Appriou, by SIAE. Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio, Courtesy Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze.

Dal 22 maggio al 2 agosto 2026, Fondazione Palazzo Strozzi presenta CANTO INFINITO, mostra personale di Jean-Marie Appriou per il Project Space di Palazzo Strozzi, spazio dedicato a progetti site specific di artisti delle più recenti generazioni. A cura di Arturo Galansino, il progetto espositivo riunisce un gruppo di nuove opere dell'artista francese, proponendo un ampio sguardo sul suo lavoro, che oggi si pone come una delle voci più originali nella ridefinizione dell'idea di scultura nell'arte contemporanea.

Il lavoro di Jean-Marie Appriou (Francia, 1986) è caratterizzato da un approccio sperimentale nell'utilizzo di materiali, come alluminio, bronzo, vetro, argilla e cera. Attraverso una pratica fortemente tattile, l'artista modella figure che si inseriscono in un territorio ambiguo tra l'umano, l'animale e il vegetale. I riferimenti iconografici attingono alle mitologie arcaiche, alla fantascienza e alla cultura contemporanea: cavalli, serpenti, creature marine ed esseri ibridi popolano un universo simbolico, in cui le forme sembrano sospese tra terra e acqua, oscurità e luce, permanenza e mutamento. Spesso monumentali per le loro dimensioni, le sculture di Appriou instaurano un rapporto intimo con chi le osserva, trasmettendo un senso di prossimità che ne accentua la presenza enigmatica e talvolta perturbante.

Il titolo della mostra per il Project Space di Palazzo Strozzi, CANTO INFINITO, evoca l'idea di un flusso continuo senza inizio né fine, suggerendo una dimensione in cui tempo, materia e immaginazione sono in costante trasformazione. Concepite come tappe di un percorso, le opere in mostra richiamano l'eredità della Divina Commedia come orizzonte culturale e simbolico. Come nel poema dantesco, CANTO INFINITO suggerisce un movimento attraverso diversi stati dell'essere in cui trasformazione, soglia e metamorfosi diventano principi formativi delle stesse opere. Il lavoro di Appriou dialoga inoltre con una più ampia costellazione di fonti letterarie e mitologiche, che emergono non come riferimenti fissi, ma come presenze incarnate nella materia scultorea e integrate in una sequenza spaziale. Le sue figure non illustrano storie, ma suggeriscono momenti di passaggio e transizione.

Offrendo un'esperienza immersiva, CANTO INFINITO si sviluppa come una sequenza di incontri in cui la scultura diventa uno spazio che conserva i segni del proprio processo creativo e il suo significato rimane aperto all'interpretazione. Senza imporre un'unica chiave di lettura, il progetto invita i visitatori ad attraversare un mondo in cui elementi opposti tra loro, come corpo e spirito, passato e futuro, visibile e invisibile, si uniscono in una tensione dinamica, creando un'esperienza al tempo stesso sensoriale e contemplativa.

«Con CANTO INFINITO, Jean-Marie Appriou trasforma il Project Space di Palazzo Strozzi in un luogo di immaginazione e riflessione, dove materia, mito e visione si intrecciano in un dialogo aperto con il presente», afferma Arturo Galansino, Direttore Generale Fondazione Palazzo Strozzi. «Siamo particolarmente felici di presentare a Firenze il lavoro di un artista tra i più originali della scena contemporanea internazionale, capace di coniugare riferimenti archetipici e una straordinaria sensibilità formale. Questo progetto conferma l'impegno della Fondazione Palazzo Strozzi nel sostenere la ricerca artistica contemporanea attraverso produzioni e collaborazioni che favoriscano nuove prospettive di incontro tra gli artisti, il pubblico e i nostri spazi».

La mostra

Tra le voci più importanti e originali nella scultura contemporanea, Jean-Marie Appriou presenta con CANTO INFINITO un progetto espositivo composto da una serie di nuove opere concepite per il Project Space di Palazzo Strozzi. Attraverso una pratica fortemente tattile, le opere di Appriou danno forma a figure umane, animali e creature ibride che sembrano emergere da uno stato di continua metamorfosi, collegando corpo e spirito, materia e idea, sacro e profano.... leggi il resto dell'articolo»

Cavalli, serpenti, imbarcazioni, fuochi e corpi intrecciati abitano spazi in cui opposti apparentemente inconciliabili convivono in una tensione costante: umano e mostruoso, spirituale e terreno, oscurità e luce. Nulla appare stabile o definitivo. Il titolo del progetto evoca una narrazione continua e circolare, che genera un sistema aperto di relazioni e possibilità interpretative, un'esperienza al tempo stesso immersiva e contemplativa, in cui scultura, letteratura e mitologia si intrecciano in una riflessione più ampia sulla storia dell'arte, priva di un inizio o di una fine definiti. Come nella Divina Commedia, il viaggio diventa metafora di attraversamento e conoscenza, ma allo stesso tempo uno strumento per interrogare il presente, le sue inquietudini e le sue possibilità di mutazione.

The Mills of Perception, 2026, bronzo patinato. In dialogo ideale con le celebri porte di Lorenzo Ghiberti e Auguste Rodin, Appriou riflette sull'idea di soglia tra Paradiso e Inferno, come spazio di passaggio e trasformazione: una porta monumentale che sembra richiamare un torii, tradizionale portale giapponese, in cui sono inseriti nove cilindri rotanti, simili a ruote di preghiera tibetane. Da un lato si dispiega un mondo edenico articolato in tre registri: cielo, terra e mare. Il Paradiso non appare come uno spazio armonioso e definitivo, ma come un universo fragile e instabile. Sul lato opposto emerge un Inferno ispirato alla cosmologia medievale e all'immaginario gotico di gargoyle e chimere, con immagini come il Diavolo in forma di cormorano o signore delle mosche, il re Minosse, il Minotauro, Leviatano e Behemoth. In alto un'imbarcazione richiama quelle funerarie descritte nel Libro delle Porte egizio, destinate ad attraversare il mondo sotterraneo, con al suo interno quattro figure centrali nell'immaginario dell'artista: Dante, John Milton, Mary Shelley e William Blake.

Apophis, 2026, acciaio inossidabile; Mandjet, 2026, bronzo. In questo spazio, Appriou reinterpreta un radiatore domestico in una scultura del movimento e del transito. Ispirata alla figura di Apopi, il serpente del caos della mitologia egizia, l'opera evoca una corrente invisibile che circola nel cuore della materia. Come attraversato da un fluire metaforico, il radiatore diventa simbolo di una soglia iniziatica, richiamando i fiumi mitologici che ogni trasformazione deve oltrepassare. Tra memoria intima e immaginazione cosmologica, la scultura condensa i quattro elementi — terra, acqua, fuoco e aria — trasformando l'oggetto quotidiano in un territorio di metamorfosi e circolazione invisibile. Sospeso nello spazio, Mandjet è invece un lampadario in bronzo che assume la forma di una barca solare ispirata alla mitologia egizia. In dialogo con Apophis, l'opera evoca il viaggio notturno del sole attraverso i regni sotterranei, durante il quale è incessantemente minacciato dalle forze del caos prima di rinascere all'alba. Dotando un oggetto funzionale di una dimensione cosmologica, Appriou esalta il valore simbolico della luce, facendo del lampadario un dispositivo di passaggio tra mondo domestico, mito e cosmo.

The Key, 2026, bronzo patinato; LASCIATE OGNE SPERANZA VOI CH'INTRATE, 2026, bronzo patinato. Al centro della sala si incontra The Key, una stufa-scultura che raffigura le figure intrecciate di un angelo e un drago. Attingendo all'immaginario apocalittico, all'iconografia medievale e al simbolismo alchemico, l'opera non mette in scena un principio di contrapposizione, ma un movimento continuo di trasformazione. Ispirata alla logica del nastro di Möbius, la scultura dissolve le distinzioni tra celeste e terrestre, sacro e profano, corpo e spirito. Attraverso il simbolo del fuoco, concepito come forza di metamorfosi, l'opera trasforma il conflitto in un perpetuo ciclo di mutazione. Come fulcro simbolico della mostra, la scultura incarna la riflessione centrale del progetto sul passaggio, l'ambivalenza e la complementarità degli opposti. All'interno della sala, Appriou posiziona inoltre una lastra in bronzo che diviene una sorta di sintesi visiva dello spazio, al tempo stesso ornamentale e narrativa. Prendendo spunto dalla tradizione delle piastre da camino, l'opera interpreta il focolare come luogo di calore, trasformazione e racconto. La composizione presenta un ritratto di Dante circondato da due figure che evocano Michelangelo, la cui postura ieratica richiama quella delle sfingi. Al centro della piastra, l'iscrizione «Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate», tratta dalla porta dell'Inferno della Divina Commedia, funziona come soglia insieme simbolica e fisica. Rivolta a coloro che entrano nell'Inferno, la frase segna qui un punto di rottura: un mondo in cui i punti di riferimento iniziano a vacillare e la trasformazione diventa irreversibile.

Jean-Marie Appriou

Jean-Marie Appriou è nato nel 1986 a Brest, in Francia. Vive e lavora a Parigi. Si è diplomato all'École régionale des beaux-arts de Rennes nel 2010. Le sue mostre personali includono: TANK Museum, Shanghai (2025); La cinquième essence, MO.CO. - La Panacée, Montpellier (2025); Whale Song, Now + There, Boston (2024); Jean-Marie Appriou and Exonaut Horizon, Perrotin, Parigi (2024); La Constellation du Louvre, Musée du Louvre, Parigi (2023); The Traveler, Langhe, Neviglie (2023); Gemini, Galerie Eva Presenhuber, Vienna (2023); MASSIMODECARLO, Hong Kong (2023); MASSIMODECARLO, Londra; Villa Medici, Roma (2022); The Horses, organizzata dal Public Art Fund, Doris C. Freedman Plaza, New York (2019–2020); Seabed, Le Consortium, Digione (2019–2020); Open Space #1, Fondation Louis Vuitton, Parigi (2018). Appriou ha partecipato a Là où les eaux se mêlent, Biennale de Lyon (2019) con una grande installazione intitolata Roncier.

Le sue mostre collettive istituzionali includono: Amsterdam Sculpture Biennale (2025); The Air is Subtle Yet it Moves, AMA House, Atene (2025); Last Night I Dreamt of Manderley, Alison Jacques Gallery, Londra (2025); I Sought My Soul, St. Elisabeth Kirche, Berlino (2025); A Drawing A Day, MASSIMODECARLO Seoul Studio (2024); Van Gogh and The Stars, Fondation Vincent van Gogh Arles (2024); Eccentric. The Aesthetics of Freedom, Pinakothek der Moderne, Monaco di Baviera (2024); White Sea Olive Groves, Malta Biennial, Valletta (2024); CAB Opening Public Programs, Chicago Architecture Biennial (2023); Jing'an Sculpture Park, Shanghai (2023); Childhood, Centre Pompidou-Metz (2022); Another banana for the dream-fish, Palais de Tokyo, Parigi (2018); Neuer Norden Zürich, KiöR Kunst im öffentlichen Raum, Zurigo (2018); Deux sens du décoratif, Centre d'art Contemporain, Brest (2018); Voyage d'Hiver, Château de Versailles (2017); Robots. Work. Our Future, Vienna Biennale (2017); MEDUSA, Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris (2017); L'Usage des Formes, Palais de Tokyo, Parigi (2015); La solitude, Astrup Fearnley Museum of Modern Art, Oslo (2014).

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Mostra: Jean-Marie Appriou. Canto Infinito

Firenze - Palazzo Strozzi – Project Space

Apertura: 22/05/2026

Conclusione: 02/08/2026

Organizzazione: Fondazione Palazzo Strozzi

Curatore: Arturo Galansino

Indirizzo: Piazza degli Strozzi - 50123 Firenze (FI)

Info e biglietti: Tel. +39 055 2645155

Sito web per approfondire: https://www.palazzostrozzi.org



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