La Tate Modern inaugura una mostra dedicata all'opera visionaria di Julio Le Parc (1928-2026). Organizzata in stretta collaborazione con l'artista e il suo Atelier, l'esposizione presenta oltre 60 opere che ripercorrono la straordinaria carriera settantennale di Le Parc, tra cui installazioni interattive, suggestive sculture di luce e dipinti geometrico-astratti. Disposta lungo un percorso sinuoso, simile a un labirinto, la mostra segue la missione che ha guidato Le Parc per tutta la vita: attivare lo spettatore, utilizzando effetti ottici, esperienze sensoriali e interazioni fisiche per rendere il pubblico consapevole del ruolo che può svolgere nel dare vita all'arte.
Nato in Argentina, dopo aver studiato alla Escuela de Bellas Artes di Buenos Aires, Le Parc si trasferisce in Francia nel 1958, inserendosi nella vivace scena creativa parigina degli anni Sessanta. La mostra si apre con la serie Surfaces dell'artista: i primi studi a guazzo in bianco e nero e dipinti realizzati subito dopo il suo trasferimento a Parigi alla fine degli anni Cinquanta. Questi dipinti modulari utilizzano forme geometriche ripetute e principi matematici per creare illusioni ottiche, con motivi che sembrano spostarsi, ruotare o vibrare davanti agli occhi dei visitatori, come in Instability (1959) e Progressive Sequences (1959). Le Parc ha sperimentato anche con l'immagine post-retinica, in cui motivi ad alto contrasto lasciano un'impressione negativa sulla retina abbastanza a lungo da risultare visibili su uno sfondo vuoto, spingendo lo spettatore a "completare" l'opera d'arte con i movimenti oculari.
I visitatori avranno l'opportunità di confrontarsi con le famose e innovative opere luminocinetiche di Le Parc. Nate inizialmente nel 1959 come una serie di Light Boxes – sculture contenenti fogli di plastica acrilica trasparente e fonti luminose per creare sequenze ipnotiche – queste installazioni si sono rapidamente evolute nel corpus di lavori centrale di Le Parc, i Continual Light Mobiles, che hanno debuttato nel 1960. I riflettori, combinati con elementi mobili riflettenti o trasparenti, creano dinamici effetti visivi caleidoscopici che si trasformano davanti allo spettatore. Continuous Light Mobile (1963) presenta elementi sospesi che si muovono in risposta ai flussi d'aria generati dai movimenti dei visitatori, sottolineando ulteriormente l'importanza del pubblico nella pratica di Le Parc. Gli effetti di distorsione della luce vengono esplorati anche in Unique Continual Light Cylinder (1962) e nell'installazione ambientale Vibrating Light – Tulles (1968). Questo aspetto della produzione di Le Parc si estende oltre le pareti della mostra, con un nuovo Continual Light Mobile (2026) su grande scala installato nell'atrio d'ingresso del Blavatnik Building della Tate Modern per tutta la durata dell'esposizione.
Altre opere invitano a una partecipazione fisica più profonda. 64 Reflective Blades (2017) incoraggia i visitatori a muoversi tra un dipinto e uno schermo dotato di una serie di strisce riflettenti in acciaio inossidabile, frammentando e distorcendo il loro riflesso e rendendoli parte integrante dell'opera stessa. La mostra presenta anche le installazioni della Game Room di Le Parc, come Ensemble of Eleven Surprise Movements (1965) e Pattern to Manipulate (1967), che chiedono agli spettatori di interagire direttamente con le opere d'arte premendo pulsanti, ruotando elementi e attraverso altri atti di gioco fisico.
La mostra si conclude con le continue esplorazioni del colore da parte di Le Parc, che spaziano dai suoi dipinti più recenti ai suoi primi esperimenti. Gran parte del lavoro di Le Parc ha utilizzato una tavolozza distintiva di 14 sfumature, sviluppata per la prima volta nel 1959 in opere come il Colour Project, una serie di piccoli guazzi in cui Le Parc estrapola ogni possibile variazione cromatica della sua tavolozza. Le Parc ha continuato a sperimentare con il colore e con i motivi in bianco e nero nel corso di tutta la sua carriera, in particolare nei suoi iconici dipinti con motivi a onde come Waves 176 (2024), e nelle sue successive serie Modulations e Alchemies. La suggestiva Blue Sphere (2001-22), acquisita dalla Tate nel 2024, dimostra come la recente produzione scultorea di Le Parc abbia rivisitato e ampliato i suoi precedenti mobile e le installazioni luminose caleidoscopiche.
Mostra: Julio Le Parc. Light. Colour. Action.
Londra
Apertura: 11/06/2026
Conclusione: 03/05/2027
Organizzazione: Tate Modern
Indirizzo: Bankside, London SE1 9TG, Regno Unito
Sito web per approfondire: https://www.tate.org.uk/
Facebook: https://www.facebook.com/tategallery
Instagram: https://www.instagram.com/tate
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